Guida Ufficiale PS-Jailbreak (modifica ps3)
Postiamo qui il link per la guida ufficiale al jailbreak della PS3. Un ringranziamento al forum ps3-ita.
PS Jailbreak, Homebrew e backup di giochi per la PS3
La PS3, dopo anni, è stata bucata, e ora permette di usare copie non originali dei giochi.
Con la PS3 è ora possibile fare il backup dei propri giochi e usare software homebrew. È chiamatoPS Jailbreak, è una chiavetta USB ed è venduta a ben 169.99 dollari. Funziona sia sulle console Fat che Slim.

Come vediamo dal video è sufficiente inserire la chiavetta nella console e avviare il software. Da qui è poi possibile fare il dump dei propri giochi, avviare le copie memorizzate sull’hard disk e usare software homebrew. Il software è compatibile con l’hard disk interno ma anche con dischi esterni, e siccome si tratta di un software, non invaliderebbe alcuna garanzia.
Nella chiavetta USB sarebbe presente un chip che permetterebbe il Jailbreak, in grado di funzionare con il firmware 3.41; Sony ovviamente proverà a disabilitarlo tramite un update del firmware, ma secondo i creatori, il chip è anche in grado di bloccare gli aggiornamenti forzati.
Secondo chi l’ha provata, il sistema funziona benissimo e senza problemi. Il caricamento del gioco dall’hard disk sarebbe anche più veloce.
Su Facebook fa capolino un falso pulsante “Non mi piace”
Su Facebook il pulsante “Mi piace” è ormai noto a tutti. Esso consente di manifestare il proprio favore rispetto ad un qualunque contenuto pubblicato nelle pagine del celeberrimo social network oppure sui siti web che fanno uso di appositi plugin (i “social plugins” come il “Like button” od il “Like box”).
Ogni utente registrato alla piattaforma lanciata da Mark Zuckerberg è libero di tornare sui propri passi in qualunque momento cliccando sul link “Non mi piace più”. Non esiste però un pulsante “Non mi piace” che consenta di esprimere il proprio completo disaccordo sul materiale pubblicato da parte di terzi. Nonostante le pressanti richieste pervenute da molti iscritti al social network, però, i vertici di Facebook hanno fatto sapere che tale “bottone”, probabilmente, non esisterà mai.
Alcuni aggressori hanno pensato di sfruttare la situazione mettendo a punto un’applicazione maligna che introduce un falso pulsante “Non mi piace”. L’applicazione, una volta installata dall’utente, guadagna l’accesso alle impostazioni private del profilo ed inizia a diffondersi pubblicando messaggi nelle bacheche degli iscritti. read more
Basta un tocco per ottenere il jailbreak di iOS 4
Chi l’ha detto che sbloccare i dispositivi Apple è un’operazione difficile? Se, fino ad oggi, tutti coloro che erano interessati ad eseguire anche applicazioni non approvate da Apple dovevano sicuramente “smanettare” un po’, da qualche giorno a questa parte anche i meno esperti possono raggiungere il risultato con la massima semplicità.
Il merito è del sito jailbreakme.com, un servizio gratuito la cui operatività è stata ripristinata recentemente che consente di “sbloccare” iPhone, iPod e iPad con un semplice tocco.
Una volta visitato il sito tramite il browser web in dotazione al dispositivo stesso, è sufficiente sfiorare lo “slide” allo stesso modo in cui quotidianamente si sblocca lo schermo per liberare l’apparecchio da tutti i vincoli relativi alle applicazioni imposti dal produttore.
Il servizio è compatibile con tutte le versioni di iOS fino alla 4.0.1 compresa e, ricordano gli autori, è ora completamente legale secondo la normativa vigente negli Stati Uniti. read more
Pubblicati in rete i dati personali di 170 milioni di utenti di Facebook
“Nuovo allarme per la privacy degli utenti: sono stati pubblicati in rete i dati personali di circa 170 milioni di utenti di Facebook. Per raccoglierli non c’è stato bisogno di violare alcun sistema”.
Ancora una volta i riflettori tornano ad essere puntati sulle problematiche legate alla privacy degli utenti dei social network: recentemente infatti Ron Bowes, ricercatore di Skull Security, ha raccolto i dati personali di circa 170 milioni di utenti di Facebook, ovvero circa un terzo degli utenti del servizio.
L’operazione è stata condotta senza adottare nessuna particolare tecnica di hacking: le informazioni non erano infatti contrassegnate come private ed erano disponibili pubblicamente sul profilo degli utenti. Tra i dati raccolti si parla di nomi, indirizzi, e-mail, numeri di telefono, compleanni ed altri dati sensibili che sarebbe bene non diffondere in rete. read more
Damn Vulnerable Linux, una palestra per i professionisti della sicurezza
Il detto L’attacco è la miglior difesa vale anche in ambiente informatico, soprattutto quando si parla di sicurezza. Chi intende approcciarsi all’attività di security consultant non può non sporcarsi le mani con i sistemi e gli strumenti a disposizione. Si potrebbe mettere a punto un sistema apposito per sperimentare tecniche e programmi, ma questo costa tempo e fatica. Inoltre tale sistema non andrebbe mai usato, per ovvie ragioni, in ambienti di produzione e sviluppo.
Pertanto si può usare Damn Vulnerable Linux, il cui nome dovrebbe suggerire l’origine di questa piccola distribuzione: deriva infatti dall’ottima Damn Small Linux da cui eredita le caratteristiche di velocità e semplicità. In ambito sicurezza la migliore distro è senza dubbio Backtrack, che rimane il punto di riferimento principale per i professionisti.
Damn Vulnerable Linux comunque è un buon prodotto; il sistema può essere installato su hard disk, ma generalmente viene utilizzato in modalità live così da poter eseguire tutti i compiti possibili senza alterare alcuna installazione: si rivela in tal modo una palestra perfetta su cui sperimentare.
Damn Vulnerable Linux contiene molti programmi e tanta documentazione per l’apprendimento e i test. Sono disponibili pure tanti sorgenti pronti per essere studiati e fra i tool è da notare il Metasploit Framework: esso è un software molto apprezzato perché permette di effettuare velocemente dei penetration test o ricercare vulnerabilità; inoltre mette a disposizione dell’utente molti exploit pronti all’uso.
Messenger e il bug dell’ex fidanzata
Il popolare Windows Messenger mostra scarsissima considerazione per la privacy degli utenti. Mostra a tutti i contatti, spacciandoli per “amici”.
In questi giorni molti utenti stanno scaricando e testando la beta della versione 2011 della suite Windows Live Essential, l’insieme di programmi sviluppato da Microsoft che contiene il popolare Messenger.
Tuttavia quest’ultima versione non pare essere migliorata di molto rispetto alla precedente, almeno per quanto riguarda la tutela della privacy degli utenti: anzi, sembra avere così poca considerazione quanta ne aveva la cosiddetta Wave 3.
Il problema principale è sostanzialmente uno, ma potenzialmente piuttosto grave. In pratica, iniziando una conversazione con chiunque e rispondendo affermativamente alla domanda che chide di aggiungerlo come contatto a Messenger, questi viene aggiunto anche al Windows Live Network, ossia l’elenco completo degli “amici” online.
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