MySpace si inchina a Facebook
Accordo tra il sito di Beverly Hills e Facebook. Milioni di musicisti potranno condividere musica e video con i propri fan sul sito di Mark Zuckerberg. E c’è chi ha parlato di una concessione inevitabile.
Roma – Aveva innanzitutto perso il suo scettro nel reame social, cadendo sotto i colpi inesorabili di una nuova piattaforma in blu chiamata Facebook. MySpace pare ora essersi definitivamente inchinato al nuovo padrone incontrastato dei social network, siglando un patto che era già nell’aria da almeno un anno. In sostanza, il sito di Beverly Hills permetterà a tutti i suoi utenti di sincronizzare i propri update con i profili del social network da 500 milioni di iscritti. E non solo: gli utenti di MySpace potranno tranquillamente condividere musica, foto e filmati con i propri amici sul sito in blu. read more
Al lavoro per il lancio della pay-per-view targata YouTube
Abbiamo recentemente parlato del progetto “Google TV” che il colosso di Mountain View ha lanciato in collaborazione con nomi quali Intel, Sony e Logitech. Grazie all’interfaccia software fornita dai televisori compatibili con la tecnologia Google TV, l’utente potrà non solo fruire dei programmi televisivi nella maniera tradizionale ma utilizzare il televisore, così come se si trattasse di un computer desktop, per “navigare” in Rete, cercare informazioni, visualizzare contenuti Flash ed organizzare contenuti multimediali di vario genere. Cuore della piattaforma sarà il sistema operativo Android. read more
Le vetture di Google Street View tornano per le strade
Le autovetture di Google Street View tornano in servizio. Dopo la battuta degli ultimi mesi a seguito delle polemiche dovute alla raccolta di dati in transito sulle reti Wi-Fi “aperte”, le “Google cars tra qualche giorno riprenderanno a percorrere le strade di diverse nazioni. “Abbiamo deciso di riprendere l’acquisizione delle immagini per il servizio Street View in Irlanda, Norvegia, Svezia e Sud Africa a partire dalla prossima settimana” ha commentato Brian McClendon, uno degli ingegneri responsabili del progetto “Google Geo“. “Le nostre autovetture non raccoglieranno più alcun tipo di informazione legata alle reti Wi-Fi presenti nelle vicinanze. Continueremo però a scattare foto e dati 3D esattamente come abbiamo fatto sinora“.
Durante l’acquisizione delle foto a livello stradale, utilizzate per comporre l’archivio del servizio “Google Street View”,
le autovetture del colosso di Mountain View hanno raccolto anche informazioni relative alle reti wireless incontrate lungo il loro percorso. Dati come SSID e MAC address dei router Wi-Fi e degli hot spot wireless sono infatti spesso impiegati in altri servizi di geolocalizzazione per stabilire la posizione dell’utente sul globo terrestre quando non sia disponibile la funzionalità GPS. Google ha tuttavia impiegato strumenti che non si sono limitati a memorizzare tali dati: attraverso un apposito software, sarebbero state effettuate anche attività di “sniffing” delle reti wireless aperte che hanno portato alla raccolta di frammenti di dati appartenenti a terzi. I responsabili del colosso di Mountain View hanno dichiarato che si è trattato di un incidente confidando nella collaborazione delle autorità internazioni che operano sul campo della tutela della privacy e mettendosi a disposizione per la cancellazione di tutti i dati. read more
Google entra nel settore dei viaggi con ITA
Fornirà informazioni su viaggi aerei: tariffe e tempi di volo. Ma prima l’esame dell’Antitrust.
Spendendo poco meno della cifra sborsata per l’acquisizione di AdMob (750 milioni allora contro appena 700 milioni adesso) Google ha comprato ITA Software, azienda specializzata nel fornire informazioni online sui viaggi aerei e che offre anche un servizio di acquisto biglietti.
Gli strumenti di ITA sono molto utilizzati: tra coloro che vi si appoggiano ci sono Microsoft Bing Travel, TripAdvisor, Orbitz e Kayak.
Google utilizzerà la tecnologia acquisita per fornire ai propri utenti informazioni sui biglietti aerei, ma non si dedicherà in prima persona alla vendita: “Ciò che vogliamo realizzare” – ha spiegato Eric Schmidt, Ceo dell’azienda – “è un nuovo strumetno di ricerca voli finalizzato alle necessità dell’utente finale”.
Per gli acquisti, gli utenti saranno rimandati ai vari siti specializzati, che non dovrebbero così soffrire troppo per l’ingresso anche in questo settore di un peso massimo come Google.
Non è tuttavia detto che anche l’Antitrus la veda in questa prospettiva, e Schmidt lo sa bene: infatti ha già fatto sapere di aspettarsi un lungo periodo di osservazione da parte dell’Authority, che con ogni probabilità rifletterà molto a lungo prima di dare il proprio assenso all’operazione.
Google maestro di scuola
Mentre Mountain View si accorda per l’utilizzo delle sue app nelle scuole di tre Stati degli USA, Microsoft decanta le lodi della sua assistenza. Sull’Office online è guerra.
Roma – Google Apps for Education, una versione web-based della suite office di Mountain View realizzata appositamente per le scuole, ha ottenuto l’approvazione di Iowa e Colorado: gli Stati utilizzeranno tali applicazioni (insieme a GMail e altri servizi BigG) nei loro istituti pubblici con fini educativi (in tutto 3mila).
Già l’Oregon aveva sottoscritto un accordo simile con Google: secondo le stime, il Dipartimento dell’educazione locale dovrebbe (tra costi di gestione e di licenza) risparmiare in tutto 1,5 milioni di dollari l’anno.
Google, nel frattempo, ha introdotto un sito per addestrare all’utilizzo delle sue risorse per l’educazione (Google Apps Education Training Center), e nuovi strumenti per l’apprendimento e lo sviluppo di tool con il medesimo scopo educativo. E ha provveduto a spostare il servizio di ricerca cifrata dalle pagine di Google.com a un diverso indirizzo, sempre per favorire il controllo degli amministratori scolastici (che altrimenti dovevano aggirare o bloccare anche gli altri servizi Google).
Sui servizi di produttività offerti da Mountain View via Web è intervenuta anche Microsoft: parlando dell’assistenza offerta da Redmond per tutti i suoi servizi, ha sottolineato come sia già difficile trovare un numero per chiamare Google e chiedere aiuto per qualcosa. Il riferimento, naturalmente, è ai prodotti concorrenti di Google Doc: Office 2010 e Office Live, l’alternativa online di casa Redmond ai servizi Google. E la differenza la farebbe anche l’assistenza Microsoft, almeno secondo quanto professato a Redmond.
Google Me sfiderà Facebook, il gioco si fa duro
Secondo indiscrezioni Google Me potrebbe essere il progetto social più ambizioso del momento. Mancano ancora i dettagli ma secondo esperti è il potenziale di utenti raggiungibile da Google è impressionante.
Google Me potrebbe essere il social network capace di sfidare Facebook. Secondo indiscrezioni raccolte dal fondatore di Digg Kevin Rose, la nuova piattaforma dovrebbe essere in grado di fare meglio di Google Buzz – presentato 4 mesi fa ma accolto tiepidamente.

L’unica certezza è che Google Me aggiornerà in tutto il servizio Google Profiles, che consente di creare pagine personali e condividere foto, testi e contenuti multimediali. “Sapendo che un account Google è richiesto per usare Orkut, e un account Gmail è richiesto per Buzz, possiamo affermare che un servizio che li combini ha un potenziale di circa 200 milioni di utenti“, ha suggerito Brad McCarty, autore di The Next Web. “Non ci vorrà molto a Google nel trasformarsi da semplice spina nel fianco a duro avversario di Facebook”.
In ogni caso tutti i dettagli riguardanti Google Me sono avvolti da segreto, non di meno gli equilibrismi che dovranno tenere lontano lo spettro della questione privacy.
Chatter, il social network per i professionisti
Dopo una beta privata di quattro anni, Chatter inizia la fase pubblica, mostrando tutte le caratteristiche dei social network applicate al mondo del lavoro professionale tramite una struttura cloud. Made in Salesforce.
Salesforce.com ha ufficialmente lanciato, tramite il suo CEO Marc Benioff, Chatter, nuovo progetto che si aggiunge alla già lunga lista dei social network sul mercato. Sono passati ben quattro anni da quando il servizio è partito con una beta privata, ma ora Chatter è stato aperto al pubblico e gli utenti potranno presto iniziare a conoscere le funzioni del nuovo sito sociale.
Innanzi tutto, ciò che salta all’occhio è la somiglianza con Facebook: Chatter offre un profilo la cui grafica (barre laterali, bacheca centrale) ricalca fedelmente quella del più celebre social network. La differenza con il ben più diffuso Facebook? Chatter è rivolto alle aziende e al mondo professionale, verso cui si presenta con approccio cloud.
Si parla molto della mancanza di una connessione di Facebook con le imprese. Ebbene, Salesforce.com sembra aver compreso proprio questo, applicando il concetto delle reti sociali al mondo del lavoro. Il flusso di attività che ogni utente genera viene condiviso con i propri contatti ed i primi risultati dei testi privati indicano come i clienti abbiano aumentato la propria produttività del 22% in media.
Fondamentalmente, quindi, invece che trovare i vecchi compagni di scuola, Chatter consente ai professionisti di seguire i colleghi e condividere documenti e dati della propria azienda. Per esempio un rappresentante potrebbe ricevere aggiornamenti ogni volta che viene effettuato un ordine. Dato che Chatter opera dietro un firewall, le informazioni aziendali non possono essere viste dal di fuori.
Chatter offre strumenti avanzati come i gruppi privati, che permettono di creare delle liste di utenti per poter controllare la visibilità del flusso di informazioni. In questo modo è possibile rendere privati i documenti di un importante progetto. A questo si aggiungano le applicazioni cloud di Force.com verso il quale Chatter è abilitato.
Chatter è disponibile al settore business tramite un abbonamento di 15 dollari al mese per utente. Chatter è accessibile da Pc, Mac, iPad, iPhone e BlackBerry ed un aggiornamento per Android è previsto per la fine dell’anno. Quante saranno le aziende disposte a non avere un dipendente fisicamente presente sul lavoro, ma del quale si possono pedissequamente seguire tutti gli aggiornamenti?
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