MySpace si inchina a Facebook
Accordo tra il sito di Beverly Hills e Facebook. Milioni di musicisti potranno condividere musica e video con i propri fan sul sito di Mark Zuckerberg. E c’è chi ha parlato di una concessione inevitabile.
Roma – Aveva innanzitutto perso il suo scettro nel reame social, cadendo sotto i colpi inesorabili di una nuova piattaforma in blu chiamata Facebook. MySpace pare ora essersi definitivamente inchinato al nuovo padrone incontrastato dei social network, siglando un patto che era già nell’aria da almeno un anno. In sostanza, il sito di Beverly Hills permetterà a tutti i suoi utenti di sincronizzare i propri update con i profili del social network da 500 milioni di iscritti. E non solo: gli utenti di MySpace potranno tranquillamente condividere musica, foto e filmati con i propri amici sul sito in blu. read more
Al lavoro per il lancio della pay-per-view targata YouTube
Abbiamo recentemente parlato del progetto “Google TV” che il colosso di Mountain View ha lanciato in collaborazione con nomi quali Intel, Sony e Logitech. Grazie all’interfaccia software fornita dai televisori compatibili con la tecnologia Google TV, l’utente potrà non solo fruire dei programmi televisivi nella maniera tradizionale ma utilizzare il televisore, così come se si trattasse di un computer desktop, per “navigare” in Rete, cercare informazioni, visualizzare contenuti Flash ed organizzare contenuti multimediali di vario genere. Cuore della piattaforma sarà il sistema operativo Android. read more
Google Me sfiderà Facebook, il gioco si fa duro
Secondo indiscrezioni Google Me potrebbe essere il progetto social più ambizioso del momento. Mancano ancora i dettagli ma secondo esperti è il potenziale di utenti raggiungibile da Google è impressionante.
Google Me potrebbe essere il social network capace di sfidare Facebook. Secondo indiscrezioni raccolte dal fondatore di Digg Kevin Rose, la nuova piattaforma dovrebbe essere in grado di fare meglio di Google Buzz – presentato 4 mesi fa ma accolto tiepidamente.

L’unica certezza è che Google Me aggiornerà in tutto il servizio Google Profiles, che consente di creare pagine personali e condividere foto, testi e contenuti multimediali. “Sapendo che un account Google è richiesto per usare Orkut, e un account Gmail è richiesto per Buzz, possiamo affermare che un servizio che li combini ha un potenziale di circa 200 milioni di utenti“, ha suggerito Brad McCarty, autore di The Next Web. “Non ci vorrà molto a Google nel trasformarsi da semplice spina nel fianco a duro avversario di Facebook”.
In ogni caso tutti i dettagli riguardanti Google Me sono avvolti da segreto, non di meno gli equilibrismi che dovranno tenere lontano lo spettro della questione privacy.
Chatter, il social network per i professionisti
Dopo una beta privata di quattro anni, Chatter inizia la fase pubblica, mostrando tutte le caratteristiche dei social network applicate al mondo del lavoro professionale tramite una struttura cloud. Made in Salesforce.
Salesforce.com ha ufficialmente lanciato, tramite il suo CEO Marc Benioff, Chatter, nuovo progetto che si aggiunge alla già lunga lista dei social network sul mercato. Sono passati ben quattro anni da quando il servizio è partito con una beta privata, ma ora Chatter è stato aperto al pubblico e gli utenti potranno presto iniziare a conoscere le funzioni del nuovo sito sociale.
Innanzi tutto, ciò che salta all’occhio è la somiglianza con Facebook: Chatter offre un profilo la cui grafica (barre laterali, bacheca centrale) ricalca fedelmente quella del più celebre social network. La differenza con il ben più diffuso Facebook? Chatter è rivolto alle aziende e al mondo professionale, verso cui si presenta con approccio cloud.
Si parla molto della mancanza di una connessione di Facebook con le imprese. Ebbene, Salesforce.com sembra aver compreso proprio questo, applicando il concetto delle reti sociali al mondo del lavoro. Il flusso di attività che ogni utente genera viene condiviso con i propri contatti ed i primi risultati dei testi privati indicano come i clienti abbiano aumentato la propria produttività del 22% in media.
Fondamentalmente, quindi, invece che trovare i vecchi compagni di scuola, Chatter consente ai professionisti di seguire i colleghi e condividere documenti e dati della propria azienda. Per esempio un rappresentante potrebbe ricevere aggiornamenti ogni volta che viene effettuato un ordine. Dato che Chatter opera dietro un firewall, le informazioni aziendali non possono essere viste dal di fuori.
Chatter offre strumenti avanzati come i gruppi privati, che permettono di creare delle liste di utenti per poter controllare la visibilità del flusso di informazioni. In questo modo è possibile rendere privati i documenti di un importante progetto. A questo si aggiungano le applicazioni cloud di Force.com verso il quale Chatter è abilitato.
Chatter è disponibile al settore business tramite un abbonamento di 15 dollari al mese per utente. Chatter è accessibile da Pc, Mac, iPad, iPhone e BlackBerry ed un aggiornamento per Android è previsto per la fine dell’anno. Quante saranno le aziende disposte a non avere un dipendente fisicamente presente sul lavoro, ma del quale si possono pedissequamente seguire tutti gli aggiornamenti?
Facebook: le Community Page
Nascono come un servizio all’utente, giungono come nuovo strumento per meglio organizzare il social network, ma si presentano come strumento di imprescindibile importanza per compiere un nuovo passo verso un nuovo tipo di advertising
«Connecting to Everything You Care About». Alex Li, Facebook software engineer, ha presentato così sul blog ufficiale di Facebook la novità del giorno: le Community Page. La strategia di Facebook si sta evidenziando con somma chiarezza: mettere a disposizione uno strumento aggregativo, lasciare che gli utenti scelgano le proprie tematiche, profilare la community con estrema precisione e quindi compiere il passo necessario per monetizzare tutto ciò. Un passo atteso, un passo ovvio, un passo necessario: l’advertising.
La pubblicità gestita oggi da Facebook è elementare, ma già di per sé remunerativa. Il gruppo ha trovato il primo attivo di bilancio da pochi mesi e sta ora incanalando la crescita per riuscire a mettere in discussione il canovaccio odierno della pubblicità online. La piattaforma del social network ben si presta, poichè gli utenti sono attivi in modo “sincero” e sono facilmente identificabili, rendendo così migliore ogni tipo di inserzione o di attività promozionale. Per compiere il passo decisivo Facebook ha però bisogno di affinare le proprie armi e di andare oltre l’intoppo vissuto con Beacon. Le Community Page nascono con questo scopo e si presentano come lanuova summa degli interessi condivisi della popolazione del social network.
Anticipate nei giorni scorsi dai primi rumor, le nuove pagine sono ora state dettagliate da Facebook con tanto di indicazioni relative ai fondamentali dettagli concernenti la privacy: «Le community Page sono un nuovo tipo di pagina Facebook dedicata ad argomenti o esperienze che sono possedute collettivamente dalla community che vi si connette. Così come le pagine ufficiali per business, organizzazioni ed altre figure pubbliche, le Community Page permettono di star connessi con altri utenti che condividono interessi ed esperienze similari». Continua quindi la presentazione: «Su ogni Community Page puoi imparare cose nuove su di un argomento o un’esperienza – dalla cucina all’apprendimento di una nuova lingua – e vedere cosa i tuoi amici o altri su Facebook vanno dicendo a tal proposito».
Non solo. Le Community Page permetteranno agli utenti di descrivere con più facilità il proprio profilo semplicemente grazie alle connessioni che si vanno a creare (anche attraverso i suggerimenti appositamente proposti dal network). Il tutto va a ricreare una scacchiera trasversale nel quale ogni utente colloca le proprie caratteristiche, formulando volontariamente di proprio pugno un profilo analitico e discreto degli interessi e delle attitudini personali.
Il progetto è ancora in beta release, ma nel breve periodo v’è da attendersi una forte esplosione per un esperimento che in larga parte va sostituire gruppi e fans page per come erano stati fino ad ora contemplati. L’affinamento della struttura del network continua inoltre con una piccola ma significativa modifica: “Diventa Fan” si trasforma in “Mi piace”, qualcosa su cui gli utenti potranno esprimersi similmente a quanto fatto finora. Ogni “Mi piace” diventerà una connessione con il topic prescelto e l’utente avrà la possibilità di gestire uno ad uno i topic visibili da qualsivoglia amico: la privacy è garantita, insomma, e su questo punto Facebook dimostra di aver capito la lezione dopo che l’esperimento Beacon si era trasformato in un pericoloso boomerang ai tempi del primo sgangherato passo verso gli esperimenti nell’advertising.
E quel che non è garantito è comunque preavvisato: «Tieni a mente che le Facebook Page a cui sei connesso sono pubbliche. Puoi controllare quale amico è in grado di vedere le connessioni sul tuo profilo, ma potresti ancora comparire sulla pagina a cui sei connesso. Se non vuoi comparire su queste pagine, semplicemente disconnettiti con il link “Non mi piace” nella colonna sinistra della pagina. Puoi sempre decidere quale connessione realizzare».
Via | Webnews
Ups, Skype, Salesforce e Silanis entrano in LotusLive
La società ha aggiunto alla propria soluzione i servizi aziendali di Ups, Skype, Salesforce.com e Silanis. Inoltre, al costo di 7 dollari al mese, propone un’offerta che unisce posta elettronica e social networking.
Ibm ha risposto alla crescente domanda di collaborazione cloud aziendale aggiungendo nuovi servizi, supporto linguistico e opzioni di prezzo alla propria proposta cloud LotusLive. Tra le novità spiccano i servizi aziendali integrati di Ups, Skype, Salesforce.com e Silanis. La società offrirà inoltre LotusLive Essentials, il pacchetto di servizi cloud che combina social networking ed e-mail per le aziende, al prezzo di 7 dollari al mese per utente.
Più in dettaglio, Ups integra ora il programma Ups Ready Program con LotusLive, per rendere i suoi servizi di spedizione disponibili per un facile accesso dall’interno dell’ambiente LotusLive. Disponibile più avanti nel corso dell’anno, l’integrazione è progettata per semplificare e velocizzare le attività di spedizione di routine, consentendo agli utenti di gestire con rapidità i dati di spedizione direttamente dal proprio dashboard LotusLive, senza uscire dall’applicazione.
La società ha inoltre integrato LotusLive con Skype, Salesforce.com e Silanis. In questo modo, gli agenti di vendita possono avviare riunioni, condividere file e interagire con i loro clienti dal proprio ambiente Salesforce. Con Skype, le aziende possono effettuare chiamate vocali gratuite o condividere file con i loro contatti LotusLive che utilizzano Skype. Oppure possono effettuare chiamate a costi contenuti tramite verso i telefoni cellulari o fissi dei contatti LotusLive in tutto il mondo. La funzionalità di gestione del processo di firma elettronica di Silanis velocizza la conclusione di accordi commerciali via web, attraverso l’integrazione con i file e le attività di LotusLive.
Le aziende possono inoltre acquistare una nuova incarnazione di LotusLive Essential, che include e-mail e social networking cloud di classe enterprise, per soli 7 dollari al mese per ciascun utente. Ricordiamo che, grazie alla combinazione delle funzionalità di LotusLive iNotes e LotusLive Connections, LotusLive Essentials fornisce servizi di e-mail, archiviazione e condivisione file, gestione attività, messaggistica istantanea e social networking, per consentire alle aziende di poter lavorare con chiunque e da qualunque luogo.
Via | 01net
Dal 4 Maggio Ning non sarà più gratis
A partire dal 4 Maggio Ning sarà ufficialmente un servizio a pagamento. Gli utenti utilizzanti account gratuiti possono abbandonare la piattaforma scegliendo soluzioni alternative, oppure attendere le offerte di upgrade per passare ai servizi premium
Nacque come una grande promessa, perchè si inseriva al momento giusto nel mondo dei social network. Ning si presentò anche in pompa magna, poichè si proponeva come un’idea firmata Marc Andreessen e questo bastava ad offrire credibilità ad un progetto di per sé ambizioso poiché pronto a sfidare nomi quali Facebook o MySpace. Oggi però la suggestione del network che permette di creare social network tramonta di fronte alla realtà di una attività rivelatasi economicamente insostenibile. Con una prima conseguenza immediata per gli utenti: l’era del gratis è definitivamente terminata, Ning è ora un servizio a pagamento.
Che qualcosa non stesse andando per il verso giusto sembrava ormai chiaro da tempo. In primis perchè Ning non ha fatto il salto di qualità auspicabile per un servizio di questo tipo; in secondo luogo perchè da poco più di un mese il CEOGina Bianchini (il braccio armato di Marc Andreessen nel gruppo) ha lasciato la propria posizione chiudendo così il proprio ciclo all’interno del progetto. Il subentrante Jason Rosenthal ha avuto un mese di tempo per studiare la situazione, formulare una diagnosi e partorire quindi la propria sentenza.
«Quando sono diventato CEO 30 giorni fa, ho detto che avrei voluto studiare il nostro business. Questo lavoro ci ha dato una reale chiarezza su ciò che funziona, cosa no e cosa abbiamo bisogno di fare ora per rendere Ning un grande successo. La mia conclusione principale è che abbiamo bisogno di concentrarci sui nostri servizi premium. Il nostro Premium Ning Network raccoglie il 75% del nostro traffico mensile negli USA ed iNetwork Creator necessitano e pagheranno per molti più servizi e funzioni». L’intervento taglia inoltre le risorse interne da 167 a 98 unità.
Chi ad oggi gestisce un “Ning” gratuito, ha due possibilità: abbandonarlo e dimenticarlo, oppure passare ad una formula premium a pagamento. Chi ha un “Ning” premium invece deve aspettarsi un innalzamento delle tariffe o comunque deve aspettarsi un maggior numero di funzioni a pagamento che vanno ad arricchire il possibile cash flow derivante dagli interessati alle soluzioni a pagamento. «Stiamo per cambiare la nostra strategia per essere devoti con il 100% delle nostre risorse alla costruzione di un prodotto vincente per catturare questa grossa opportunità». Tutte le risorse verranno concentrate sui clienti che pagano, per gli altri non rimangono pertanto soluzioni interne e gratuite alternative alla fuga.
Mashable ha raccolto un piccolo elenco di soluzioni alternative praticabili fin da subito. Tra i nomi citati Grou.ps, Spruz, SocialGO e BuddyPress. Prima di prendere qualsivoglia decisione, però, occorrerà attendere il progressivo avvicinarsi al 4 Maggio prossimo, giorno fissato per lo switch-off e data ultima per le offerte Ning all’utenza.
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