Banner pubblicitario anticipa nuovo modello di XBox 360
Un banner pubblicitario apparso inavvertitamente su alcuni siti italiani ha anticipato il nuovo modello di XBox 360, che accompagnerà il lancio di Kinect. Il banner è stato adesso rimosso, ma la notizia sta ormai facendo il giro del web. Il nuovo modello di XBox 360 presenta un restyling evidente per la forma del case della console.
Le linee sono molto più arrotondate e ricordano la X che dà nome alla console. Il case presenta nuove feritoie per il sistema di raffreddamento sulla parte inferiore del profilo, che potrebbero far pensare all’inclusione dell’alimentatore all’interno del sistema principale. La console sarà munita di un disco fisso da 250 GB e vanterà finalmente il supporto Wi-Fi integrato.
Il banner anticipava anche il nome Kinect per Natal, diventato poi ufficiale nelle ore successive alla sua comparsa. Non ci sono al momento dettagli sul prezzo (è probabile che la nuova console sia inclusa in un bundle con Kinect) e sulla data di disponibilità. Ma tutte queste informazioni saranno sicuramente comunicate ufficialmente da Microsoft nella giornata di domani, subito dopo la sua conferenza all’E3.
Red Dead Redemption

red dead redemption
Pochi periodi storici sono affascinanti come quello contraddistinto dalla conquista del West, ovvero la progressiva civilizzazione degli Stati Uniti da parte dei coloni europei. Un periodo fatto di forti chiaroscuri nel quale, sotto il falso dio del progresso tecnologico, sono stati perpetrati immani massacri ad opera delle popolazioni locali, ritenute selvagge ed incivili. Un’epoca nella quale il confine tra bene e male era labile e molti dei più celebri personaggi erano tanto delinquenti quanto popolari icone di una romantica epoca che stava tramontando. Un immaginario tanto caro a noi italiani, che tra gli “spaghetti western” ed il buon Tex continuiamo ad essere avidamente affascinati da questa epopea.
Grazie a Red Dead Redemption avremo la possibilità di rivivere la Frontiera statunitense di inizio ‘900 attraverso gli occhi di John Marston, un misterioso pistolero messo dagli agenti del Bureau sulle tracce dei suoi ex commilitoni, un gruppo di pericolosi criminali che imperversa tra le regioni di New Austion, West Elizabeth ed il nord del Messico. Già dopo poche battute capiremo che Marston è un personaggio in pieno stile Rockstar: cinico, disincantato, ironico, e determinato, che sembra spinto a fare quel che deve dall’inevitabile corso degli eventi e dalla crudeltà del mondo. Un universo nel quale non vi sono buoni o cattivi, ideologie giuste o sbagliate, ma uomini e donne che cercano di vivere pienamente, portando avanti con testardaggine i propri ideali o i propri vizi. Una società nella quale i ragazzi di San Diego hanno inserito echi del nostro tempo, con continue staffilate ai politici, agli idealisti, alla chiesa o a chi vuole portare la civiltà tramite la guerra. Uno spaccato assolutamente attuale, godibile ed adulto, nel quale John si muoverà con ostinazione, grazie alla sua maestria con le pistole, ma soprattutto grazie alla sua innata fortuna.
Dopo il lungo filmato iniziale assisteremo impotenti al momento in cui John viene colpito da un proiettile sparato dal cattivo di turno, Bill Williamson, e cade privo di sensi alle porte della fortezza nella quale il malvivente si è rifugiato. Per sua fortuna i Mac Farlane, di passaggio per caso da quelle parti, spinti da un moto d’altruismo raccolgono il corpo di questo sconosciuto e lo curano presso il loro ranch. Con questo incipit comincerà una furiosa caccia all’uomo che vi porterà ad attraversare terre magnifiche e desolate, a conoscere folli colonnelli, inguaribili imbroglioni ed efferati criminali, oltre che a immergervi in una terra che non vuole proprio barattare la sua libertà in cambio del progresso.
Xbox 360: 3D a giugno, in bundle col televisore LG
Con l’Xbox 360 si gioca in 3D, dal mese prossimo. Più che una notizia è un fulmine a ciel sereno, ma l’immagine che LG ha pubblicato su Flickr non lascia spazio a dubbi. Il televisore 3D collegato alla console e gli occhiali dicono una cosa sola: l’Xbox 360 è pronta per la stereoscopia.

Due dirigenti LG e Microsoft provano Xbox 360 3D.
Non è una cosa del tutto sorprendente. Come la PS3, anche l’Xbox ha tutto l’hardware necessario per gestire giochi 3D. Serve solo un aggiornamento del firmware (in teoria).
Stando ai testi allegati alle immagini, Microsoft sta preparando un bundle che comprende console, giochi 3D e televisore LG, già dal mese prossimo. Se così fosse, per le prossime festività avremmo non solo Project Natal sugli scaffali, ma anche una console rinnovata e un catalogo con nuovi giochi 3D.
Il bundle, per ora, sembra destinato solo al mercato asiatico. Speriamo che abbia successo e che le due aziende decidano di portarlo anche in Europa.
Lost Planet 2
Con l’avvento della nuova generazione, Capcom si sta dimostrando una delle software house più intraprendenti e per certi versi coraggiose. Oltre a riproporre marchi affermati come Devil May Cry o Street Fighter, non ha infatti avuto paura di approcciarsi alle nuove console ideando nuovi franchise, come Dead Rising o appunto Lost Planet. Il primo episodio di questa nuova serie si caratterizzava come un action in terza persona piuttosto tradizionale, graziato da un impianto tecnico davvero notevole per il periodo e dal ritmo serrato. Per il seguito, la software house giapponese ha deciso di cambiare le carte, concentrando le proprie attenzioni principalmente sull’esperienza multiplayer, sia competitiva che cooperativa. Arrivato in redazione ujn codice preview del gioco, abbiamo concentrato le nostre attenzioni proprio su quest’ultima.
E.D.E.N. III dieci anni dopo…
Gli eventi narrati in Lost Planet 2 prendono piede dieci anni dopo quelli descritti nel predecessore e vedono il pianeta E.D.E.N. III non più completamente avvolto da ghiaccio e neve, che col tempo stanno lasciando il posto ad una vegetazione lussureggiante. Nonostante l’ambiente più favorevole, per l’umanità non vi è pace e la guerra contro gli Akrid, gli alieni insetti formi già noti agli appassionati del gioco, non conosce tregua. Nell’arco della campagna principale, il giocatore si ritroverà ad impersonare soldati di diverse fazioni, esplorando così il mondo di gioco da differenti angolazioni. Avendo potuto testare solo i primi livelli di gioco non ci possiamo sbilanciare sulla qualità del plot, ma non possiamo che notare l’innalzamento della qualità delle cut-scene, caratterizzate da una regia di altissimo livello, di stampo chiaramente orientale. Uno spettacolo che siamo certi non mancherà di esaltare gli amanti dell’azione.
Avviata la partita è da subito chiara la diversa direzione intrapresa da questo seguito rispetto al predecessore. L’azione di gioco è ora principalmente basata sulle medesime regole delle partite online, cosicché i livelli da affrontare saranno una successione di mappe, comunque legate tra loro dalla continuità dell’ambientazione e dal plot narrativo, dalle dimensioni piuttosto ridotte e che di volta in volta vi richiederanno di portare a termini degli obiettivi specifici. Ogni partita si avvierà da una stanza creata dal giocatore nella quale potranno entrare altri tre compagni, o potrete invece decidere di partecipare a sessioni già avviate da altre persone. Nel caso siate offline potrete comunque sostituirle con personaggi gestiti dalla CPU. Il lavoro di squadra sarà quindi centrale nell’esperienza di gioco .
L’incedere dell’azione verrà scandito dall’attivazione delle “stazioni dati”, le medesime torrette già viste nel primo Lost Planet. Questi pilastri svolgeranno diversi ruoli: una volta attivati, infatti, scansioneranno la mappa rendendo così visibile sul vostro radar sia la topografia della stessa che la dislocazione dei nemici o di altri punti sensibili. Se morirete, invece, come in molti sparatutto multiplayer, potrete scegliere da che punto effettuare il respawn, e queste zone saranno proprio le stazioni dati già attivate.
Gli obiettivi che ci siamo trovati a portare a compimento non spiccano né per varietà né per originalità, ma sono risultati più che funzionali al gameplay. Oltre all’eliminazione completa della fazione nemica, sia essa aliena o umana, abbiamo dovuto raggiungere alcuni obiettivi sensibili, nella fattispecie dei generatori da attivare. Una volta azionati tutti, siamo stati attaccati da continue ondate di nemici da tenere a bada mantenendo attivi i generatori. Altre missioni si sono invece concentrate sull’eliminazione di enormi boss, i cui punti deboli sono anche in questo seguito evidenziati da colori caldi. Non essere soli nel cercare di avere la meglio su queste enormi creature dona alle boss fight un sapore diverso rispetto a quanto siamo sempre stati abituati, caratteristica che rende l’idea di far partecipare alle partite altri tre amici ancora più allettante.
Vecchio amico
La giocabilità ed il sistema di controllo sono degli elementi che tornano sostanzialmente invariati, quindi caratterizzando il gameplay con una certa lentezza del personaggio che nelle situazioni concitate fa sentire tutta la propria goffaggine. Questo elemento è sicuramente una precisa scelta di design dato che grazie al rampino i giocatori più smaliziati riusciranno a sfruttare i dislivelli a proprio vantaggio, rendendo la dinamicità del protagonista direttamente proporzionale all’abilità del giocatore. Torna anche l’energia termica, accumulabile raccogliendo i dischi arancioni lasciati a terra dai nemici deceduti. L’armamentario che abbiamo potuto visionare era piuttosto standard, anche se la buona diversificazione delle granate presenti e la possibilità di utilizzare uno scudo espandibile dovrebbero donare al gioco una buona profondità tattica. Sebbene il ritmo di gioco sia sempre piuttosto sostenuto, la morfologia delle mappe e la possibilità di utilizzare sia torrette fisse che i VS (gli esoscheletri robotici già visti nel precedente titolo) permettono al giocatore di affrontare ogni missione con un approccio piuttosto personale. Fattore che indubbiamente verrà messo ancora più in evidenza se giocherete con compagni umani, con i quali potrete organizzare le diverse tattiche.
Una novità è l’armonizzatore, uno strumento che se utilizzato permette al giocatore di riacquistare punti vita sfruttando la scorta di energia termica accumulata. È possibile inoltre direzionare questo flusso benefico anche verso i propri compagni di squadra. Si fa invece sentire la mancanza della possibilità di impartire ordini alla CPU, che comunque si è comportata egregiamente in quasi tutte le occasioni, anche se probabilmente ciò è dovuto al fatto che Capcom ha pensato il proprio titolo per essere giocato in compagnia di altre persone. La campagna principale ci è infatti parsa godibilissima accompagnati dal computer, ma giocando fianco a fianco con tre amici il titolo è sicuramente in grado di garantire un divertimento di ben altro livello.
MT Framework 2.0
Sebbene non sia la prima volta che il titolo si mette in mostra, poter giocare un numero più consistente di livelli ci ha permesso di analizzare più da vicino cosa il titolo saprà darci dal punto di vista della qualità e della varietà estetica. Il motore grafico MT Framework, engine proprietario di Capcom, già visto all’opera in tutti gli ultimi titoli sviluppati internamente come Devil May Cry 4 o Resident Evil 5, si presenta in questo seguito in una veste aggiornata capace di migliorare quanto di buono si era già visto nei precedenti titoli. Il comparto grafico è sicuramente di alto livello, seppur non eccelso nella definizione di texture e di alcuni modelli poligonali. Dove eccelle è sicuramente nell’effettistica e soprattutto nelle animazioni, davvero ottime. È inoltre già in questa versione non definitiva decisamente stabile e capace di mantenersi fluido anche nelle situazioni più concitate, caratteristica fondamentale per un titolo così incentrato sulla componente online. Attendendo di poter finalmente testare la versione definitiva, il titolo ci ha comunque convinti, anche grazie ad un ottima varietà delle ambientazioni, che segna un deciso passo avanti rispetto alla monotonia delle lande ghiacciate che dominavano nel precedente episodio.
Splinter Cell: Conviction
Una nuova sfida
Dopo una lunga serie di successi, capaci di competere con una leggenda videoludica come Metal Gear Solid, Ubisoft Montreal sta per tornare su Xbox 360 con un titolo che, al contrario di “Splinter Cell: Double Agent”, sarà completamente sviluppato per sfruttare al meglio le risorse messe a disposizione dalla Next-Generation. L’obbiettivo dichiarato degli sviluppatori, è quello di realizzare qualcosa di “nuovo” ed “originale”, proponendo un titolo che non presenti semplicemente migliorie grafiche, ma che possa soprattutto dimostrare una profondità di gioco, impossibile da realizzare su console di vecchia generazione. Le dichiarazioni in merito, rilasciate da Mathieu Ferland, a capo del progetto, sono state molto chiare: “Un hardware di nuova generazione, richiede molto più che una semplice evoluzione grafica”.
Da questo ambizioso progetto, che ha coinvolto un team di ben 110 elementi, nasce “Splinter Cell: Conviction”, titolo previsto per Dicembre 2007 su Xbox360 e PC; saprà dimostrarsi all’altezza delle aspettative ?
Final Fantasy XIII
Era il 2006 quando all’E3 Square Enix mostrò per la prima volta uno spettacolare trailer di quello che avrebbe dovuto essere uno dei titoli di punta per l’ammiraglia Sony, in grado di dimostrare la potenza della sua nuova Playstation. Nell’arco dei successivi anni, in attesa della fatidica data di uscita, il gioco ha subito ritardi, stupito con immagini e video sorprendenti, ma soprattutto ha sconvolto l’utenza con l’annuncio del passaggio a prodotto multipiattaforma. Giunta in redazione la versione europea di Final Fantasy XIII abbiamo finalmente potuto gettarci in questo nuovo fantastico mondo ideato da Square Enix, pronti a scoprire se le buone impressioni dei test della versione giapponese troveranno o meno conferma.
Cambio di prospettiva
La saga di Square Enix, sin dai suoi esordi, è sempre riuscita a catapultare il giocatore in mondi immaginari circondandolo con personaggi che ora dopo ora sarebbero diventati volti cari come quelli di vecchi amici, coinvolgendolo in eventi epici. L’introduzione di spettacolari sequenze animate è diventata col tempo il vero marchio di fabbrica della produzione di questa software house, la quale ha sempre più perfezionato questo aspetto con lo scopo di rendere la propria produzione sempre più prossima ad un esperienza cinematografica. Fino al dodicesimo episodio, la saga di Final Fantasy ha comunque mantenuto un’impostazione piuttosto classica, sperimentando ed evolvendo principalmente il gioco sotto il profilo dei combattimenti e della crescita del personaggio, lasciando tuttavia pressoché invariato il comparto narrativo. Final Fantasy XIII vuole invece rappresentare un netto taglio col passato, facendo corrispondere al salto generazionale anche una completa rivisitazione della serie, a cominciare proprio dalla trama, le cui linee guida dovrebbero già essere più o meno note a chi segue da un po’ di tempo lo sviluppo di questo titolo. Le vicende narrate coinvolgono sei personaggi, che presto si ritroveranno accomunati dal medesimo triste destino in un mondo diviso dall’odio tra il popolo di Cocoon, città sospesa nel cielo, benestante e comandata dall’ambiguo governo denominato Sanctum, e quello di Pulse, terra selvaggia, popolata da mostri e uomini che, stando ai notiziari diffusi nelle televisioni di Cocoon, vogliono solo la distruzione dei loro nemici. A tirare le fila vi sono delle misteriose divinità denominate fal’Cie, creature che controllano gli umani come marionette, condannandone alcuni a compiere delle oscure missioni, chiamate Focus. Un infausto destino aspetta chi verrà designato dai fal’Cie, ma non sveliamo altro per lasciarvi il piacere di scoprire il resto della bellissima storia. read more
Alan Wake
Durante l’X10, evento organizzato da Microsoft per presentare la sua ricca line-up 2010, è stata annunciata la data d’uscita dell’attesissimo Alan Wake. Dopo diversi anni di sviluppo, ritardi e continui posticipi finalmente sappiamo quando potrete mettere mano sull’ultima creatura dello studio Remedy (gli stessi di Max Payne). Nel corso dell’evento è stato mostrato un video gameplay inedito, utile a capire ancora meglio cosa aspettarsi per questo maggio; vi riportiamo quanto trapelato da Oltreoceano.
Uno scrittore
Per chi non fosse a conoscenza del titolo o avesse una memoria estremamente labile, ricordiamo che Alan Wake è uno scrittore di successo col classico “blocco mentale”, il quale gli impedisce di sentirsi ispirato come un tempo. Nel tentativo di risolvere il problema, Alan si trasferisce assieme alla moglie Alice nella tranquilla e pacifica cittadina di Bright Falls: un luogo incontaminato circondato da splendide montagne ricoperte da una fitta vegetazione. Il titolo è un mix tra la classica avventura in terza persona e un thriller psicologico. Durante l’X10 sono stati mostrati due nuovi video gameplay i quali tendono a spiegare il funzionamento del gioco in diversi frangenti. Il primo mostra Alan mentre si reca in un ristorante di Bright Falls: all’interno del locale una cameriera si scoprirà essere una fan accanita dei suoi racconti, talmente fedele al suo idolo da sponsorizzarlo all’interno del ristorante stesso. Subito dopo il controllo è passato in mano agli sviluppatori mostrando come gli altri personaggi interagiscono con il nostro scrittore. Una coppia di anziani gli chiede di selezionare una canzone dal jukebox finendo col litigare su quale traccia scegliere. La gente attorno mormora, discute, nel mentre Alan elabora pensieri sull’ambiente che lo circonda e le persone accanto a lui, come se le stesse analizzando. Mentre si avvia verso il corridoio del bagno per ritirare read more
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