AFFILIATO A NOTO CLAN ARRESTATO PER INOSSERVANZA ALLE MISURE DI PREVENZIONE CUI ERA SOTTOPOSTO

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Ieri pomeriggio, gli agenti del Commissariato di Polizia “Bagnoli”, hanno arrestato il pluripregiudicato Alessandro Giannelli, 34enne di Bagnoli, per violazione agli obblighi derivanti al suo status di sottoposto alla sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno. Il 34enne è ritenuto...
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Ieri pomeriggio, gli agenti del Commissariato di Polizia “Bagnoli”, hanno arrestato il pluripregiudicato Alessandro Giannelli, 34enne di Bagnoli, per violazione agli obblighi derivanti al suo status di sottoposto alla sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno.

Il 34enne è ritenuto affiliato ad un noto clan camorristico e risulta gravato da numerosi precedenti penali e di polizia per gravi reati tutti caratterizzati dal vincolo associativo di stampo mafioso. Il noto pregiudicato, dal 22 giugno 2006, su provvedimento del Tribunale di Napoli, era sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza così come previsto dalla cosiddetta normativa antimafia.

I poliziotti lo hanno intercettato nel corso di un’attività di controllo effettuata a Piazzale Tecchio, nei pressi della Stazione Ferroviaria, dove lo hanno identificato dopo averlo fermato in sella ad uno scooter in compagnia di un suo conoscente gravato da precedenti di polizia.

All’atto del controllo Giannelli, subito riconosciuto dai poliziotti, ha esibito la carta di permanenza dei sottoposti a misure di prevenzione, ma non la patente mai conseguita.

Denunciato pertanto per guida senza patente, come già lo era stato lo scorso aprile, il pregiudicato è stato immediatamente arrestato in quanto accusato di aver violato la disposizione che lo obbligava e vivere onestamente rispettando le leggi.

Dopo avergli contestato una violazione amministrativa al codice della strada per la mancata esibizione della carta di circolazione del motociclo, i poliziotti lo hanno arrestato. In giornata è stato giudicato con rito direttissimo innanzi al Giudice del Tribunale di Napoli che lo ha condannato a 10 mesi di reclusione da scontare presso il proprio domicilio.

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