Allarme Aids in Campania, duecento malati all’anno: uno su due è donna

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NAPOLI – La Campania in controtendenza rispetto al resto del paese sul fronte dell’Aids. I dati arrivano dalla Simit – la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali – e parlano di un incremento nei contagi tra le donne, molte delle quali straniere che vivono nella nostra regione. Nel resto...
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NAPOLI – La Campania in controtendenza rispetto al resto del paese sul fronte dell’Aids. I dati arrivano dalla Simit – la Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali – e parlano di un incremento nei contagi tra le donne, molte delle quali straniere che vivono nella nostra regione. Nel resto d’Italia , invece, tre ammalati su quattro sono maschi.

Ma vediamo, dunque, quale è la situazione in Campania trenta anni dopo la scoperta del virus-killer. Il numero totale di persone con Hiv-Aids in cura sono poco più di 2.500. Il settantacinque per cento viene seguito al Cotugno. Ogni anno vengono individuati circa 200 nuovi soggetti infetti (800 negli ultimi 4 anni). La maggior parte (i tre quarti circa) nell’area di Napoli. Seguono Caserta, Avellino e Benevento in ordine decrescente. Il 70% circa sono cittadini della Campania, il 30% stranieri (in gran parte provenienti dalla Nigeria, poi, in ordine decrescente, Ghana, Ucraina, Costa D’Avorio, Polonia). Più della metà sono donne, in gran numero straniere.

L’età media è di 37 anni per i maschi e 33 per le femmine. I nuovi pazienti hanno contagiato l’infezione prevalentemente per via sessuale (sia etero che omosessuale). Circa un terzo sono tossicodipendenti. Questo è un altro dato in controtendenza: in Italia solo il nove per cento delle nuove infezioni si verificano, infatti, nei tossicodipendenti.
Un dato molto importante e allo stesso tempo inquietante è relativo al fatto che la maggior parte dei casi vengono diagnosticati con malattia moderatamente avanzata o molto avanzata.

Spesso chi ha contratto il virus scopre di essere sieropositivo al momento del ricovero per gravi patologie correlate all’Aids. Questo aumenta il rischio di mortalità e diminuisce l’efficacia delle cure: una persona diagnosticata precocemente può avere oggi una sopravvivenza di 40-50 anni.
Si presentano con malattia molto avanzata specialmente coloro che hanno acquisito la malattia per via eterosessuale: non pensano, infatti, di essere a rischio.

Presso il Cotugno, diretto dal dottor Roberto Gnarini, eiste già da tempo un centro per lo screening in anonimato per l’Aids dove chiunque può presentarsi, il lunedì e giovedì, ed essere sottoposto gratuitamente ed in anonimato al test. Le persone che risultano infette sono poi prese in carico dalle tre divisioni che si occupano prevalentemente di Hiv/Aids dirette dai dottori Antonio Chirianni, Nicola Abrescia e Crescenzo Izzo.

Altri centri regionali di riferimento per sono il policlinico dell’università Federico II, col professore Guglielmo Borgia, il policlinico della Sun, col professore Paolo Filippini, l’ospedale di Salerno col professor Mazzeo e l’ospedale di Caserta col professor Sagnelli.

ilmattino.it

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