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Allarme scuola a Napoli. Istituti occupati dagli Lsu, studenti a casa e proteste

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Protestano i Lavoratori socialmente utili. E stavolta lo fanno occupando le scuole. Da Pianura a Giugliano decine gli istituti scolastici che stamattina non hanno potuto aprire i cancelli. Protesta alla Cariteo (di Oscar De Simone) Gli Lsu stanno impedendo l’accesso agli studenti in gran parte delle scuole della...
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Protestano i Lavoratori socialmente utili. E stavolta lo fanno occupando le scuole. Da Pianura a Giugliano decine gli istituti scolastici che stamattina non hanno potuto aprire i cancelli.
Protesta alla Cariteo (di Oscar De Simone)

Gli Lsu stanno impedendo l’accesso agli studenti in gran parte delle scuole della città e della provincia. In allerta gli agenti della questura che stanno presidiando gli istituti scolastici nel mirino dei manifestanti.

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Tra i tanti, il liceo Mercalli di Chiaia, il liceo Mazzini, il 24esimo Circolo didattico di piazza Carlo terzo, il Leopardi e la materna Cariteo di Fuorigrotta, la materna Quarati al Vomero, l’Istituto comprensivo Nevio e il liceo scientifico Tito Lucrezio Caro di via
Manzoni, la scuola elementare Dante Alighieri di Piazza Carlo III, il De Carlo di Giugliano.

«La scorsa settimana hanno presidiato il mio ufficio – dice Diego Bouché, direttore dell’Ufficio Regionale Scolastico – mi aspettavo che prima o poi avrebbero occupato le scuole. Purtroppo noi non possiamo fare nulla, è un problema che dovrà risolvere il Governo. Se non si corre ai ripari questi lavoratori in parte perderanno il lavoro, gli altri avranno il 50 per cento in meno in busta paga. Il punto è che il denaro per gli ex Lsu passa direttamente dal Miur alle scuole e dalle scuole alle cooperative che hanno vinto i bandi».

Stipendi dimezzati e il rischio di perdere il posto di lavoro alla base della protesta che coinvolge i lavoratori impiegati nelle scuole della Campania con varie mansioni.

La richiesta dei manifestanti è quella di un incontro con i vertici del ministero dell’Istruzione per discutere della loro situazione. Gli ex Lsu da molti anni sono inseriti nelle scuole occupandosi prevalentemente delle pulizie o di lavori nelle segreterie scolastiche con uno stipendio di circa 900 euro.

Negli ultimi mesi a livello nazionale sono stati regolamentati i contratti. Con nuovi bandi la Consip (società del Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha riaffidato alle cooperative di ex Lsu gli stessi impieghi ma con un ribasso degli stipendi del 50 per cento, ovvero dalle 7 ore di lavoro al giorno si è passati alle 3 ore e 40 minuti.

Le uniche regioni in Italia dove le gare sono state sospese per eccesso di ribasso sono state Campania e Sicilia.

Dall’1 marzo i lavoratori ex Lsu campani rischiano di perdere il lavoro o comunque di percepire circa 400 euro al mese e per protesta da questa mattina stanno occupando diverse scuole.

Scende in campo anche il sindaco Luigi de Magistris: «Pur non essendo materia di competenza del Comune, l’Amministrazione, comunque, vuole esprimere solidarietà ai lavoratori ex Lsu che svolgono le pulizie nelle scuole statali, i cui salari sono a rischio a causa degli insostenibili tagli imposti dal Ministero. È inaccettabile, infatti, che la crisi sia pagata dalle realtà lavorative più fragili».

BACOLI. Scuole occupate anche a Bacoli: attività didattiche saltate questa mattina, dalle primarie al liceo Seneca di Torregaveta. Gli ex lavoratori socialmente utili, addetti al servizio di pulizia degli istituti scolastici, sono in assemblea permanente. Da questa notte, gli lsu si sono barricati all’interno degli edifici per rivendicare stabilità della loro posizione lavorativa. Centinaia di studenti sono così rientrati a casa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la locale polizia municipale. Grossi disagi in tutta l’area flegrea, lezioni regolari invece a Monte di Procida. (Patrizia Capuano)

PERIFERIA OCCIDENTALE. Mattinata di caos anche nella periferia occidentale di Napoli: scuole occupate a Pianura, all’8° Circolo didattico del corso Duca d’Aosta, alla “Scherillo” 54° Circolo didattico di Soccavo e al 33° Circolo di via Risorgimento, a pochi metri da via Epomeo. Agenti della Digos schierati nei vari plessi in attesa delle disposizion i della Questura di via Medina. Proteste, attività didattiche bloccate, bambini a casa: e i manifestanti annunciano che lo stato d’agitazione proseguirà ad oltranza, in attesa di risposte dal Prefetto.“La nostra protesta nasce dalla decisione di ridurre gli stipendi ai lavoratori socialmente utili del 50 per cento – denuncia Antonio Di Fusco, rappresentante sindacale della Cisl Lsu Napoli – Per chi non accetta la riduzione degli stipendi è previsto il liucenziamento entro il 28 febbraio. Dal primo marzo invece i dipendenti dovrebbero dunque passare dalle attuali 36 ore setimanali a 18. Stipendi dimezzati per ricopire le stesse mansioni, un ricatto che porta la firma del ministero in nome di tagli che mettono in ginocchio i lavoratori socialmente utili”. (Davide Gambardella)

POMIGLIANO. Barricati sul tetto. Stamane centinaia di alunni del primo circolo didattico Frasso di Pomigliano, il complesso di scuole elementari più centrale e importante della città delle fabbriche, sono rimasti bloccati all’esterno della scuola. Gli ex lavoratori socialmente utili rivendicano il posto di lavoro e si sono barricati sul tetto dell’edificio. Edificio che è stato sbarrato dagli stessi manifestanti. (Pino Neri).

GIUGLIANO. Disagi nel Giuglianese e in tutta l’area flegrea. A Marano i lavoratori socialmente utili, circa una ventina, hanno piazzato uno striscione all’esterno della scuola elementare Domenico Amanzio. “Lottiamo per la nostra dignità, il nostro reddito è a rischio”, dicono gli ex addetti alle pulizie degli istituti scolastici. Sul posto i carabinieri della locale tenenza, che stanno procedendo ad identificare gli occupanti. Analoghe proteste e manifestazioni a Giugliano, Quarto e in altri punti dell’area flegrea. (Ferdinando Bocchetti).

fonte: ilmattino.it

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