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Arzano. Le mani del clan dei casalesi sulla gestione delle strisce blu. Il Comune di Arzano sospende l’affidamento e chiede lumi alla Prefettura di Napoli e Caserta.

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Arzano – Le mani del clan dei casalesi sulla gestione delle strisce blu. Scatta il blitz della Direzione Distrettuale Antimafia ad Aversa. Il Comune di Arzano sospende in autotutela l’affidamento alla Smart Project srl, e chiede lumi alla Prefettura di Napoli e Caserta. Nell’ambito di un’articolata indagine...
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Arzano – Le mani del clan dei casalesi sulla gestione delle strisce blu. Scatta il blitz della Direzione Distrettuale Antimafia ad Aversa. Il Comune di Arzano sospende in autotutela l’affidamento alla Smart Project srl, e chiede lumi alla Prefettura di Napoli e Caserta. Nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli – DDA, i Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito, nelle province di Caserta e Napoli, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti affiliati al clan “dei casalesi”, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, turbata libertà degli incanti, ricettazione, porto abusivo di armi e fittizia intestazione di beni, reati tutti, ad eccezione della turbata libertà degli incanti, commessi con l’aggravante del metodo mafioso (art. 7 ). L’indagine, che trae origine da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha permesso di acclarare: l’illecita assegnazione del servizio di gestione delle aree di sosta, rimozione e blocco dei veicoli nel Comune di Aversa, nel periodo compreso tra il 2009 ed il 2013, ad un’associazione temporanea di imprese contigue al citato sodalizio criminale; che uno dei destinatari del provvedimento cautelare, Russo Luigi (imprenditore nel settore della balneazione), al fine di ottenere il citato appalto per la gestione dei parcheggi si rivolgeva a Vargas Pasquale (elemento di primo piano del gruppo Schiavone, all’epoca referente di Nicola Schiavone per la zona di Aversa ed ora collaboratore di giustizia); che il Russo Luigi deteneva armi, per conto del Vargas, poiché ritenuto insospettabile e quindi poco controllabile dalle forze di polizia; che alcuni lidi di balneazione siti a Castelvolturno avevano come intestatari fittizi il citato Russo Luigi, ma in realtà erano riconducibili alla famiglia Vargas. L’attività d’indagine è stata coordinata dal Procuratore Aggiunto Dott. Giuseppe Borrelli e dai Sostituti Procuratori Conzo, Giordano e D’Alessio. Una vero e proprio terremoto giudiziario che parte dal Comune di Aversa ma che potrebbe arrivare fino ad Arzano dove proprio ieri l’altro, con determina della Polizia locale, è stato affidato a seguito di gara, la gestione dei parcheggi a pagamento ad un A.T.I tra le società Smart Project srl (capogruppo mandataria) di Casoria ed un’altra società (mandante) di Napoli. Una situazione che in un comune commissariato con sindaco arrestato, politici indagati, numerose indagini delle forze dell’ordine e una commissione d’Accesso a lavoro per scoprire eventuali infiltrazioni camorristiche nell’apparato burocratico e politico dell’Ente, lascia davvero sgomenti. E pur vero che nessuno se lo aspettava (forse nemmeno i componenti interni di commissione di gara che hanno verificato eventuali condanne e carichi pendenti della società ) che dietro ci potesse essere un indagine della Dda sull’appalto di Aversa. Ovviamente, per trarre delle conclusioni bisognerà attendere l’esito delle risultanze di accertamento fatte non solo in prefettura, ma attraverso i canali giudiziari. Tutto nasce dalla controversa vicenda dell’appalto dei parcheggi a pagamento nella città di Aversa, oggetto di polemiche in sede politica, ma anche di un di ricorsi, fino ad arrivare alla clamorosa ordinanza di sabato mattina che ha condotto in carcere, tra gli altri, Luigi Russo, imprenditore del settore balneazione, ma connesso ai Russo della società Sintesi, che hanno ceduto il loro ramo d’azienda alla Smart Project srl in data 6 febbraio 2008. Su questa vicenda la Prefettura di Napoli nella nota che spedisce alla Prefettura di Caserta, a sua volta sollecitata dal Comune di Aversa, al tempo in cui, ai danni del consorzio Urbania, partecipato da un altro consorzio, Icaro, e dalla Samart Project, partecipata a sua volta, prima della citata cessione del ramo d’azienda, fu decisa un’interdittiva antimafia: ” Da un rapporto della Tenenza dei Carabinieri di Sant’Antimo – questo scriveva testualmente la Prefettura di Napoli – in data 18 ottobre 2006 risulta che, per l’esecuzione dell’appalto sopra richiamato (la Prefettura si riferisce a quello dei parcheggia a pagamento della città di Aversa), la società S. (sta per Sintesi) abbia assunto soggetti legati da rapporti di parentela con i locali clan camorristici, e segnatamente i clan Petito, Puca, Castaldo,Ranucci e Verde“. Sempre nella stessa relazione, della Prefettura di Napoli, veniva tracciata la figura di Claudio Russo: “Le Forze dell’Ordine (la Prefettura si riferiva ad informative di Polizia Giudiziaria) hanno ribadito con nota del 7.4.2011 che, nonostante l’azienda in parola fosse composta da altre persone, la stessa risultava di fatto gestita da Russo Claudio, gravato da numerosi precedenti penali, quali ricettazione, furto, associazione a delinquere. Soggetto ritenuto di pessima condotta civile e morale. Controllato nel 2006 con il pluripregiudicato Petito Vincenzo appartenente al clan Petito operante nella zona di Sant’Antimo“. Prosegue la Prefettura di Napoli: “Preme evidenziare che dall’informativa delle Forze dell’Ordine del 16.4.2011 risulta dipendente della Smart Project Srl Russo Gennaro, figlio del predetto Russo Claudio“. In ultimo, la Prefettura di Napoli, dichiara: “In data 14.12.2007 la Smart Project Srl con sede in Casoria acquista un ramo d’azienda dalla S. (Sintesi) per un valore di 72mila euro“. In pratica, sembra che gli inquirenti abbiano avuto la percezione che i Russo escano formalmente dalla società ma rimangano, di fatto, come dice la Prefettura, al controllo della stessa. Fin qui la nota della Prefettura di Napoli, alla base dell’interdittiva. Interdittiva impugnata della stessa in sede giurisdizionale amministrativa da parte della Smart Project Srl, con la conseguente del Tar che respinse il ricorso, e del Consiglio di Stato che la accolse scrollandole di dosso le accuse. Intanto, in città si spera che tutto si dissolva in una bolla di sapone.

G. B.

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