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CAIVANO. IRRIGAVANO CAMPI CON ACQUA CANCEROGENA, CHIUSE 13 AZIENDE AGRICOLE

on nov 12, 13 • by • with Commenti disabilitati su CAIVANO. IRRIGAVANO CAMPI CON ACQUA CANCEROGENA, CHIUSE 13 AZIENDE AGRICOLE

Tredici pozzi inquinati. Tredici aziende agricole utilizzavano acqua da pozzi inquinati per irrigare i campi. L’acqua utilizzata presentava una grossa percentuale di metalli pesanti in proporzione di gran lunga superiore del limite consentito dalla legge.  A Caivano, sempre quì. È il risultato dell’ultimo...
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Tredici pozzi inquinati. Tredici aziende agricole utilizzavano acqua da pozzi inquinati per irrigare i campi. L’acqua utilizzata presentava una grossa percentuale di metalli pesanti in proporzione di gran lunga superiore del limite consentito dalla legge.  A Caivano, sempre quì. È il risultato dell’ultimo sequestro effettuato, questa mattina, dal Corpo Forestale dello Stato di Napoli, guidato da Sergio Costa.IMG-20131112-WA0000_1Stavolta, sotto il mirino degli investigatori, sono finiti 43 ettari di terreno coltivati a broccoli, insalata, finocchi, verze, cavoli, cicoria e zucchine, quasi tutti prodotti pronti per essere raccolti e per finire sulle nostre tavole. Volete sapere dove? Nella nostra Caivano, in località Sanganiello, Savarese, Ponte delle Tavole e Sant’Arcangelo. 13 aziende, oggi, chiudono i battenti per il principio di precauzione, invocato dalla Procura di Napoli, sezione V, ambiente, e in particolare da Nunzio Fragliasso, che ha firmato il decreto di sequestro di urgenza. La considerazione che ha spinto la Procura ad intervenire con un sequestro è stata che se sono inquinate le acque non si ha alcuna certezza che il prodotto non lo sia, occorre fare le analisi, per cui, nelle more, si sequestrano i terreni e i pozzi, per precauzione, appunto, per salvaguardare la salute dei consumatori, poi si capirà se anche i prodotti sono inquinati o soltanto le acque.

Nei pozzi sono stati trovati floruri (dal 50 al 100% in misura superiore a quanto previsto dalla legge), manganese (dal 50 al 2000% in più del lecito), arsenico (dal 30 al 100% in più), solfati (dal 5 al 10% in più). Ma il dato più allarmante è che, per la prima volta, in 2 dei 13 pozzi, è stato trovato cloroformio, che in gergo si chiama triclorometano, sostanza altamente cancerogena, dal 70 al 700% in più del previsto dalla legge.

Siamo solo all’inizio del procedimento, adesso sarà la magistratura a proseguire con le analisi dei prodotti sequestrati, analisi che potrà fare l’Arpac per ciò che riguarda il suolo e il topsoil, ma anche l’istituto repressione frodi che fa capo al ministero delle Politiche agricole, che ha, tra l’altro, sede a Napoli.

Fonte: parallelo41.it

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