CAIVANO. PIAZZE DI SPACCIO CONCESSE IN AFFITTO, STOP AGLI INTROITI DEL BOSS

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È finito dietro le sbarre il super boss del Parco Verde di Caivano. Si tratta di Antonio Ciccarelli, 43 anni, detto <<monnezza>>, nato e cresciuto nel quartiere Sanità di Napoli per poi passare in provincia nella quale ha costruito il cartello criminale.  Ciccarelli, ritenuto il capo indiscusso delle...
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È finito dietro le sbarre il super boss del Parco Verde di Caivano. Si tratta di Antonio Ciccarelli, 43 anni, detto <<monnezza>>, nato e cresciuto nel quartiere Sanità di Napoli per poi passare in provincia nella quale ha costruito il cartello criminale.  Ciccarelli, ritenuto il capo indiscusso delle tredici piazze di spaccio presenti nel parco della cittadina a Nord di Napoli, è stato arrestato ieri mattina dai carabinieri dovendo scontare altri cinque anni di carcere. Un cumulo di pena per associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti. Secondo gli inquirenti Ciccarelli è il boss di tutto “o’sistema”, affittava per lo spaccio i viali migliori (cocaina) a ventimila euro la settimana, mentre quelli un poco fuori mano (eroina, kobrett e marijuana) a circa cinquemila. I carabinieri della locale tenenza, diretta dall’ufficiale Aldo Di Foggia e i militari del nucleo operativo della compagnia di Casoria, diretta dal maggiore Gianluca Migliozzi, gli hanno notificato l’ordine di carcerazione. Il boss arrestato ieri aveva il potere assoluto su tutte le piazze di spaccio di Caivano, grazie anche alle ramificate alleanze che aveva posto in essere con i capoclan del circondario come: Francesco Ferraiuolo “o’ niro niro” e con il potente Antonio Cennamo “Tanuccio O’Malommo”, uno dei quattro senatori del clan Moccia. Antonio Ciccarelli era praticamente solo nel gestire una quantità di introiti derivanti dallo smercio delle sostanze stupefacenti. Gli inquirenti pensano che Ciccarelli doveva dar conto soltanto al reggente del clan Moccia di Afragola. Gli inquirenti lo ritengono l’indiziato numero uno della proprietà del super-attico abusivo costruito su una palazzina del Parco Verde. Gli incassi, da quando c’è la militarizzazione di Scampia, sono cresciuti esponenzialmente si stima intorno ai 5 milioni di euro al mese.

Fonte: ilmattino

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