CAIVANO. PRESO IL RAPINATORE DEI CONTADINI, COLTIVAVA ANCHE CANAPA

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Le vie della delinquenza sono infinite. A testimonianza di ciò, vi raccontiamo l’incredibile storia di un rapinatore seriale fuggito dagli arresti domiciliari in Lombardia e rifugiatosi nella nostra “splendida” Caivano. Il delinquente in questione aveva creato, con il cognato, un’associazione dedita alla...
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Le vie della delinquenza sono infinite. A testimonianza di ciò, vi raccontiamo l’incredibile storia di un rapinatore seriale fuggito dagli arresti domiciliari in Lombardia e rifugiatosi nella nostra “splendida” Caivano. Il delinquente in questione aveva creato, con il cognato, un’associazione dedita alla rapina. Armati di lupara spaventavano e derubavano gli agricoltori della zona(prevalentemente Sant’Arcangelo ndr). Il rapinatore di professione aveva inventato uno stratagemma per sfuggire alle continue “visite” dei carabinieri, creando, in un campo incolto, una tenda da campeggio dove peraltro, tutto intorno, aveva implementato piantine di marijuana. Il pluripregiudicato Matteo Prece, 25 anni, è stato arrestato due giorni fa dai carabinieri delle tenenza di Caivano, sotto l’egida dell’ufficiale Giovanni Palermo. L’operazione si staglia in una più complessa task force atta al controllo ed alla repressione dei fenomeni criminali. Nell’ultimo periodo i controlli si stanno intensificando ma si dovrebbe fare di più. Ritorniamo alla notizia principale. I militari hanno sequestrato anche il fucile a canne mozze e delle cartucce calibro dodici. Quando tutto sembrava volgere al termine, i carabinieri sono stati attratti da un odore “particolare”: la canapa. Utilizzando un utensile da agricoltore hanno diradato la fitta vegetazione che avvolgeva e copriva la coltivazione illecita, rinvenendo ben 18 piantine alte alcuni metri. Le piante sono state estirpate subitaneamente per un peso complessivo di circa 200kg, in caserma, oltre le piante, è stato portato anche il delinquente dal pollice “verde”. Il 18 settembre scorso, gli stessi carabinieri di Caivano, dopo un’indagine laboriosa e scrupolosa, sui furti agli agricoltori, posero in regime carcerario Raffaele Ottaiano, 30 anni, cognato di Matteo Prece. I due malviventi rapinarono diversi agricoltori della zona di Sant’Arcangelo, in tutte le occasioni esplosero colpi di fucile ad altezza uomo. In quel periodo scatenarono il panico negli innumerevoli contadini della zona.

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