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Caporale: “Verona, politici che rubano sulle mense dei bimbi. Sabbia al posto della carne”

on ott 31, 13 • by • with Commenti disabilitati su Caporale: “Verona, politici che rubano sulle mense dei bimbi. Sabbia al posto della carne”

Le notizie che arrivano da Verona hanno davvero del clamoroso. La disonestà, il malaffare, la furfanteria cedono il passo a un’inumanità che ha dell’inquietante. “I ghe dà da magnar la sabbia…” dice al telefono Giovanni Bianchi, tecnico informatico dell’Agec, l’agenzia per i...
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mensaLe notizie che arrivano da Verona hanno davvero del clamoroso. La disonestà, il malaffare, la furfanteria cedono il passo a un’inumanità che ha dell’inquietante. “I ghe dà da magnar la sabbia…” dice al telefono Giovanni Bianchi, tecnico informatico dell’Agec, l’agenzia per i servizi di Verona, che faceva parte della commissione che aveva appena deciso l’aggiudicazione dell’appalto per la distribuzione dei pasti nelle mense delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie del Comune. Colo che si sarebbero ritrovati a mangiare sabbia al posto della carne i bambini delle scuole di Verona.

Parole agghiaccianti riportate nero su bianco nelle carte dell’inchiesta che ha portato all’arresto del direttore generale dell’azienda di servizi, Sandro Tartaglia, e di altre otto persone, tra le quali il direttore dei servizi istituzionali dell’ente, tre dirigenti e altrettanti dipendenti accusati, tra le altre cose, di aver pilotato alcune gare. E non è nemmeno tutto. La commissaria Alessia Confente (dirigente di Agec per il servizio farmaceutico), che secondo gli investigatori avrebbe firmato tutti i verbali di gara senza neppure averne preso parte, è stata intercettata mentre dice: “Con quella riusciamo ad andare in galera sì o no?”.

Così, in un durissimo editoriale sul Fatto Quotidiano, ha commentato la vicenda Antonello Caporale:

“Il Sud è stato sempre un passo avanti nella gara alla furfanteria, ma in questo caso il Nord (pure leghista) della civile Verona, così tanto propagandata attraverso l’immagine del pragmatico sindaco Tosi, conferma il sospetto che non c’è  limite al peggio e non c’è salvezza verso gli abissi. Truccare una gara d’appalto non è la stessa cosa che intossicare la dieta di un bambino, giocare col suo destino e con la sua vita.  La questione qui si trasforma da criminale in disumana, nel senso vero e pieno della parola. C’è un dolo superiore dentro il quale un sentimento minimo di rispetto per la vita altrui, specialmente quando è indifesa e libera da ogni prudenza, dovrebbe convincerci a non oltrepassare almeno la soglia della compassione. E fa ancora più male sapere che la vicenda nasce e si sviluppa dentro una delle città più ricche d’Italia, che negli anni scorsi ha chiesto al resto del Paese, attraverso il suo sindaco (a proposito: ora che fa? Si dimette?) rispetto per la legalità, rigore nella gestione dei fondi pubblici e senso comune per il bene comune. Eccoci invece alla sabbia al posto della carne, alla pianificazione della crudeltà. I nove dirigenti comunali arrestati, e il loro comportamento ora agli atti del fascicolo giudiziario, ci conducono ancora una volta a negare che esista un fondo, un limite, un punto d’arresto della devianza pubblica. Esiste purtroppo sempre uno scalino ulteriore, non c’è orrore che tenga.”

Fonte: www.Corrieredellasera.it www.Ilfattoquotidiano.it

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