CASAL DI PRINCIPE, RUSPE A CACCIA DI VELENI. FANGHI TOSSICI A POCHI METRI DALLA FALDA

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CASERTA – Alcuni fusti sospetti sono stati trovati mentre si scavava a Casal di Principe per trovare i rifiuti tossici. Carabinieri e tecnici dell’Arpac con i vigili del fuoco di Caserta hanno eseguito un sopralluogo su un terreno nei pressi di via Sondrio, a Casal di Principe, dove un nuovo collaboratore...
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CASERTA – Alcuni fusti sospetti sono stati trovati mentre si scavava a Casal di Principe per trovare i rifiuti tossici. Carabinieri e tecnici dell’Arpac con i vigili del fuoco di Caserta hanno eseguito un sopralluogo su un terreno nei pressi di via Sondrio, a Casal di Principe, dove un nuovo collaboratore di giustizia aveva indicato agli inquirenti la presenza di rifiuti tossici interrati.

 

I fanghi industriali contenuti nei fusti sbriciolati nel terreno di Casal di Principe, saranno sottoposti a controlli per accertare se siano o meno radioattivi. Lo si apprende da fonti investigative. Gli scavi proseguiranno perchè si ritiene che non tutto il materiale interrato dalla camorra sia finora venuto alla luce. I tecnici dell’Arpac stanno prelevando campioni di fango e terreno da sottoporre ad analisi, comprese quelle radioattive.

 

I tecnici hanno effettuato alcuni scavi con l’ausilio di una ruspa. L’operazione è iniziata ieri, martedì 17 settembre, e si protrarrà nei prossimi giorni con analisi e accertamenti per rilevare l’eventuale presenza di sostanze nocive. A fine agosto il boss dei casalesi Carmine Schiavone, cugino di Sandokan, in un’intervista a SkyTg24 aveva detto di sapere dove si trovavano i veleni e di averlo riferito ai politici della commissione bicamerale sulle ecomafie: «Io certe cose, come i luoghi esatti dove è interrata l’immondizia più pericolosa, le ho dette nel 1997 durante le audizioni in commissione. Sapete cosa mi dissero? Che era impossibile bonificare perché servivano troppi soldi».

 

Però non sarebbe stato Carmine Schiavone a rivelare i luoghi in cui si scava in questi frangenti ma un altro collaboratore di giustizia del quale, per motivi di sicurezza, non è stato diffuso il nome.

 

La zona di scavo si trova davanti a una ludoteca, frequentata da bambini, preventivamente fatta chiudere in vista delle operazioni. Sul luogo è giunto anche don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (Napoli) che da tempo si batte contro i roghi di rifiuti e per le bonifiche nella cosiddetta «terra dei fuochi», tra le province di Napoli e Caserta. Tante le villette e le case a pochi metri di distanza dal centro degli scavi.

 

Durante gli scavi i tecnici dell’Arpac hanno anche iniziato a prelevare dei campioni di terreno da sottoporre a vari esami. Gli scavi proseguiranno fino a raggiungere la profondità di circa 12 metri, dove sarebbe presente una falda acquifera da cui i tecnici dovranno prelevare altri campioni.

 

«C’è chi paga con la vita il prezzo di queste attività criminali e chi si si arricchisce e di bonifiche nemmeno l’ombra». Così Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania commenta il ritrovamento dei fusti sospetti durante gli scavi alla ricerca di rifiuti tossici a Casal di Principe. Domani a Roma Legambiente presenta un dossier bilancio degli ultimi dieci anni del disastro ambientale provocato dalla gestione illecita dei rifiuti nella «terra dei fuochi». «Una Campania disseminate di bombe inquinanti – conclude Buonomo – la bonifica è prioritaria».

fonte: corrieredelmezzogiorno.it

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