Contro i roghi tossici varata strategia d’urto

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​Lotta ai roghi dei rifiuti si volta pagina e finalmente si fa sul serio. Nel Casertano, nel pieno della “terra dei fuochi”, parte un piano di contrasto e prevenzione. Esercito in campo, a fianco delle Forze dell’ordine e della Polizia locale, per sorvegliare il territorio e intervenire contro chi...
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​Lotta ai roghi dei rifiuti si volta pagina e finalmente si fa sul serio. Nel Casertano, nel pieno della “terra dei fuochi”, parte un piano di contrasto e prevenzione. Esercito in campo, a fianco delle Forze dell’ordine e della Polizia locale, per sorvegliare il territorio e intervenire contro chi scarica i rifiuti e li incendia. Potenziamento dei controlli sulle “filiere” produttive per combattere economia “in nero” e scarichi abusivi. Completamento e potenziamento della videosorveglianza soprattutto sugli assi viari più utilizzati dalle “ecomafie”. Maggiore impegno dei comuni anche attraverso “servizi intercomunali” di vigilanza urbana. Proprio quanto richiesto a gran voce dal “popolo inquinato” di queste terre.

Un piano complesso e innovativo che vuole, soprattutto, «fare un salto di qualità, con la presa di coscienza della necessità di una corresponsabilità da porte di tutti come dovere civico, e nel quale tutti devono avere un ruolo importante». É la “fase due” del modello casertano, quella della prevenzione dopo quella repressiva che ha avuto tanti brillanti successi. A metterla in campo la Prefettura di Caserta, guidata da Carmela Pagano. Sì, proprio lei, la “signora” come l’aveva chiamata con cortesia don Maurizio Patriciello scatenando l’incredibile reazione del prefetto di Napoli Andrea De Martino (caso chiuso, per fortuna, e nel modo migliore…).

La dottoressa Pagano ha convocato tutti i comuni del Casertano e varie istituzioni, dalle Forze dell’ordine alla Provincia e alla Regione. Cinque riunioni, dividendo il territorio provinciale in aree omogenee, cominciando con le 19 amministrazioni locali dell’Agro aversano, cuore della “terra dei fuochi”, del potere del clan dei “casalesi” e, quindi, delle ecomafie. «Non avevamo mai partecipato a un incontro di questo tipo – ci spiega molto soddisfatto un amministratore locale -. Il prefetto non solo ci ha spiegato i nostri doveri e quello che eravamo invitati a fare, ma ci ha anche illustrato gli strumenti normativi e operativi di utilizzare. Una vera e propria lezione di impegno civico e amministrativo. E per farci capire meglio ha addirittura proiettato col pc portatile un power point». Insomma non solo precise direttive ma anche preziosi consigli per attuarle concretamente e in tempi rapidi.
È significativo che ci siano proprio i temi e richieste avanzate dal Coordinamento dei comitati della “terra dei fuochi” sostenuto dal parroco di Caivano. Perché la situazione è davvero grave. Lo dimostrano i numeri del monitoraggio del fenomeno dei roghi tossici fatto eseguire, anche questo per la prima volta, dai Vigili del fuoco. Prima, infatti, non era mai stata fatta una statistica e questo la dice lunga sulla sottovalutazione del dramma. Ebbene nel 2012 sono stati censiti finora 235 roghi che hanno richiesto un intervento dei vigili del fuoco di almeno un ora, 59 dei quali superiore alle due ore.

Ma vediamo ora alcuni degli interventi mirati per combattere chi scarica e incendia rifiuti. Il Corpo forestale dello Stato si sta già occupando della mappatura delle zone più critiche, mentre la Guardia di Finanza svolgerà un approfondito controllo delle attività economiche abusive. C’è, infatti, la certezza che proprio queste siano le maggiori responsabili dello smaltimento illegale dei rifiuti. Ci sarà, quindi, una stretta sui commercianti di pneumatici e sulle fabbriche tessili e di calzature. Molto attenzione anche sull’edilizia e non solo quella abusiva. Si farà, infatti, in collaborazione coi comuni, un controllo molto approfondito sulle concessioni edilizie per andare poi a vedere come si siano smaltiti gli inerti. In questo settore il prefetto si è impegnato ad aiutare i comuni a costruire una filiera per lo smaltimento corretto dell’amianto. Mentre per gli pneumatici ha chiesto la collaborazione di Confindustria chiedendo di ripetere l’esperienza, di cui <+corsivo>Avvenire<+tondo> ha scritto, della strada asfaltata con bitume prodotto con polverino di copertoni.
C’è poi la questione, anch’essa annosa, dello scarico dei rifiuti lungo le strade, con gravi rischi per la circolazione. Anche perché spesso è proprio qui che vengono appiccati i roghi. Proprio per questo verrà estesa l’attività di monitoraggio dell’Osservatorio sull’incidentalità stradale, da poco ricostituito presso la Prefettura, al rispetto degli obblighi degli enti proprietari (comuni, Provincia e Regione) di tenere le strade sgombre dai rifiuti. E sempre presso la Prefettura sarà costituito un gruppo di lavoro provinciale per il contrasto dei furti di rame, in particolare i cavi elettrici, che poi vengono bruciati per ricavare il prezioso metallo, provocando pericolosissimi fumi alla diossina.

articolo della versione on line di Avvenire

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