COMMISSIONE IGIENE/ IL SENATO «SPAIA» I RIFIUTI INDUSTRIALI DA QUELLI URBANI. L’ISDE: FINALMENTE

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NAPOLI — La relazione approvata dalla Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato su “Inquinamento ambientale ed effetti sull’incidenza dei tumori e malformazioni” sembra segnare una svolta nell’approccio al problema campano, secondo l’Isde: «Per la prima volta una commissione parlamentare...
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NAPOLI — La relazione approvata dalla Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato su “Inquinamento ambientale ed effetti sull’incidenza dei tumori e malformazioni” sembra segnare una svolta nell’approccio al problema campano, secondo l’Isde: «Per la prima volta una commissione parlamentare stabilisce la netta separazione tra i rifiuti speciali industriali e quelli urbani e l’Isde Medici per l’Ambiente – estromessa persino dal Registro Tumori campano, ndr – è riconosciuta soggetto istituzionale da ascoltare alla pari del Pascale».
La relazione prodromica all’indagine conoscitiva autorizzata dal presidente del Senato, in effetti, riconoscendo il diritto alla salute quale inviolabile in premessa e ribadendo la validità del principio di precauzione per cui si «tutela un interesse collettivo a non subire conseguenze negative da situazioni igienico-sanitarie non controllate», poi scioglie il nodo centrale di tante “emergenze” strumentali, separando i rifiuti industriali (dei quali il ministro Orlando vuol vietare l’importazione in Campania) da quelli urbani, perché «dall’impatto ambientale ancor più significativo» ma «solo di recente all’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto per le inchieste sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti». «Problema fondamentale e ineludibile» per i relatori è «la tracciabilità rigorosa dei rifiuti industriali tossici per la salute: in mancanza si riscontra una sovrapposizione dei flussi (con quelli urbani, ndr) dalle conseguenze gravissime sull’ambiente e sulla salute».
E poi: «Da diversi anni la Campania è teatro di drammatiche controversie nello smaltimento dei rifiuti, con vari siti di abbandono incontrollato anche di industriali, discariche abusive, forme di smaltimento e incenerimento illegali, sin dagli anni ’80. Il fenomeno dei roghi e l’abbandono di rifiuti speciali interessa il litorale domitio, l’agro aversano-atellano, l’agro acerrano-nolano, il vesuviano e la città di Napoli con conseguenze gravi sulla salute… lo scempio è stato costante e i danni incalcolabili e irreversibili se si tiene conto del trasferimento delle sostanze inquinanti dall’ambiente alla catena alimentare… Su parte del territorio campano è stato smaltito di tutto: dai fanghi di Porto Marghera ai residui di fonderie con diossine e metalli; dai policlorobifenili “spalmati” come ammendante agricolo, a scorie e fanghi tossici pericolosi e onerosi nello smaltimento. Un’enorme, impressionante e documentata aggressione a fronte di un impegno, tardivo, su accertamento e documentazione in merito alla temuta correlazione con il danno alla salute pubblica». Ed esprime solidarietà al parroco don Patriciello, aggredito dai contadini dei terreni ai veleni sequestrati a Caivano, in ultimo, anche il deputato Pd Michela Rostan.
Luca Marconi (TRATTO DAL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO)

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