CONCORSO PER ISPETTORI SCOLASTICI, CINQUE ANNI TRA PROVA SCRITTA E ORALI.

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L’Italia è il paese delle lungaggini burocratiche e dell’ipertrofismo legislativo. Si parla spesso delle storture che riguardano la giustizia, con processi che durano anche decenni prima di arrivare a una soluzione. Oltretutto i nostri concittadini ricorrono più volte alla Corte di Giustizia europea. Ma anche il...
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L’Italia è il paese delle lungaggini burocratiche e dell’ipertrofismo legislativo. Si parla spesso delle storture che riguardano la giustizia, con processi che durano anche decenni prima di arrivare a una soluzione. Oltretutto i nostri concittadini ricorrono più volte alla Corte di Giustizia europea. Ma anche il settore dell’istruzione ha problemi molto simili.

Il caso che vi riportiamo riguarda un concorso pubblico, quello che doveva dare l’incarico a 145 ispettori scolastici, oggi chiamati dirigenti tecnici: dopo cinque anni dalle prove scritte ancora non si sa quando verranno effettuate le prove orali. Tra un governo e l’altro, questa selezione ha incontrato non pochi problemi e nessuna soluzione. Questo è quanto racconta Repubblica a proposito della vicenda:

“Il tutto inizia il 5 febbraio 2008, quando l’allora ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, bandisce il concorso e nomina la commissione giudicatrice presieduta dal fedelissimo direttore generale Raffaele Sanzo. Ma appena una settimana prima il governo Prodi viene sfiduciato in Senato e per fare ripartire la procedura concorsuale si attende la nomina del nuovo esecutivo. L’8 maggio del 2008 a Palazzo Chigi sale Silvio Berslusconi e a viale Trastevere Mariastella Gelmini. Il concorso per ispettore deve iniziare con una prova preselettiva attraverso test a risposta multipla ma per un anno della selezione si perdono le tracce.

La partita in gioco è importante e la neoministra non vuole farla giocare a un presidente di commissione nominato dal suo predecessore. Così, l’8 aprile 2009 la Gelmini nomina il nuovo presidente della commissione, il direttore generale Olimpia Cancellini, e rinnova l’intera commissione. Nel frattempo, la prima prova viene rinviata più volte e il 21 settembre del 2009, un anno e mezzo dopo la pubblicazione del bando, si svolge la prova preselettiva alla quale partecipano in 16mila, ma vengono ammessi agli scritti in 900.

E per un anno e mezzo si blocca tutto nuovamente. A rallentare ancora l’intera procedura non è certamente la correzione dei test che avviene con lettori ottici. Gli scritti – tre per ogni candidato – si svolgono a Roma tra il 28 febbraio e il 24 marzo 2011. Per correggere i 2.700 elaborati la commissione impiega ben 21 mesi: in media si procede al ritmo di sei al giorno. E lo scorso 18 dicembre arriva l’esito degli scritti: appena 79 ammessi agli orali su 145 posti messi a concorso. Ma la strada è ancora lunga: la commissione deve passare gli ammessi alla prova orale e compilare la graduatoria di merito”.

Ad oggi, questa è la situazione degli ispettori in Italia: in Veneto e Molise sono andati tutti in pensione e in altre regioni, come la Sicilia, è rimasto in servizio un solo ispettore che deve farsi carico di oltre mille scuole. L’organico dei dirigenti tecnici prevede 335 posti, ma al momento la macchina scolastica del Paese può contare soltanto su 36 ispettori. E anche quando i 79 ammessi agli orali dovessero tutti entrare in servizio rimarrebbero scoperti ben 220 posti: il 65 per cento del totale.

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