GLI OMERTOSI SONO COMPLICI DI OMICIDIO, CHI HA VISTO PARLI! NO ALLA CAMORRA

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Era un bravissimo ragazzo. Un ragazzo che ha avuto un’unica colpa quella di arrivare puntuale all’appuntamento con delle bestie imbottite di droga che presumibilmente, ingannati dall’auto, hanno ucciso un giovane che amava la vita. Voleva sposarsi Pasquale, attendeva l’agognato contratto a tempo indeterminato...
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Era un bravissimo ragazzo. Un ragazzo che ha avuto un’unica colpa quella di arrivare puntuale all’appuntamento con delle bestie imbottite di droga che presumibilmente, ingannati dall’auto, hanno ucciso un giovane che amava la vita. Voleva sposarsi Pasquale, attendeva l’agognato contratto a tempo indeterminato per fare il grande passo con la sua amata Rosanna che, dal momento della tragedia, è in un comprensibile stato di choc. Le testimonianze sul giovane Pasquale sono tante, i ricordi innumerevoli. Tutti quelli che lo hanno conosciuto provano a veicolare messaggi per rompere il muro di silenzio, qualora qualcuno abbia visto qualcosa parli per assicurare questi maledetti criminali alla giustizia. Lavorava alla Prysmian Pasquale, lavorava insieme al cognato Gennaro: «Era contento, felice. Finalmente vedeva arrivare quel futuro che aveva sempre sognato – racconta Genny – parlava sempre del matrimonio. Mi diceva ”adesso ci sposiamo, altrimenti quando lo fa un figlio tua sorella?”». Non si sentirà mai chiamare papà per un motivo non dipeso da lui, non dipeso dalla sua condotta di vita limpida e cristallina. Quello che è capitato a Pasquale potrebbe accadere a qualsiasi di noi, quindi, se avete visto non girate la testa dall’altro lato continuando a vivere come se nulla fosse accaduto, denunciate senza esitazione. Chi è omertoso e connivente con queste bestie è complice di omicidio. Sono parole forti lo so, ma l’unica possibilità che abbiamo per sovvertire questa società corrotta e malata è quella di non trincerarci dietro ad un silenzio rumorosissimo ma parlare e aiutare gli inquirenti. «Lino era appena sceso – dice Carmela Ferrigno suocera di Pasquale a “Il Mattino”- quando abbiamo sentito gli spari. Tre, quattro rimbombi. Rosanna immediatamente ha provato a chiamarlo sul cellulare, ma lui non rispondeva. Mi sono precipitata per le scale. E ho sentito gli altri botti, quanti non lo so. Rosanna era alle mie spalle, ho aperto il portone e visto il ragazzo riverso tra l’auto e il selciato. Mi sono girata, ho cercato di bloccare mia figlia per non farle vedere il corpo del fidanzato crivellato di colpi. Ma lei era già fuori: ha guardato e ha cominciato a urlare». Terribile, questa descrizione è agghiacciante, fa capire lo strazio ed il dolore provato da una giovane donna alla quale hanno strappato via l’amore della vita senza una motivazione. Si arrovellerà tutti i giorni della vita sul perché sia potuto accadere e sul perché a lei. Nessuno potrà riportarle Pasquale né a lei né ai suoi cari ma possiamo aiutare i militari ad assicurare queste bestie alla giustizia. Per sentirci meno soli, per dire NO ALLA CAMORRA, PER DIRE SI ALLA VITA.

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