IL RISCATTO DELLA NOSTRA TERRA

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(SCRITTO DA PADRE MAURIZIO PATRICIELLO) Il  riscatto della nostra terra campana verrà dal basso. Ancora una volta sarà  il popolo, deluso  e martoriato, a mettere fine allo scempio che, incredibilmente, ha avvelenato e continua ad avvelenare le nostre terre. Saranno soprattutto i giovani che,  meglio degli...
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(SCRITTO DA PADRE MAURIZIO PATRICIELLO) Il  riscatto della nostra terra campana verrà dal basso. Ancora una volta sarà  il popolo, deluso  e martoriato, a mettere fine allo scempio che, incredibilmente, ha avvelenato e continua ad avvelenare le nostre terre. Saranno soprattutto i giovani che,  meglio degli altri,  hanno compreso la portata enorme del dramma che ci affligge, a dare la spinta decisiva per il cambiamento. I nostri governanti finiranno per arrendersi alle loro denunce, alle loro grida, alle loro proposte. Verranno dopo. Verranno dietro. Li raggiungeranno ansimando.  Sono soprattutto loro, i giovani delle nostre parrocchie, dei centri culturali, delle associazioni di volontariato che hanno conservato  l’indignazione e la speranza,  ad aver compreso che la terra, l’acqua, l’aria è la loro stessa vita. Ucciderli vuol dire suicidarsi. Sono loro, impauriti per un futuro che non conosce certezze, che si sbracciano le maniche e scendono in campo. Gli adulti, in particolare quelli che si sono assunti gli oneri e gli onori di governare un Paese bello e importante come il nostro, dovranno tenerli d’occhio. Per imparare da loro a interpretare la vita e  governare seriamente. Sono sempre loro che sanno indignarsi davanti a un sopruso o al saccheggio delle pubbliche risorse.  Ieri a Casoria, nel Napoletano, in Basilica, ce n’erano tanti a confortare i parenti delle vittime innocenti della camorra, strappati alla loro terra e ai loro cari. Derubati della loro stessa vita,  caddero senza sapere perché e per mano di chi. Per i familiari  è dura. Eppure stanno lì. A chiamare per nome e denunciare un male assurdo  che ha messo radici  come l’edera: la camorra. A lamentarsi, davanti ai suoi stessi rappresentanti, di  uno Stato spesse volte latitante e lento; miope e distratto. Era bello stare in  Basilica mercoledì sera. Era bello vedere le lacrime offuscare gli occhi non solo dei parenti delle vittime innocenti di Casoria, ma di tutti i presenti. Ci si sentiva parte di una sola famiglia che lotta, soffre e spera per il riscatto di un popolo martoriato. “ I malvagi tingono di nero la vita, gli onesti la colorano di bellezza” erano le parole che hanno accompagnate la serata che si è conclusa con una fiaccolata.   Stefano, Antonio, Gerardo, Pino, Andrea, Mauro, sei vittime innocenti in una sola cittadina.  È troppo. Tanti si sono ormai rasseganti, loro, i nostri  ragazzi, no. Loro che domani  andranno ad occupare i posti chiave nella società. Vedo, nonostante tutto,  intorno a me tantissimi segnali di speranza. Un giovanissimo ufficiale, qualche giorno fa, mi confidava di essere tanto preoccupato per i suoi bambini costretti a respirare,  come tutti i nostri bambini, fumi velenosi.  Davanti a me non c’era solo un uomo in uniforme, ma un papà seriamente angosciato. Ciò mi dà fiducia. Certo, sarà dura. Forze stupidamente avverse si alzano e si alzeranno ancora contro di noi. Eppure il nemico che credono di combattere, è l’amico più vero che mai hanno incontrato in questa vita. È l’eterna lotta tra il bene e il male. Tra chi desidera  e lotta per un pizzico di pace e di bellezza e chi, credendo di fare il furbo,  non fa che imbruttire e affossare  il mondo. Occorre essere preparati. La battaglia si presenta lunga e dura? Il prezzo da pagare sarà alto? Deve essere così. È la legge della vita. Quanto più prezioso e raro è l’oggetto da comprare, tanto più alto sarà il prezzo da pagare. Se in ballo poi ci sono valori come la giustizia, la pace, la salvaguardia del creato, la dignità della persona umana, la battaglia sarà senz’altro lunga e faticosa ma incommensurabilmente bella e degna di essere affrontata.

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