Napoli rifiuti. L’intervista al ministro Orlando: «Si cambia, consenso o interverremo»

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«La strada maestra è il consenso e io spero che si faccia tutto in modo condiviso». Altrimenti? «Altrimenti la Ue deve sapere che abbiamo tutti gli strumenti per intervenire», chiarisce subito il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando, scuola pd, riferendosi al potere di nominare i commissari per costruire gli...
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«La strada maestra è il consenso e io spero che si faccia tutto in modo condiviso».

Altrimenti?

«Altrimenti la Ue deve sapere che abbiamo tutti gli strumenti per intervenire», chiarisce subito il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando, scuola pd, riferendosi al potere di nominare i commissari per costruire gli inceneritori in Campania. Almeno due: a Napoli e Salerno. Per evitare una multa dall’Europa che sarebbe di almeno 8 milioni di euro al giorno: «L’Italia, e di conseguenza la Campania, non può permettersi di prendere una bastonata del genere».

Ministro Orlando ma quante sono le procedure Ue contro l’Italia?
«Parecchie. Su circa 100 comminate al nostro Paese, 33-34 riguardano l’ambiente. Senza contare quelle ancora in avvio. Molte interessano anche la Campania: quella però che la riguarda direttamente è la procedura sullo smaltimento dei rifiuti».

È noto purtroppo. E lei martedì in Lussemburgo incontrerà il Commissario Ue, Janez Potocnik, per illustrargli anche i passi in avanti e schivare le procedure d’infrazione sulla Campania. Ovvero multe e blocco dei finanziamenti.
«I soldi ci sono ed anche Potocnik, che ho incontrato subito dopo essere stato nominato ministro, ce l’ha confermato. E posso dire che non c’è alcuna volontà di bloccare i finanziamenti a patto però che venga ravvisata la volontà di risolvere davvero la problematica dello smaltimento dei rifiuti».

La nomina di due commissari per gli impianti di Napoli e Salerno va in questa direzione?
«Sul dossier Campania ora ci sono elementi in più. Il primo: oggettivamente c’è stata una crescita della differenziata ed è anche possibile che l’impiantistica sia superiore alle esigenze attuali ma d’altro canto non possiamo far passare l’idea che si rinuncia agli impianti. Per questo da un lato faremo valere i progressi fatti, come l’aumento medio della differenziata a livello regionale, dall’altro siamo in grado di mettere in campo le procedure giuste per avviare gli inceneritori. Poi vedremo, strada facendo, se tutti saranno necessari. L’unica strada altrimenti le conseguenze sono due: blocco dei finanziamenti e sanzioni che rischiano di essere pesantissime. Una bastonatura che non possiamo permetterci».

A Salerno non c’è problema ma a Napoli, sa bene, come il sindaco de Magistris sul no all’inceneritore ha costruito la sua ascesa a sindaco. E continua a usare le navi. Quindi farà di tutto per mettersi di traverso.
«La strada maestra rimane quella di trovare un consenso territoriale e un ripensamento complessivo delle strategie. Ed i commissari sono previsti ma non per forza debbono essere attivati. Sia chiaro: io spero che gli impianti finalmente si realizzino con la condivisione ma alla Ue dobbiamo dimostrare di avere tutti gli strumenti per intervenire e mettere in moto il piano».

Su Napoli c’è anche l’incognita Bagnoli e il rischio di una paralisi totale. Non solo servono 200 milioni per la bonifica ma c’è anche il sequestro dei suoli da parte della magistratura. Interverrà il governo?
«Assolutamente sì ed infatti c’è grazie a noi un tavolo interistituzionale sul caso. Attualmente ci sono 50 milioni di euro disponibili per un primo intervento significativo. Poi bisogna capire come si prosegue la bonifica complessiva rispetto al quale il comune chiede riferimenti certi. E noi stiamo lavorando per fornirli».

Intende riferimenti economici?
«Anche tecnici perché occorre una semplificazione normativa e il parere di autorità scientifiche per stabilire e consigliare come muoversi su terreni così delicati. E si è convenuto di dare il massimo supporto al Comune di Napoli».

Il Pdl invoca a gran voce la riapertura del condono del 2003 in Campania.
«Io credo che non sia questa la strada giusta e che un condono oggi sia improponibile».

Lei sa bene che i cittadini campani non ne hanno usufruito.
«Lo so, se ne deve tener conto, ma si deve anche considerare come la Campania sia una regione dove si è consumato troppo suolo con rischi gravissimi per la tenuta del territorio».

fonte: ilmattino.it

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