Franco Roberti

«Rifiuti tossici, ora la camorra napoletana sversa in Toscana»

on nov 8, 13 • by • with Commenti disabilitati su «Rifiuti tossici, ora la camorra napoletana sversa in Toscana»

«Dopo aver smaltito al Sud per vent’anni i rifiuti tossici prodotti al Nord, ora la camorra napoletana sta portando i rifiuti campani altrove, in primis in Toscana ma anche in Paesi come la Romania e la Cina». A lanciare l’allarme è il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. Lo fa, il magistrato,...
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«Dopo aver smaltito al Sud per vent’anni i rifiuti tossici prodotti al Nord, ora la camorra napoletana sta portando i rifiuti campani altrove, in primis in Toscana ma anche in Paesi come la Romania e la Cina».

A lanciare l’allarme è il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. Lo fa, il magistrato, davanti ad una platea di giornalisti ed esperti dell’ambiente, riuniti a Castel dell’Ovo per il X Forum in difesa della natura, sbarcato per la prima volta all’ombra del Vesuvio. Roberti è categorico: «Le indagini sono in corso ma sappiamo con certezza che la camorra è ancora protagonista dei crimini ambientali. Da un lato attraverso gli sversamenti fuorilegge, dall’altro mettendo le mani sulla green economy. Basti pensare che oggi molti impianti eolici e a biomasse nel Mezzogiorno sono gestiti dalla malavita organizzata».

Per questo, secondo il procuratore nazionale, «è riduttivo parlare ancora di ecomafie. Esiste, infatti, una criminalità ambientale che va oltre le mafie e che ha bisogno di appoggi esterni, nell’economia e nella politica. Così si diffondono riciclaggio e corruzione». Del resto, insiste, «per smaltire illecitamente i rifiuti occorrono fatture false che vengono emesse con la complicità di pubblici ufficiali». Questo business si fonda inoltre su rapporti tra «criminalità organizzata e massoneria, soprattutto in Calabria, dove opera la ’ndrangheta». Ma ormai, chiarisce Roberti, «il quadro è chiaro. È possibile, ad esempio, tracciare una mappatura degli smaltimenti illegali sul territorio regionale». È invece necessario lavorare sulla legislazione: «Le prime norme efficaci in materia di reati ambientali risalgono al 2006. Non sono sufficienti. Occorre in particolare intervenire per allungare i termini di prescrizione dei reati».

fonte: ilmattino.it

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