TERRA DEI VELENI, TERRA DI MORTE IN 12000 DAL PAPA GUIDATI DA PADRE MAURIZIO PATRICIELLO

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Dalla terra dei veleni a Roma. Dodicimila anime, dodicimila cuori che battono all’unisono e cercano di far ascoltare il dolore al quale siamo condannati per il solo sfortunato motivo di essere nati nella terra della MORTE. Guidati da monsignor Angelo Spinillo i cittadini della nostra stuprata terra hanno fatto...
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Dalla terra dei veleni a Roma. Dodicimila anime, dodicimila cuori che battono all’unisono e cercano di far ascoltare il dolore al quale siamo condannati per il solo sfortunato motivo di essere nati nella terra della MORTE. Guidati da monsignor Angelo Spinillo i cittadini della nostra stuprata terra hanno fatto visita al Papa giunto dalla lontana argentina.

L’esodo inizia presto.  Sono le 3 del mattino quando a Caivano salgono sui bus i parrocchiani della chiesa San Paolo apostolo guidati da don Maurizio Patriciello. Per il parroco anti-roghi è la seconda volta in meno di 24 ore che parte per Roma, l’altro giorno dal ministro dell’Ambiente, Orlando, ieri da papa Francesco. Ma con la medesima speranza: una parola, segnale che dia forza alla battaglia per salvare una terra popolata da oltre un milione e mezzo di persone costrette a convivere con la diossina sprigionata da 3500 incendi di rifiuti imbevuti di sostanze tossiche e con 2500 discariche in cui la Camorra ha sversato ogni tipo di veleni.

Ed il vescovo di Roma non si fa attendere. È la giornata mondiale dell’ambiente promossa dall’Onu e papa Francesco non si tira indietro. Non cita Aversa, Caivano e quelle città avvelenate dalla cintura del fuoco tra Napoli e Caserta, ma le sue parole a difesa dell’ambiente sono come sassi scagliati in faccia all’indifferenza di chi dovrebbe mettere fine allo scempio. «Dio pose l’uomo e la donna sulla terra perché la coltivassero e la custodissero, ma noi che invece siamo guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare, non la custodiamo», esordisce Papa Bergoglio dal sagrato di piazza San Pietro. Don Maurizio e i suoi parrocchiani si guardano negli occhi, si danno di gomito l’uno con l’altro.

«Adesso dirà qualcosa sulla Terra dei Veleni, siamo quelli che paghiamo il prezzo più alto alla devastazione dell’ambiente», racconta padre Patriciello. In piazza alcuni fedeli della diocesi di Aversa innalzano uno striscione dedicato al Santo Padre con su scritto: «Oi vita, oi vita mia, oi core e chistu core». Nel pomeriggio, durante l’omelia per la messa con i fedeli nella chiesa di San Paolo fuori le Mura il vescovo di Angelo Spinillo conferma: «Parole riferite alla tragedia della nostra terra. Dobbiamo avere il coraggio della fede». Nel pomeriggio su Twitter il Papa è esplicito: «Custodire il creato è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto».

FONTE: ILMATTINO.IT

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