TRADITORI!

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(ARTICOLO DI PADRE MAURIZIO PATRICIELLO) La neve sorride dai monti stamattina. Ma noi abbiamo il viso lungo e il cuore a lutto dopo le notizie di questi giorni. Sapevamo tutto, certo, ma coltivavamo l’illusione che non fosse vero. O, almeno, che la cosa fosse ridimensionata. Invece. Al famigerato boss dei casalesi,...
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(ARTICOLO DI PADRE MAURIZIO PATRICIELLO) La neve sorride dai monti stamattina. Ma noi abbiamo il viso lungo e il cuore a lutto dopo le notizie di questi giorni. Sapevamo tutto, certo, ma coltivavamo l’illusione che non fosse vero. O, almeno, che la cosa fosse ridimensionata. Invece. Al famigerato boss dei casalesi, Francesco Bidognetti, Cicciotto ‘e Mezzanotte, è stata notificata in carcere una custodia cautelare per le accuse di disastro doloso e avvelenamento della falda acquifera a Giugliano, nel Napoletano. Complici l’avvocato Cipriano Chianese e il sub commissario Giulio Facchi. Gente così diversa tra loro, eppure divorata dallo stesso demone.
Il peggio, però, dicono i tecnici della Procura, arriverà tra una cinquantina d’anni. Quando le tonnellate di percolato che si sprigiona dalle montagne di fetida monnezza di ogni tipo raggiungerà il picco di contaminazione della falda.
Capisco le lacrime e la rabbia senza fine della povera gente. Traditi da tutti. Dai camorristi da cui hanno dovuto subire soprusi di ogni genere e da professionisti con la cravatta che sembravano persone perbene. Traditi addirittura da squallidi, indegni Servitori dello Stato dei quali si fidavano ciecamente. Ed eccola qui la Campania felix. Vanto e rimpianto nostro. Ecco un fotogramma che la gente ha sempre avuto chiaro, per intuizione o esperienza diretta. Quanta sofferenza in questi anni.
Quante volte ci siamo sentiti come dei pazzi fuori dal mondo.
Lo sapevamo bene che la Giustizia, la burocrazia lente come tartarughe sarebbero arrivate tardi. E adesso eccoci qui a leccarci le ferite più amare dello stesso percolato. Mio Dio, come sanguinano. E come bruciano. Eccoci qua, ad abbassare lo sguardo per non incrociare quello dei figlioli. A trovare il coraggio per chiedere perdono. All’astuzia dei criminali, purtroppo, non ha fatto riscontro l’intelligenza e la volontà dei buoni. I figli delle tenebre sono stati più scaltri di quelli della luce. E noi? dove stavamo noi? noi brava gente… professionisti e operai… medici e giornalisti… genitori e figli… politici ed elettori. Dove stavamo? Dove ci eravamo cacciati? Dove troveremo un angolo per nasconderci ai nostri stessi occhi? Francesco Bidognetti, di professione camorrista; Cipriano Chianese, di professione avvocato; Giulio Facchi, sub commissario all’emergenza rifiuti, e altri hanno fatto comunella condannando a morte noi e, peggio, coloro che da noi nasceranno.
Certo, anche questa brutta pagina di storia ha avuto i suoi eroi. Ma a noi gli eroi solitari, le voci nel deserto non sono mai piaciuti. Non eroi, ma lo Stato volevamo. In tutte le sue forme. Con tutta la sua autorità.
Non della voce limpida di pochi, coraggiosi, generosi volontari necessitava la nostra terra ma di quelle dei tanti deputati, senatori, consiglieri comunali, provinciali, regionali, eletti dal popolo sovrano. Vennero scelti per servire. Furono lautamente retribuiti perché non permettessero ai criminali di distruggere il creato e chi lo abita.
La camorra, scaltra e criminale, ha saputo inventare “ il sistema”: una malefica macchina che funziona alla perfezione per affrontare le difficoltà di ogni giorno. Per venire incontro alle famiglie degli affiliati uccisi o in carcere.
Noi non siamo stati capaci di pensare qualcosa di analogo per respingere e annientare il mostro feroce che ci stava distruggendo tutto. Compreso il futuro.
Agronomi, geologi, gente di buona volontà, professori universitari scendete in campo. Il frastuono assordante di silenzi ci addolora.
Medici, radiologi, biologi scendete in piazza e dite a chi lo nega in che misura è aumentato il cancro nella terra dei fumi e dei veleni. Non limitatevi a sussurrarli in privato a mezza voce. Ricchi, smettetela di renderci più poveri, nascondendo i vostri beni all’estero e lasciatevi invadere da un nobile sussulto. Tentiamo tutti di fare il possibile perché l’ipoteca che abbiamo acceso sulle future generazioni faccia meno danni possibile.

Padre Maurizio PATRICIELLO

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