«Devi pagare o ti tagliamo le mani», clan emergente imponeva pizzo a Bagnoli

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NAPOLI – Operazione congiunta anti-racket di polizia e carabinieri a Napoli. Agenti e militari hanno notificato a quattordici persone appartenenti a un gruppo camorristico emergente un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione...
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NAPOLI – Operazione congiunta anti-racket di polizia e carabinieri a Napoli. Agenti e militari hanno notificato a quattordici persone appartenenti a un gruppo camorristico emergente un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.

Alcuni dei destinatari del provvedimento erano già in regime di detenzione (in carcere o ai domiciliari). Indagata anche una quindicesima persona che, al momento, è irreperibile. Le accuse nei loro confronti sono di estorsione aggravata e continuata, sequestro di persona, lesioni gravi e minacce aggravate dal metodo mafioso.

Elemento centrale del nuovo gruppo camorristico emergente sgominato oggi, secondo quanto accertato durante le indagini, sarebbero un ex affiliato del clan D’Ausilio, Alessandro Giannelli (già in carcere), e altri quattro membri dello stesso clan: Luigi Bitonto, Achille Esposito, Alessandro Ischero e Diego Iuliano. In cella sono finiti anche Enzo Giugliano e Marco Battipaglia (già agli arresti domiciliari), Eliedna Gomes Tedesco, Gaetano Arrigo, Mario Luongo, Gennaro Marrazzo, Nunzio Piccirillo, Fabio Cerrone e Giuseppe Aiello.

Per imporre il predominio a Bagnoli, Cavalleggeri d’Aosta e Agnano, precedentemente sotto il controllo dello sgominato clan D’Ausilio, e per lanciare un chiaro messaggio alle vittime, gli affiliati al gruppo camorristico emergente adottavano azioni estremamente cruente.

Come quando, lo scorso mese di luglio, presero di mira la proprietaria di alcuni appartamenti di via Cavalleggeri d’Aosta da cui pretendevano il pizzo sugli affitti. Un suo parente venne sequestrato e picchiato. Infine gli fu detto che gli sarebbero state tagliate le mani se la donna non avesse pagato la tangente richiesta.

In un’altra occasione furono esplosi alcuni colpi di pistola all’indirizzo di una finestra dell’abitazione dove la donna abitava, in cui stavano dormendo due bambini di 2 e 3 anni, sfiorando la tragedia. I reati contestati nel provvedimento (estorsione aggravata e continuata, sequestro di persona, lesioni gravi e minacce, aggravate dal metodo mafioso), infatti, sono stati commessi lo scorso mese di luglio nel quartiere Bagnoli di Napoli, nei confronti della proprietaria di un’abitazione affittata a Eliedna Gomes Tedesco, soprannominata «Zazà», peraltro tra le persone arrestate oggi.

Sono in corso indagini per accertare altri atti intimidatori nei confronti di commercianti e imprenditori della zona a nord occidentale di Napoli. L’attività investigativa, condotta dalla Squadra mobile di Napoli e dal Nucleo operativo della compagnia di Bagnoli – sotto coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia – ha consentito anche di accertare che il gruppo ha iniziato ad operare dal novembre del 2011.

ilmattino.it

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