Dramma sul campo di calcetto della parrocchia: muore a 16 anni

on mar 4, 13 • by • with Commenti disabilitati su Dramma sul campo di calcetto della parrocchia: muore a 16 anni

Pompei. Morire sul campo di calcetto dell’oratorio. Questa tragedia è accaduta a Pompei nell’oratorio della parrocchia del Santissimo Salvatore: un ragazzo di 16 anni è deceduto dopo aver giocato cinque minuti di partita. È polemica sui soccorsi: gli amici affermano che il ragazzo, Gabriele Caccavale, è...
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Pompei. Morire sul campo di calcetto dell’oratorio. Questa tragedia è accaduta a Pompei nell’oratorio della parrocchia del Santissimo Salvatore: un ragazzo di 16 anni è deceduto dopo aver giocato cinque minuti di partita. È polemica sui soccorsi: gli amici affermano che il ragazzo, Gabriele Caccavale, è rimasto a terra per più di un quarto d’ora prima dell’arrivo dei soccorsi.

Il padre, distrutto dal dolore, mentre stringeva tra le braccia il corpo senza vita di Gabriele ha gridato: «Qualcuno deve rispondere di questa tragedia. Qualcuno deve pagare per la morte di mio figlio».

All’arrivo della ditta funebre dei fratelli «Di Paolo», incaricata dal magistrato di prelevare la salma, la mamma del ragazzo continuava a stringerlo e urlava: «Vi prego non me lo portate via. Gabriele non è morto, ora si sveglierà. Vero amore di mamma? Svegliati ti prego».

Il giovane dopo aver giocato cinque minuti di partita, è voluto ritornare in panchina. Non si sentiva bene. Ha preso la bottiglina di acqua dalla borsa e ha bevuto qualche sorso. Ha avuto solo il tempo di dire «non mi sento bene», poi si è accasciato privo di vita. Chi era vicino a lui ha capito subito che la cosa era grave. Il cuore di Gabriele non batteva più. «Era un ragazzo era pieno di vita, alto e forte», hanno detto gli amici. «Ci sembra di vivere un incubo. Un minuto fa ridevamo e scherzavamo insieme. Ora lui non c’è più». «Non ha avuto mai neanche un raffreddore», spiegano le amiche del cuore che erano andate ad assistere alla partita, «non ha mai fatto un’assenza a scuola perché è sempre stato bene». «Non si può morire a 16 anni. Non è giusto»: gli amici sono disperati e sotto choc.

Per i medici del 118 si è trattato di arresto cardiocircolatorio fulminante. Per i genitori, invece, «si poteva salvare se qualcuno avesse cercato di rianimarlo con un defibrillatore». Tutte circostanze al vaglio degli investigatori dei carabinieri, coordinati dal capitano Michele De Riggi e dal comandante della locale stazione, Tommaso Canino.

Il magistrato di turno della procura di Torre Annunziata ha immediatamente disposto il sequestro della salma. Il giovane è stato trasportato nell’obitorio dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia a disposizione dell’autorità giudiziaria che, nei prossimi giorni, ne stabilirà l’autopsia. L’esame autoptico stabilirà se Gabriele è deceduto sul colpo, oppure, come afferma il padre «poteva essere salvato».

Il giovane era uscito di casa tranquillo, salutando la mamma con un bacio. «Mamma vado a giocare al campetto del Santissimo Salvatore», sono state le ultime parole di Gabriele prima che lasciasse la sua abitazione di viale Mazzini, pochi passi dal centro della città, non molto lontano dalla parrocchia frequentata da molti amici di Gabriele.

Ma a casa il sedicenne non farà mai più ritorno. La famiglia chiede giustizia: «La magistratura e i carabinieri devono dirci nostro figlio perché è morto e per colpa di chi». I carabinieri hanno ascoltato fino a tarda notte le testimonianze degli amici per ricostruire gli ultimi istanti di vita del ragazzo. Il sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, è sconcertato: «Siamo vicini alla famiglia – ha detto – anche se non ci sono parole di conforto per colmare il dolore che il padre e la madre in questo tragico momento stanno vivendo».

fonte: ilmattino.it

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