Emergono particolari oscuri intorno al massacro di Annecy

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Iniziano a spuntare delle piste riguardo la strage di Annecy sulle alpi francesi. Stamane si parlava di un litigio per questioni di soldi tra Saad al-Hilli, una delle 4 vittime e il fratello, lo ha affermato il procuratore Eric Maillaud, incaricato delle indagini, spiegando che l’informazione è arrivata dalla...
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Iniziano a spuntare delle piste riguardo la strage di Annecy sulle alpi francesi. Stamane si parlava di un litigio per questioni di soldi tra Saad al-Hilli, una delle 4 vittime e il fratello, lo ha affermato il procuratore Eric Maillaud, incaricato delle indagini, spiegando che l’informazione è arrivata dalla polizia britannica. “Il fratello dovrà essere interrogato molto a lungo – ha detto il magistrato – ogni pista sarà seguita meticolosamente”. L’uomo sospettato di essere in lite con la vittima per motivi di denaro, si e’ presentato gia’ ieri alla polizia britannica. Ma sono emerse anche altri particolari oscuri intorno alla vicenda. Alcune fonti Sky news, affermerebbero che più killer hanno compiuto il massacro.

Secondo il Daily Mail, Saad al-Hilli era stato spiato dagli 007 britannici. Lo spionaggio dello Special Branch sarebbe iniziato nel 2003, all’inzio della guerra in Iraq: “Li vedevo che lo spiavano, a lui e al fratello”. Un altro vicino racconta che l’uomo gli aveva palesato la sua preoccupazione per il resto della famiglia rimasto in Iraq il giorno prima di partire per la Francia. L’uomo era proprietario, scrive ancora il Daily Mail, di una azienda di computer design fondata nel 2001, la SHTECH, e offriva la sua consulenza anche a una compagnia britannica di fotografie aeree. I suoi genitori, il padre Kadhim e la madre Fasiha, erano stati costretti a fuggire dall’Iraq alla fine degli Anni ’70 dopo i dissidi con il partito Baath, che di li’ a poco segnerà l’avvento al potere di Saddam Hussein (nel 1979).

Dopo gli studi, e una laurea in ingegneria meccanica, Saad al-Hilli divenne cittadino britannico, nel 2002. Un vicino, Jack Saltman, ha riferito che Hilli il 29 agosto scorso, poco prima di partire per la Francia, gli aveva parlato di un “problema personale”, che l’uomo si è rifiutato di rendere noto, dicendo che ne parlerà alla polizia: “Sicuramente era preoccupato per la sicurezza del resto della sua famiglia rimasto in Iraq. La notte prima di partire è venuto da me per dirmi di dare un occhio alla casa in sua assenza”, ha detto Saltman.

Fonte: Ansa.it

 

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