«In marcia lungo i binari», passeggeri della Circum a raccolta su Facebook

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NAPOLI – Tutti in treno senza biglietto per dire «no ad un servizio scadente che ci ruba tempo e denaro». E ancora un flash mob «per far capire, a ritmo di danza, che la musica deve cambiare subito». E infine una protesta a piedi lungo la tratta ferrata della Circum «perché tanto sui binari i [&hellip...
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NAPOLI – Tutti in treno senza biglietto per dire «no ad un servizio scadente che ci ruba tempo e denaro». E ancora un flash mob «per far capire, a ritmo di danza, che la musica deve cambiare subito». E infine una protesta a piedi lungo la tratta ferrata della Circum «perché tanto sui binari i treni non passano più da mesi».

Sono soltanto alcune delle tantissime ipotesi di protesta organizzate dal popolo del web all’indomani dello sciopero selvaggio della Circumvesuviana. Due giorni neri per i trasporti hanno convinto gli utenti di Facebook a promuovere diverse forme di agitazione. Su tutte quella lanciata da un architetto di Torre del Greco, rimasto bloccato lunedì mattina alla stazione centrale per 4 ore.

«Avevo un appuntamento di lavoro importante ma non sono riuscito ad arrivare a Napoli – racconta Vincenzo Sangiovanni, fondatore del gruppo ”Basta con questa Circumvesuviana”- ho subito un danno da interruzione di servizio. Per questo ho pensato ad un’iniziativa per far sentire la voce di chi dipende dai trasporti pubblici».

Si tratta di un corteo di giovani che, a piedi, seguendo i binari che dalla provincia conducono a Napoli, sfilerà per dieci chilometri in segno di protesta. «Ormai su quella tratta ferrata i treni non circolano più – spiega l’architetto – noi li occupiamo e ci trasformiamo in vagoni umani: di sicuro staremo più comodi». A fare arrabbiare gli utenti Circum ci sono anche le condizioni dei mezzi: sul gruppo «No ai treni dei deportati» sono elencate tutte le pecche dei vagoni Circum e «i consigli su come sopravvivere alla tratta Sorrento-Napoli delle 8:11. È una via crucis fatta di biglietterie chiuse, obliteratrici fuori servizio, toilette murate».

Sulla pagina «No al Taglio dei Treni della Circum» si fanno i calcoli sul costo dei ritardi: «Giorno dopo giorno ci stanno danneggiando dal punto di vista economico e sociale. I responsabili di questa scellerata gestione devono pagare». A proposito di pagare, c’è chi suggerisce di non farlo: «Comprerò un solo biglietto – scrive il gruppo ”Circum: danni ai cittadini” – e lo utilizzerò per un anno. Questo servizio non vale due euro». Un altro comitato punta su musica e balletti: «Proponiamo un flash mob contro ritardi e inefficienze del servizio».

Di diverso avviso il Forum della Gioventù di Torre del Greco che invece propone soluzioni alternative ai viaggi in treno come il carsharing: «Ecologico, economico e soprattutto ci porta a destinazione».

ilmattino.it

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