La rabbia del papà dopo la morte per cancro del figlio Francesco a Capodrise: pretendo rispetto

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CAPODRISE – Pasquale De Crescenzo, il papà di Francesco, il bimbo di 8 anni di Capodrise ucciso dal cancro, è dilaniato dal dolore. Ma non si rassegna. «Ho una rabbia in corpo – rivela – che, se vedessi qualcuno sversare dei rifiuti nelle campagne , potrei farmi giustizia da solo. Però, finirei...
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CAPODRISE – Pasquale De Crescenzo, il papà di Francesco, il bimbo di 8 anni di Capodrise ucciso dal cancro, è dilaniato dal dolore. Ma non si rassegna. «Ho una rabbia in corpo – rivela – che, se vedessi qualcuno sversare dei rifiuti nelle campagne , potrei farmi giustizia da solo. Però, finirei in galera per colpa di un criminale, e non sarebbe giusto. Ora, il mio compito è badare alla mia famiglia e impegnarmi affinché altri non soffrano come sto soffrendo io. Per noi e per i nostri figli, forse, è già tardi, siamo già contaminati, ma se ci uniamo, cominciamo a urlare e pretendiamo che la nostra terra venga bonificata, avremmo fatto qualcosa di buono almeno per le generazioni future». E qualcosa, grazie anche all’ostinazione del parroco di Caivano Patriciello, pare stia cambiando: il ministro della Salute ha disposto «ulteriori indagini epidemiologiche sulle aree con forti sospetti di danno da inquinanti, con riferimento anche alle esposizioni ambientali connesse ai rifiuti».

FONTE: ILMATTINO.IT

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