LIBIA: UCCISO AMBASCIATORE USA.

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L’uomo del dialogo. Così era definito Chris Stevens, ambasciatore americano in Libia, ucciso a Bengasi, nei pressi del Consolato Usa insieme all’agente dei servizi segreti Sean Smith e due marines. Il tutto è accaduto la notte scorsa, apparentemente da parte di alcuni manifestanti in protesta contro un presunto...
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L’uomo del dialogo. Così era definito Chris Stevens, ambasciatore americano in Libia, ucciso a Bengasi, nei pressi del Consolato Usa insieme all’agente dei servizi segreti Sean Smith e due marines. Il tutto è accaduto la notte scorsa, apparentemente da parte di alcuni manifestanti in protesta contro un presunto film blasfemo sulla vita di Maometto prodotto negli Stati Uniti. E invece secondo la Cnn l’attentato è da attribuire ad Al Qaeda. Ed è per questo che Obama ha deciso di inviare sul posto 200 marines e dei droni contro i campi di addestramento dei gruppi jihadisti. Stando a quanto sostiene il Quilliam, think tank britannico, citato oggi dalla Cnn, l’attacco sarebbe stato compiuto per vendicare il numero due di Al Qaeda, Abu Yaya al-Libi. La presunta protesta contro il film “blasfemo” sarebbe stata quindi un pretesto.

Quilliam spiega che l’attacco sarebbe stato compiuto da circa 20 militanti, preparati per un assalto militare, e per di più ha sottolineato che una normale protesta non avviene con missili lancia granate. L’attentato è avvenuto in due tranche: la prima ha spinto i funzionari americani a lasciare la sede del consolato per raggiungere un luogo più sicuro e la seconda contro questo luogo. Quilliam cita fonti sul terreno a Bengasi e all’estero.
Chris Stevens, grande conoscitore del mondo arabo e inviato speciale presso il Consiglio Nazionale transitorio a Bengasi durante le rivolte contro Muammar Gheddafi, sarebbe morto proprio durante l’evacuazione nel luogo di sicurezza dopo l’incendio. Un alto funzionario a conoscenza dei dettagli dell’attacco, ha riferito che una granata ha raggiunto e incendiato l’edificio del consolato. E che Stevens e gli altri funzionari hanno trovato la morte mentre cercavano di raggiungere il tetto.

Wanis Al-Sharif, vice ministro dell’interno, ha riferito in conferenza stampa che due dei quattro americani uccisi sono morti per una sparatoria, avvenuta in una casa in cui si riteneva che Stevens e il suo staff fossero in condizioni di sicurezza. E secondo il vice ministro, il gruppo degli attentatori ha raggiunto lo stesso l’edificio di sicurezza e che abbiano aperto il fuoco contro il personale diplomatico Usa.

Ferma condanna da parte di Barack Obama, definita “violenza senza senso”. I primi a fornire dettagli sull’attacco sono stati il vicepremier libico Mustafa Abushagur e il viceministro dell’interno Wanis al-Sharif. E l’ambasciatore libico all’Onu Ibrahim Dabbashi ha riferito che nell’attentato sono morte ben 10 uomini delle forze di sicurezza libiche, gran parte di essi morta nelle prime fasi dello scontro.

Tuttavia, non si conosce ancora bene il movente di tale increscioso episodio. E non è nemmeno chiaro se il pretesto del film blasfemo sia il vero motivo. Secondo l’intelligence Usa, l’attacco è da ricondurre ad un’ipotetica vendetta contro gli Stati Uniti, proprio in concomitanza con l’anniversario dell’11 settembre. Un piano premeditato, anche perché Stevens era arrivato da pochi giorni in territorio libico in vista della seduta del Congresso Libico, confermato poi da un comunicato appartenente (in via del tutto presunta) ad Al Qaeda, nel quale si legge la vendetta per la morte del numero due dell’associazione terroristica.

Un testimone racconta ai media francesi che ieri i miliziani islamici a Bengasi erano armati e avevano bloccato tutte le strade di accesso alla sede Usa, dicendo di voler uccidere tutti quelli che si trovavano da quelle parti. Sembrerebbe quindi un attentato ben studiato e pianificato nei minimi dettagli. Testimonianza confermata poi da Sofian Kadura, pilota di aerei.
Obama ha intensificato la sicurezza in tutte le ambasciate Usa nel mondo, in particolare in Medio Oriente e in Africa. Inoltre, è partita un’unità anti-terrorismo dei Marines, la Fleet anti-terrorism security team, composta da 200 uomini. Tra l’altro, la prima seduta del Congresso generale nazionale libico è stata oggi sospesa per motivi di sicurezza.

La tesi della presunta protesta contro il film blasfemo sembrerebbe confermata da alcune proteste avvenute per lo stesso motivo in Egitto, al Cairo e a Tunisi. È comunque una tesi tutta da dimostrare, sebbene nei paesi del Maghreb tra cui Tunisia e Egitto in questi giorni siano avvenute delle proteste contro gli americani. Come è da dimostrare l’attribuzione ad Al Qaeda di questo colpo. Rimane soltanto il grande rammarico per la morte di un profondo conoscitore del mondo islamico e che avrebbe potuto continuare a dare un grande contributo alla conoscenza e al dialogo con questi paesi.

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