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Paura a Napoli, studentessa in rianimazione per meningite: lotta contro la morte

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NAPOLI – Da quarantotto ore, nella sala di rianimazione dell’ospedale per malattie infettive Cotugno lotta contro la morte una ragazzina di quattordici anni. Sulla cartella clinica c’è scritto: setticemia da meningococco, meglio nota come la micidiale meningite. Un male terribile che non più di una...
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NAPOLI – Da quarantotto ore, nella sala di rianimazione dell’ospedale per malattie infettive Cotugno lotta contro la morte una ragazzina di quattordici anni.

Sulla cartella clinica c’è scritto: setticemia da meningococco, meglio nota come la micidiale meningite. Un male terribile che non più di una settimana fa ha ucciso in pochi giorni un bimbo di soli tre anni di Pozzuoli. I medici stanno facendo l’impossibile per salvare la giovanissima paziente, nonostante sul referto si parli di imminente pericolo di vita.

La ragazza è una studentessa del primo anno dell’istituto artistico Boccioni di via Terracina, a Fuorigrotta. La asl ha provveduto, con tempestività, non appena è stata comunicata dal Cotugno la conferma della patologia, a bonificare l’istituto e ad avviare la profilassi dìsui compagni di classe della quattordicenne. Ma le mamme degli studenti del Palizzi – che condivide preside e insegnanti con la Boccioni – sollecitano un analogo intervento nei locali di piazzetta Salazar, temendo un contagio per i loro ragazzi.

Lo scorso 5 febbraio, come detto, è morto un bimbo di tre anni di Pozzuoli, ucciso dopo aver contratto il terribile male. Anche il piccino era ricoverato al Cotugno, l’unico ospedale attrezzato per ospitare pazienti con malattie infettive di questo tipo.
Ora, dunque, per la ragazzina del Boccioni, bisogna aspettare. E sperare.

Ieri mattina, per consentire, ai tecnici della asl, di intervenire per le operazioni di profilassi, nell’istituto artistico di via Terracina non si sono svolte le lezioni. Riprenderanno questa mattina regolarmente, assicura il preside Giuseppe Lattanzi. E, a proposito delle preoccupazioni dei genitori degli allievi del Palizzi, il preside Lattanzi spiega: «Siamo stati tranquillizzati dagli operatori della Asl. Non c’è alcun rischio per gli studenti del Palizzi. Pertanto non è necessario alcun intervento di disinfezione. Siamo invece molto preoccupati per la nostra allieva. E attendiamo che dall’ospedale arrivino buone notizie. In quanto alla Boccioni è stato eseguita una accurata disinfezione. Pertanto è possibile riprendere le lezioni».

La trasmissione della malattia avviene per «contagio semidiretto interumano aerogeno». Vale a dire mediante goccioline e secrezioni del naso e della gola infette ed è favorito dall’affollamento. È raro, invece, il contagio indiretto, a causa della scarsa resistenza del germe agli agenti fisici ambientali, alla luce solare, all’essiccamento e ai comuni disinfettanti» è scritto su una rivista scientifica della Novartis a proposito della meningite da meningococco.

La malattia insorge dopo una breve incubazione (in genere da uno a tre giorni, ma può raggiungere anche i 10 giorni). La meningite meningococcica è un’infiammazione acuta sieropurulenta delle meningi cerebrali e spinali che aumenta la pressione intracranica con rischio di paralisi e disturbi acustici o visivi.

Il quadro clinico insorge bruscamente con febbre elevata e brividi, cefalea, vomito, agitazione psicomotoria, a cui seguono i tipici segni meningei, quali rigidità nucale. La malattia, anche in presenza di trattamento terapeutico, ha una mortalità piuttosto elevata, pari al cinque-dieci per cento in caso di sola meningite, mentre può arrivare al cinquanta per cento in presenza di sepsi.

fonte: ilmattino.it

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