Alice contro il Piccolo Principe: le meraviglie di un asteroide.

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Il peggiore dei luoghi comuni è credere che le fiabe siano destinate soltanto ai bambini. D’accordo, ai marmocchi piacciono i draghi e le principesse e… ma ci sono due storie molto più adatte ai grandi che ai piccini. C’è la storia di una biondina e di un coniglio, e c’è quella di un principe e [&hellip...
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Il peggiore dei luoghi comuni è credere che le fiabe siano destinate soltanto ai bambini. D’accordo, ai marmocchi piacciono i draghi e le principesse e… ma ci sono due storie molto più adatte ai grandi che ai piccini. C’è la storia di una biondina e di un coniglio, e c’è quella di un principe e della sua rosa: troppa poesia per le bocche che hanno ancora pochi denti; troppa filosofia per gli occhi ingenui.

(Something old)
Alice nel Paese delle Meraviglie (Lewis Carroll) – Annoiata da un libro senza dialoghi né figure e spinta dalla curiosità, la piccola Alice segue un coniglio col panciotto fino a trovarsi catapultata – attraverso una magica tana– in un Paese completamente diverso dal suo. Gli animali parlano e, soprattutto, pensano. C’è il Brucaliffo, un po’ filosofo e un po’ scontroso, pronto a tempestare Alice di domande esistenziali, e c’è il Gatto del Cheshire, tanto enigmatico quanto ammaliante. Tanti sono i personaggi singolari in cui la bambina s’imbatte e, grazie a una prosa semplice ma piena di deliziosi giochi di parole non sempre rendibili in italiano, tutti risultano caratterizzati in maniera esilarante, giocosa e positivamente eccessiva, come accade per l’emblematico Cappellaio Matto o per la Regina pronta a tagliare la testa a chiunque.
La citazione: “«Qui sono tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta».
«Coma fai a sapere che sono matta?», domandò Alice.
«Devi esserlo», rispose il Gatto, «altrimenti non saresti venuta qui».” – A volte la follia sembra l’unica via per la felicità.
Morale della favola: Di retroscena intriganti, questa storia ne ha parecchi; primo tra tutti, il torbido amore nabokoviano tra l’autore e la musa ispiratrice del romanzo. Ma non è di gossip che stiamo parlando: Alice è il simbolo della crescita e del rischio, della curiosità della scienza contro i noiosi schemi di un bon ton alquanto attempato. Alice è la voglia di sperimentazione che vince a mani basse sull’accettazione. È la conoscenza che batte i dogmi, è l’ironia che batte la retorica.
Voto: 9
Consigliato a:
 chi si ritiene un po’ folle e un po’ artista. A chi crede che l’impossibile sia di facile realizzazione, a chi ama i colori, i dolcetti e le filastrocche.

* * *

(Something blue)
Il piccolo principe (Antoine de Saint-Exupéry)  – L’incubo di qualsiasi aviatore, soprattutto in assenza di GPS e sistemi di localizzazione vari, è probabilmente quello di finire nel deserto col motore in panne. Il protagonista di questo libro, però, ricorda quell’episodio con una dolcissima malinconia, grazie ad un evento che ha cambiato il suo modo di vedere le cose: l’incontro con il Piccolo Principe. Il Piccolo Principe è un bambino dai capelli biondi che viene dallo spazio. È solo, parla poco ma fa tante domande: la sua casa è un asteroide, sul quale lui e la sua rosa – alla quale è affezionatissimo, nonostante questa sia alquanto ruffiana e vanitosa – sono gli unici abitanti. Dopo un viaggio che l’ha portato a toccare vari pianeti e ad entrare in contatto con le vite di altre persone, il Principe finisce sulla terra, dove impara il significato dell’addomesticazione e del legame che può nascere tra cose e persone. Il testo è fugace e scorrevole, dolce e breve quanto la migliore delle caramelle, una lunga poesia elegantemente vestita da prosa.
La citazione: “«Certo», disse la volpe. «Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. […] Ma se tu mi addomestichi, noi avremmo bisogno l’uno dell’altro.»” – Légami, legàmi: comunque si metta l’accento, risulta sempre la parola più spettacolare e pericolosa al mondo.
Morale della favola: Senza esagerare, è possibile ritrovare una morale o un mantra almeno ogni due pagine. Persino nelle illustrazioni, se le si osserva bene. È che il mondo – la parte bella del mondo, s’intende! – non ha bisogno di troppe spiegazioni: sono le parole semplici, è il pozzo nel deserto, è l’invisibile ad essere davvero essenziale.
Voto: 9
Consigliato a:
 tutti, nella nostalgia di una sera di fine settembre. Da leggere d’un fiato e all’aria aperta, guai a lasciare il libro a metà sul comodino.

* Rullo di tamburi *

Il verdetto: Asso vince, asso perde. Ma Alice e il Principe pareggiano. Non c’è storia migliore di quella che nasce dalla curiosità, non c’è poesia più bella di quella che descrive la vita con gli occhi di un bambino. Leggete e predicate: la buona novella è nascosta in questi due testi, non altrove.   

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