CAIVANO. “Quando la legalità non è un’ora di lezione”

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E’ il titolo di un libretto redatto da un gruppo di “attori” della  scuola media “don Milani” di Caivano, in margine ad uno dei tanti programmi extracurricolari  che si sono svolti in questa scuola. Dopo la lettura, personalmente, gli avrei proposto anche un sottotitolo: “impariamo a coltivare e...
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E’ il titolo di un libretto redatto da un gruppo di “attori” della  scuola media “don Milani” di Caivano, in margine ad uno dei tanti programmi extracurricolari  che si sono svolti in questa scuola.

Dopo la lettura, personalmente, gli avrei proposto anche un sottotitolo: “impariamo a coltivare e praticare la coscienza civile”, perché esso è coniugato sul versante civile del “dovere”e dell’allargamento del senso civile dell’essere.

Piero Angela, , nel suo libro “Nel buio degli anni luce”, pubblicato da Garzanti nel 1980, affermava: “ci siamo tanto abituati al marcio, che non ce ne accorgiamo quasi più”.

Questi ragazzi aprono il loro libro dicendo: “ Conviviamo quotidianamente con tanto marcio, da non vederlo e, automaticamente, tralasciamo l’essenza della vita vera, che è amore….”

Dopo poco più di 30 anni, non c’è più il “quasi”.

Allora, ci richiamava alla vera realtà questo intellettuale, tutto sommato un po’ isolato; oggi , ci richiama al dovere di prendere coscienza  della vera realtà, un gruppo di ragazzi giovanissimi, allegri, spontanei nelle loro espressioni verbali e artistiche, pieni di voglia di fare e di essere.

E’ una meraviglia, per chi ha “ sentito” profondamente e, la seconda anche con emozione, entrambe le sollecitazioni citate, tanto più che questi ragazzi che oggi ci richiamano ad avere occhi e cervello attenti, sonola IIICdi una scuola media, fortino civile in un territorio fino a 30 anni fa agricolo, oggi gestito da una anonima “classe media” e minacciata da una copiosa malavita, balorda o organizzata, che tenta collusioni e condizionamenti di ogni articolazione della presenza dello Stato.

Ben peggio che ai tempi di “contadini e galantuomini” degli scritti di Giustino Fortunato o Carlo Levi.

Come succede questo miracolo?

Beh, il minidecentramento amministrativo del Ministero dell’Istruzione c’entra, se è esso che ha dato spazio all’elaborazione di progetti locali di educazione e didattica esterni al rigido curricolo scolastico, elaborato, in maniera indifferenziata, dal Ministero per tutti i giovani Italiani.

Altrettanto c’entra la professionalità, il senso del dovere di un bel gruppo di insegnanti che decidono di trasmettere ai ragazzi, nelle pieghe dei progetti locali, le informazioni su tanti fatti pregnanti dell’attualità, su tanti  problemi sociali che la scuola del curricolo non può trasferire, che gli strumenti mediatici della società oscura, omette per superficialità o per determinazione  e che, invece, servono a stimolare la formazione in itinere di ogni cittadino.

Ecco che nel presidio civile della scuola media “don Milani” di Caivano, si parla della indignazione del popolo napoletano che portò all’insurrezione delle “Quatttro giornate di Napoli” e alla cacciata dei tedeschi. Ecco i ragazzi che discutono cosa voglia significare l’invito a “restare umani” che viene dalla lontana striscia di Gaza, per bocca di Vittorio Arrigoni, un pacifista odiato dagli Israeliani e non sempre ben capito dai Palestinesi; ecco lo sforzo di capire  che “la pace e’ l’unica vera vittoria”, proprio come diceva Corrado Alvaro nel 1957, firmando un fondo del giornale napoletano “il Risorgimento”: “Bisogna vincere la pace” , dopo la fine della sanguinosa II guerra mondiale.

Le vie della pace sono dure, ma sono percorse con determinazione, solerzia e spirito di servizio verso l’umanità, da tanti uomini, anche se, purtroppo, i mass media preferiscono parlare di guerra e di bassezze.

Lo sanno gli allievi della III C, sanno di Ghandi, di Martin Luther King, di Nelson Mandela, sanno che essi professavano la pace, la libertà e l’uguaglianza dei diritti tra tutti gli uomini, come le professava Vittorio Arrigoni, eroe sulla Striscia di Gaza, ma quasi del tutto sconosciuto in Italia.

Questi ragazzi hanno le basi per individuare il razzista o il camorrista, sanno che è un dovere ribellarsi all’ingiustizia, sanno che anche i deboli possono avere una grande forza. Come Vandana Shiva che, in India, ha cominciato la “guerra dell’acqua”, contro lo spreco,  che ha messo in movimento una grande opinione pubblica sulla necessità di assicurare l’acqua a tutti gli uomini e a non farne oggetto di commercio privato.

Hanno avuto grande significato, per questi giovani,  i contatti con i “testimoni di giustizia”, testimoni anche di un modello di vita diverso, sicuramente più pericoloso di quello di rimanere estranei e indifferenti a tutti gli episodi vita, anche i più incivili e ingiusti in cui non sei coinvolto direttamente,  quello che porta all’omertà diffusa e praticata.

Questi ed altri argomenti sono arrivati a questo tonico gruppo di studenti grazie alle aperture  di questo presidio civile che è, più correttamente, l’Istituto Comprensivo “don Milani” di Caivano, alla intelligente interpretazione che un  gruppo di insegnanti, con in testa la preside Teresa Ummarino, ha voluto dare alla programmazione decentrata.

L’impegno corale è stato,  poi, versato in un libretto pubblicato a cura del Consiglio di Istituto, e in un “happening” costruito come saggio complessivo di fine anno “Quando la legalità non  è un’ora di lezione”, un vero e proprio documento che lascia una traccia, indicazione per gli anni futuri .

L’happening ha dato modo di verificare, ai genitori alla preside , al corpo docente e agli stessi studenti l’accresciuta personalità, la padronanza degli strumenti di comunicazione, la disinvoltura dell’uso di quanto appreso (un allievo ha cantato un lungo brano poetico in perfetto francese ) e l’armonia  della comunità scolastica

Un successo vero, dunque , per la scuola italiana, questa “don Milani “ di Caivano.

E’ riuscita a far crescere la voglia di imparare, di allargare i contatti con la cultura oltre i rigidi schemi  ufficiali.

“ Liberi di scegliere,liberi di volare” è un buon motto quello scelto per il PON “legalità di Caivano. Vorremmo fosse il motto di tutte le scuole d’Italia

 

                                                              Elio Notarbartolo

Presidente del Consiglio Nazionale della FNISM

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