Le 20 regole dello scrittore a cura di Stephen King.

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1. Ogni parola che devi cercare in un tesauro è la parola sbagliata. Non ci sono eccezioni a questa regola. 2. Scrivere non serve a fare soldi, a diventare famosi, ad ottenere appuntamenti, a portarsi qualcuna a letto, o a farsi degli amici. Alla fine, serve ad arricchire le vite di quelli che leggeranno il [&hellip...
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1. Ogni parola che devi cercare in un tesauro è la parola sbagliata. Non ci sono eccezioni a questa regola.

2. Scrivere non serve a fare soldi, a diventare famosi, ad ottenere appuntamenti, a portarsi qualcuna a letto, o a farsi degli amici. Alla fine, serve ad arricchire le vite di quelli che leggeranno il tuo lavoro, e ad arricchire anche la tua vita. Si tratta di alzarsi, stare bene, superare le cose. E diventare felici, okay? Diventare felici.

3. Scrivi con la porta chiusa, riscrivi con la porta aperta.

4. Gli amatori si siedono e aspettano l’ispirazione, il resto di noi si alza e va a lavoro.

5. In molti casi, quando un lettore mette una storia a parte perché “è diventata noiosa”, la noia è nata perché lo scrittore si è lasciato incantare dai suoi poteri di descrizione e ha perso di vista la sua priorità, che è quella di continuare a far rotolare la palla.

6. La vita non è un sistema di supporto per l’arte; è il contrario.

7. Quindi okay – sei nella tua camera con l’ombra verso il basso e la porta chiusa e la spina del telefono staccata. Hai fatto saltare in aria il televisore e ti sei ripromesso di scrivere mille parole al giorno, col caldo o con la pioggia. Ora arriva la grande domanda: che cosa hai intenzione di scrivere? E l’altrettanto grande risposta: Tutto quello che vuoi dannatamente.

8. Quando mi chiedono “come scrivi?”, io rispondo sempre “una parola alla volta” e la risposta è sempre respinta. Ma questo è tutto. Sembra troppo semplice per essere vero, ma considera la Muraglia Cinese, se vuoi. Una pietra alla volta, amico; è tutto. Una pietra alla volta. Ma ho letto che puoi vedere quella bastarda dallo spazio senza un telescopio.

9. Arrivare secondo è la realizzazione del fatto che fermare un lavoro solo perché è difficile, sia emozionalmente che creativamente, è una cattiva idea. A volte devi andare avanti anche quando non te la senti, e a volte stai facendo davvero un buon lavoro anche se ti sembra di spalare letame stando seduto.

10. Non puoi sperare di spazzare via qualcuno con la forza della tua scrittura finché non viene fatto a te.

11. Se ti aspetti di avere successo come scrittore, la maleducazione dovrebbe essere la penultima delle tue preoccupazioni. L’ultima dovrebbe essere la buona società e quello che si aspetta. Se intendi scrivere nella maniera più veritiera possibile, i tuoi giorni come membro della buona società sono contati, comunque.

12. Le buone descrizioni costituiscono un’abilità che si apprende, una delle prime ragioni per cui non puoi avere successo se non leggi o scrivi molto. Non è semplicemente una questione di “come”, vedi; è anche una questione di “quanto”. Leggere ti aiuterà a rispondere al quanto, e solo pagine e pagine di scrittura ti aiuteranno col come. Puoi imparare solo facendolo.

13. Mettiamo una cosa in chiaro, d’accordo? Non esiste nessuna Discarica delle Idee, nessuna Centrale delle Storie, nessuna Isola dei Best Seller Sepolti; le idee per le buone storie vengono quasi letteralmente dal nulla, navigando verso di te in un cielo vuoto: due precedenti idee non legate tra loro si uniscono e formano qualcosa di nuovo sotto il sole. Il tuo compito non è trovare queste idee ma riconoscerle quando si manifestano.

14. Se vuoi diventare uno scrittore, devi fare soprattutto due cose: leggere molto e scrivere molto. Non conosco nessun modo per aggirarle, nessuna scorciatoia.

15. Sono un lettore lento, ma di solito leggo 70-80 libri l’anno, soprattutto di finzione. Non lo faccio per imparare il mestiere, ma perché mi piace leggere.

16. Se stai appena cominciando a fare lo scrittore, potresti fare di peggio dello scoprire i fili del tuo televisore, avvolgervi qualcosa intorno e infilarlo di nuovo nel muro. Vedi dove soffia il vento, e quanto va lontano. Solo un’idea.

17. Uccidi i tuoi cari, uccidi i tuoi cari, anche quando si spezza il tuo piccolo egocentrico cuore da scribacchino, uccidi i tuoi cari.

18. Ho passato molti anni – troppi, penso – vergognandomi di quello che scrivevo. Avrò avuto 40 anni quando ho capito che quasi ogni scrittore di romanzi o poesia che abbia mai pubblicato una riga è stato accusato di aver sprecato il suo divino talento. Se tu scrivi (o dipingi, o balli, o scolpisci, suppongo) qualcuno cercherà di farti sentire uno schifo, questo è quanto.

19. Sono sempre raggelato e stupito dagli aspiranti scrittori che mi chiedono consigli e ammettono, piuttosto allegramente, di “non avere tempo per leggere”: è come se un ragazzo che sta per scalare l’Everest dicesse di non aver avuto il tempo per comprare corda e chiodi.

20. Le cose più importanti da ricordare sui retroscena sono che: (a) tutti hanno una storia e (b) la maggior parte di essa non è interessante.

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