Miles contro Mara: i fantasmi del passato e i cadaveri del presente.

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Fatta eccezione per Casper, i fantasmi non sono mai stati popolari quanto le streghe, i lupi mannari, i gechi e i vampiri. Sarà che con l’ectoplasma ci si può fare poco o niente, o forse è che l’idea di trapassare le pareti non è sexy quanto i canini che succhiano il sangue… fatto sta che [&hellip...
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Fatta eccezione per Casper, i fantasmi non sono mai stati popolari quanto le streghe, i lupi mannari, i gechi e i vampiri. Sarà che con l’ectoplasma ci si può fare poco o niente, o forse è che l’idea di trapassare le pareti non è sexy quanto i canini che succhiano il sangue… fatto sta che la letteratura dedicata allo spirito dei morti non è conosciuta o gettonata come il resto del mondo fantasy anche se di prodotti interessanti ce ne sono per tutti i gusti.

(Something old – 1898)
Giro di vite (Henry James)
 – L’espediente narrativo utilizzato dall’autore è quello di un uomo che, attraverso i diari di un’istitutrice, racconta una storia inquietante ad alcuni suoi amici e conoscenti. I diari sono quelli di Miss Giddens, una giovane donna che accetta di lavorare come istitutrice per due adorabili bambini in un’idilliaca casa di campagna. Inizialmente gratificata dai progressi di Flora e Miles, Miss Giddens si ritrova intrappolata in un intricato – e non del tutto rivelato – disegno del Male, che si esplica attraverso le sinistre apparizioni di persone defunte misteriosamente nei dintorni della casa. Evidentemente innamorata dell’affascinante Miles, nonostante la sua tenerissima età, la protagonista si decide a proteggere lui e la sorellina da qualsiasi entità, accorgendosi troppo tardi che, più che vittime, Flora e Miles potrebbero essere dei complici a tutti gli effetti. La prosa è raffinata e la sintassi molto ricercata, soprattutto nelle descrizioni del bellissimo Miles, tanto innocente e angelico quanto pericoloso.

La citazione: Benché io abbia rinunciato a esigere la tua compagnia (sei così al di sopra di me), io almeno ne godo moltissimo. Altrimenti per quale altro motivo rimarrei? – Amava, quella donna, amava senza ammetterlo, amava senza poterlo fare. E se ne tormentava.

Morale della favola: Il Male di cui è intriso il romanzo è più nella mente del lettore che nelle varie sequenze delle apparizioni: è insostenibile perché incastrato in un contesto magico, è spaventoso perché è invisibile, dominante e dannatamente vicino al cuore di due bambini apparentemente perfetti.

 Voto: 8+

Consigliato a: lettori seriali che cercano una nuova perla per arricchire la propria biblioteca.

* * *

(Something new – 2011)
Chi è Mara Dyer (Michelle Hodkin)
 – Primo di una trilogia parzialmente inedita, questo thriller paranormale si apre con una seduta spiritica che la protagonista fa con le amiche, utilizzando una tavola Ouija: è la tavola a rivelare che le altre due ragazze sarebbero morte per mano di Mara. Sei mesi dopo, Mara Dyer si sveglia in un ospedale, senza memoria, e scopre che le amiche e il suo ragazzo hanno perso la vita. Comincia così ad avere delle visioni e, temendo che non si tratti di un semplice disturbo post-traumatico da stress, chiede ai suoi genitori di trasferirsi. Nella nuova città, però, le cose sembrano addirittura peggiorare: conosce il misterioso ed affascinante Noah Shaw, ma tutte le persone che Mara odia iniziano a morire esattamente nel modo che lei immagina. Nel frattempo, le visioni si fanno sempre più spettrali e spaventose, avvicinandola all’uso degli psicofarmaci e all’improvviso ricordo della notte in cui i suoi cari hanno perso la vita: che ruolo ha giocato la sua mente? E cosa nasconde Noah dietro l’aria ribelle e scostante?

La citazione: “Ma se non fosse per la mia lingua lunga, nessuno saprebbe che il colpevole di tutti gli omicidi è una persona di diciassette anni, grande fan dei Death Cab for Cutie. E nessuno saprebbe che, da qualche parte là fuori, la stessa persona ha la media dell’otto a scuola e all’attivo quasi lo stesso numero di vittime. Invece è importante che voi lo sappiate, se non volete essere i prossimi.” – Con un prologo così, la curiosità nasce spontanea.

Morale della favola: Il linguaggio semplice non penalizza la storia anzi, la rende scorrevole e molto intrigante, con un susseguirsi di immagini che farebbero invidia alla sceneggiatura di un buon telefilm.

Voto: 7

Consigliato a: giovani-adulti, tra i 16 e i 22 anni, che hanno ancora un pizzico di passione per le storie d’amore mescolate al mistero e al soprannaturale.

* Rullo di tamburi *

Il verdetto: Il fascino pericoloso del piccolo Miles batte per lessico e per struttura la temibile Mara Dyer, la cui trama è però leggermente più avvincente. In attesa del completamento della storia, però, il premio del giorno va a Giro di vite, per esperienza, per le parole belle, per il cuore che esplode nel finale.

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