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	<title>Dubito.it</title>
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	<description>Portale di informazione onLine diretto da Pietro Magri</description>
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		<title>Periodo &#8220;macchie&#8221;, proviamo a cavalcare l&#8217;onda</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 08:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[DU-BET-IAMO]]></category>
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		<description><![CDATA[Amici scommettitori ultimamente è davvero un brutto periodo per giocare le bollette. Non bastassero neve e gelo a rovinare i nostri piani di vincita, ci si stanno mettendo numerosissime “macchie” di giornata che puntualmente fanno saltare in area i nostri sogni di gloria. La vittoria del Lecce con l’Inter, o il 2 del Chievo a Novara, sono solo due esempi di come, per quanto ci scervelliamo a studiare sistemi per vincite “sicure”, c’è sempre la variabile delle “macchie” a rendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px; border-width: 5px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://cdn.blogosfere.it/calciomalato/images/calcio%20e%20scommesse.gif" alt="" width="280" height="188" />Amici scommettitori ultimamente è davvero un brutto periodo per giocare le bollette. Non bastassero neve e gelo a rovinare i nostri piani di vincita, ci si stanno mettendo numerosissime “macchie” di giornata che puntualmente fanno saltare in area i nostri sogni di gloria. La vittoria del Lecce con l’Inter, o il 2 del Chievo a Novara, sono solo due esempi di come, per quanto ci scervelliamo a studiare sistemi per vincite “sicure”, c’è sempre la variabile delle “macchie” a rendere il tutto vano. In questi casi, oltre a giocare scommesse che reputiamo facili da indovinare, bisogna cavalcare l’onda e buttarsi a capofitto nel mare dei risultati normalmente improbabili. Fatta tale premessa, ecco la mia proposta formata da un misto di pronostici facili e pronostici azzardati.<span id="more-2619"></span></p>
<p>Partiamo dai facili:</p>
<p>Roma – Inter gol (1.70). Il motivo di tale scelta è presto detto, la Roma ha la peggior difesa tra le prime sette in classifica, ed è inoltre il reparto a cui Luis Enrique dedica minor cura. L’Inter invece, viene dai quatto gol presi con il Palermo e da altrettanti fatti. Oltre tutto a Roma questa partita ha sempre regalato tanti gol negli ultimi campionati.</p>
<p>Juventus – Siena 1 (1.30). La Juventus ha voglia di tornare a vincere dopo la bufera di neve e polemiche di Parma. Conte schiera la formazione tipo, nonostante la sfida di mercoledì in coppa Italia con il Milan. Il Siena ha uno score esterno da brividi, 4 pareggi e 6 sconfitte.</p>
<p>Palermo – Atalanta 1 (1.82). Acque finalmente calme in casa rosanero. Mutti dopo i 7 punti nelle ultime 3 partite e soprattutto dopo la convincente prestazione esterna con l’Inter, può iniziare a lavorare con più serenità. Con Zamparini impegnato più a raccattare investitori arabi che concentrato sulle sorti della squadra, il Palermo può esprimere le sue qualità senza alcun tipo di pressione interna. Senza contare che i siciliani hanno fin qui conquistato ben 24 punti, su i 27 in classifica, al Barbera.</p>
<p>Ed ora veniamo alle cosiddette “macchie”:</p>
<p>Fiorentina – Udinese 1 (2.45). La Fiorentina rispetto all’Udinese ha più giorni di riposo nelle gambe avendo rinviato la partita mercoledì. Inoltre mentre l’Udinese ha un rendimento casalingo da squadra scudetto, in trasferta ha un andamento altalenante da zona retrocessione.</p>
<p>Lecce – Bologna X (3.10). Come per la Viola, anche il Bologna ha il vantaggio di non aver giocato nell’infrasettimanale rispetto al Lecce. Ma i pugliesi sono in netta ripresa, a confermarlo è la vittoria contro l’Inter e la convincete prestazione al Friuli nonostante la sconfitta.</p>
<p>Ultima proposta Novara – Cagliari 2 (2.65). I piemontesi sono in crisi nera di risultato e di gioco. Il cambio alla guida tecnica non sembra aver portato grossi cambiamenti, e il Cagliari vittorioso con un roboante 4 a 2 con la Roma era forse il peggior avversario in questo momento.</p>
<p>Ricapitolando la multipla che vi proponiamo è:</p>
<p>Roma – Inter   Gol (1.70)</p>
<p>Juventus – Siena   1 (1.30)</p>
<p>Palermo – Atalanta   1 (1.82)</p>
<p>Fiorentina – Udinese   1 (2.45)</p>
<p>Lecce – Bologna   X (3.10)</p>
<p>Novara – Cagliari   2 (2.65)</p>
<p>Con 3 euro se ne vincerebbero 276,90 (comprensivi del bonus)</p>
<p>Quote: www.intralot.it
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		<title>È morto Ben Gazzara</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 13:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Imma Libertino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinedubito]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>

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		<description><![CDATA[La legge non mi fa paura, qui lo stato sono io….è una delle famosi frasi pronunciate dell’indimenticabile  Professore &#8216;e Vesuviano, il ruolo più importante di Ben Gazzara, morto stamattina a New York all’età di 81 anni, da lungo tempo malato a causa del cancro al pancreas. L’attore italoamericano, nato nel 1930 da immigrati siciliani, ha avuto un lunga carriera, cominciata sui palchi di Broadway con la Gatta sul Tetto che scotta, diretto da Elia Kazan, dramma che avrebbe dovuto interpretare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" src="http://www4.pictures.zimbio.com/gi/Ben%20Gazzara%202011%20National%20Board%20Review%20Motion%20EIj38hNGPoOl.jpg" alt="" width="215" height="296" />La legge non mi fa paura, qui lo stato sono io</em>….è una delle famosi frasi pronunciate dell’indimenticabile  <strong>Professore &#8216;e Vesuvian</strong>o, il ruolo più importante di <strong>Ben Gazzara</strong>, morto stamattina a New York all’età di 81 anni, da lungo tempo malato a causa del cancro al pancreas.</p>
<p>L’attore italoamericano, nato nel 1930 da immigrati siciliani, ha avuto un lunga carriera, cominciata sui palchi di Broadway con la <em>Gatta sul Tetto che scotta</em>, diretto da Elia Kazan, dramma che avrebbe dovuto interpretare anche sul grande schermo se il volto attraente di Paul  Newman non avesse avuto la meglio. Il suo naso da pugile e lo sguardo intenso erano più adatti a  ruoli da duro come quello del 1957 in <em>Un uomo sbagliato</em> nel quale interpreta un ex allievo di una scuola militare o in quello di<em> Anatomia di un omicidio </em>(1959), accanto a James Stewart, nel quale è un tenente accusato di omicidio.<span id="more-2603"></span></p>
<p>La collaborazione con l’amico e regista John Cassavetes, gli darà le sue intepretazioni più notevoli come quella in<em> Mariti</em> (1970) insieme a Peter Falk e <em>La sera della prima </em>(1977)</p>
<p>La consacrazione in Italia arriva nel 1986, grazie al ruolo del boss mafioso ispirato alla figura di <strong>Raffaele Cutolo</strong>, interpretato in <strong><em>Il Camorrista</em></strong>, esordio alla regia di <strong>Giuseppe Tornatore.</strong>Un personaggio diabolico, perverso, al quale Gazzara dona un’ambigua grandezza, una brutalità che suscita sgomento e  repulsione per un film che è a metà tra azione e sceneggiata.</p>
<p>Lavora in molti altri film come <em>Il grande Lebwoski</em>(1998) <em> Illuminata</em> di John Turturro(1998) e <em>The Summer of Sam</em> (1999)  di Spike Lee , fa un piccola apparizione nel 2003 in <em>Dogville</em> di Lars Von Trier con Nicole Kidman e negli ultimi anni ha partecipato a diverse serie televisive italiane come <em>Giovanni Paolo II</em> (2005) e  <em>L’Onore e il Rispetto</em> (2009)</p>
<p>Un attore che si è prestato a mille volti e che come tutti i grandi interpreti possiede nel suo curriculum, quel ruolo che lo rende riconoscibile al grande pubblico, al quale, quando rivede il suo viso, risuona in testa la melodia memorabile di <strong>Nicola Piovani</strong> che ha fatto di un film un mito e di un attore una leggenda.
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		<title>Napoli – A luglio la pista ciclabile più lunga del mezzogiorno</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Arfè</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Testata]]></category>
		<category><![CDATA[De Magistris]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente si respira aria di sana civiltà. Anche Napoli, sarà ben presto fornita di una pista ciclabile, che stando a quanto afferma il Sindaco Luigi De Magistris, durante la cerimonia inaugurale del 19 gennaio in Viale Kennedy, sarà “la pista ciclabile più lunga del Mezzogiorno. Sono 20 km, che vanno dalla porta del parco di Bagnoli fino a Piazza Garibaldi.” Davvero un bel provvedimento visto che, oltre a far la gioia di molti napoletani salutisti, una scelta di questo tipo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.a-napoli.com/wp-content/uploads/2012/01/pista-ciclabile-napoli.jpg" alt="" width="324" height="225" />Finalmente si respira aria di sana civiltà. Anche Napoli, sarà ben presto fornita di una pista ciclabile, che stando a quanto afferma il Sindaco Luigi De Magistris, durante la cerimonia inaugurale del 19 gennaio in Viale Kennedy, sarà “<em>la pista ciclabile più lunga del Mezzogiorno. Sono 20 km, che vanno dalla porta del parco di Bagnoli fino a Piazza Garibaldi</em>.”<br />
Davvero un bel provvedimento visto che, oltre a far la gioia di molti napoletani salutisti, una scelta di questo tipo genererà inevitabilmente il giusto stimolo ad utilizzare e vivere la nostra città, in maniera “ecologicamente sostenibile”.<span id="more-2573"></span></p>
<p><img class="alignright" style="border-style: initial; border-color: initial;" src="http://napoli.repubblica.it/images/2012/01/19/133420083-5d439daa-3105-48b3-a23d-2e7231981cab.jpg" alt="" width="335" height="223" /></p>
<p>Il tutto comporterà un investimento di un milione e 200 mila euro e la pista che attraverserà tutta la città, verrà integrata ai diversi mezzi pubblici come la metropolitana, funicolare, bus e tram. Ma la notizia che più ci aggrada, è che non sarà previsto nessun supplemento da applicare alle biciclette, quindi sarà possibile trasportarla gratuitamente.<br />
I punti collegati alla pista ciclabile, saranno precisamente il porto, il lungo mare, il centro storico, la stazione centrale e il quartiere di Bagnoli. Più in là, si spera di allungare la pista fino al quartiere di San Giovanni.<br />
Il percorso ciclabile verrà realizzato in parte sui marciapiedi già esistenti, ma che subiranno un rifacimento, ed in parte sulle carreggiate stradali. Potremmo dire che l’obiettivo primario di questa iniziativa sarà sicuramente quello di predisporre la città ad una nuova e più ecologica fruizione, ma anche di incentivare in questo modo il turismo, visto che il percorso raggiungerà aree di interesse storico-monumentale, parchi giochi, aree pedonali e tutti gli altri luoghi di intrattenimento.<br />
Il termine dei lavori sarà previsto entro luglio e dunque il Sindaco promette di ultimare l’opera in 7 mesi. Speriamo solo di riuscire a “tenerci” queste innovazioni piuttosto di continuare a dimostrare la nostra inciviltà, usurpando quanto di buono viene proposto!
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		<title>Donne che imitano gli uomini (e viceversa).</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gelsomina Prositto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[darwin]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[metrosexual]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando una ragazza romana intervistata da una giornalista di Studio Aperto invita gli italiani a recarsi nella Capitale per guardare la neve, vi fate delle domande… perché, contemporaneamente, il consiglio nazionale del giorno è quello di non partire. Quando nello stesso servizio mostrano il Papa che guarda la nevicata dalla finestra e, poco dopo, un gruppo di suore che si tirano palle ghiacciate… beh, di domande ve ne fate anche altre, perché se vostra nonna dice che a San Biagio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" src="http://data.whicdn.com/images/19994888/247372_190567450991651_100001151913234_433733_2457489_n_large.jpg" alt="" width="252" height="374" />Quando una ragazza romana intervistata da una giornalista di Studio Aperto invita gli italiani a recarsi nella Capitale per guardare la neve, vi fate delle domande… perché, contemporaneamente, il consiglio nazionale del giorno è quello di non partire.</p>
<p>Quando nello stesso servizio mostrano il Papa che guarda la nevicata dalla finestra e, poco dopo, un gruppo di suore che si tirano palle ghiacciate… beh, di domande ve ne fate anche altre, perché se vostra nonna dice che a San Biagio il sole è d’obbligo, qualcosa non quadra davvero.</p>
<p>Le mie conclusioni sono tre:<span id="more-2589"></span></p>
<p>1. Ve lo dicevo di non fidarvi troppo dei santi!</p>
<p>2. Procuratevi un camino (bello almeno quanto il mio).</p>
<p>3. Le vecchie tradizioni? Le vecchie abitudini? Lasciatele perdere: Maya permettendo, i poli magnetici si sono già capovolti, ma molto più antropologicamente di quanto pensassi.</p>
<p><strong>Esempi:</strong> posti fissi che diventano noiosi, italiani che non impazziscono per la pasta (<em>presente!</em>), calciatori che si infortunano non appena arrivati in squadra (vedi Merkel), biondi intelligentissimi e “ma” e “però” che possono orridamente essere pronunciati insieme. La cosa degna di nota, però, è la graduale inversione di tendenza nell’evoluzione dei sessi.</p>
<p>Ricordate quando le donne erano casalinghe… punto e basta? Avete presente quando la loro <em>libera uscita</em> altro non era che la messa della domenica o il parrucchiere del venerdì? Quelle donne che erano state ragazzine timide o pseudo-ribelli, ragazzine da avvicinare e conquistare con la facilità di un gettone inserito nel juke-box. Quelle ragazzine che avevano pianto lacrime amare per i litigi con papà e le gelosie verso la sorella; le stesse che avevano tossito per una sigaretta rubata; le stesse che erano state baciate su labbra timorose, sporche del rossetto rosso della mamma.</p>
<p>Ve le ricordate? Ecco, dimenticatele.</p>
<p>Ci sono donne, oggi, che a messa non ci vanno e che hanno imparato a passare la piastra in ceramica sui propri capelli. Hanno l’iPhone o il Blackberry e fanno palloncini con le gomme da masticare. Ci sono donne che bevono caffè ed altre che lo preparano dietro il bancone di un bar, donne che insegnano ed altre che studiano. Ce ne sono alcune che governano (d’accordo, non proprio in Italia), altre che dirigono e sanno fare pure le mamme; ci sono quelle che fanno da babysitter per comprare un libro da leggere.</p>
<p>Ci sono donne che scrivono e che, udite udite, pensano. Donne che baciano e che conquistano, donne che se vogliono qualcosa sfidano se stesse e lo ottengono.</p>
<p>Ci sono quelle con il portafogli pieno ed il cuore solitario, quelle con il cuore che scoppia d’amore ed il portamonete in crisi, quelle che indossano una salopette e dipingono casa e quelle che montano da sole i mobili dell’IKEA. Ci sono donne che si sposano tardi o che non si sposano proprio, donne che a San Valentino hanno in programma esoneri di Analisi Matematica, donne che inventano equazioni e amano lo stesso; ragazze un po’ cresciute- e sempre dolcemente bambine –che bevono qualcosa con le amiche, che fanno shopping terapeutico e portano i preservativi nella borsa… perché magari non hanno paura del piacere e dei giudizi della gente.</p>
<p>Dall’altro lato, poi, ci sono gli uomini. Ve li ricordate quegli uomini-maschi? Gli uomini che portavano a casa lo stipendio ed il bucato da lavare, quelli burberi e fin troppo convinti della loro superiorità. Ecco, dimenticateli (per fortuna!): l’uomo del futuro si chiama <em>metrosexual</em>, l’eterosessuale metropolitano. Veste bene, ha un buon profumo, si fa le sopracciglia, cura i capelli e la pelle, lascia che la barba gli dia un aspetto “finto-trasandato”, sa cucinare, porta la sciarpa e legge libri di filosofia.</p>
<p>Non immaginate nemmeno quanto mi piaccia il modo in cui stanno iniziando ad andare queste cose: se fossimo a Londra o negli Stati Uniti di sicuro sarebbe tutto molto più realistico ed evidente.</p>
<p>Voi pensateci, intanto. Magari è questa l’evoluzione di cui parlava il mio amico Darwin. La <em>donna-uomo</em> e l’<em>uomo-donna</em>: in fondo, a chi non piacciono gli intriganti giochi di ruolo?
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		<title>“The help”: il razzismo secondo le massaie. Un punto di vista particolare e non generale</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Iovino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è una pellicola tutt’altro che scontata, retorica o peggio ancora politically correct circa il tema della segregazione fra bianchi e negri in America, un tema generalmente raccontato in maniera trasversale;  piuttosto nel film si parte da un contesto particolare quale la condizione delle aiutanti afroamericane, enucleando la condizione senza dignità a cavallo fra i cinquanta e i sessanta. La narrazione avviene alternando situazioni drammatiche a situazioni scanzonate mai banali, accompagnando lo spettatore in questo sali-scendi emozionale, e quando tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" src="http://www.ohnikka.com/wp-content/uploads/2011/08/The-Help-movie-review.jpg" alt="" width="281" height="282" />Questa è una pellicola tutt’altro che scontata, retorica o peggio ancora politically correct circa il tema della segregazione fra bianchi e negri in America, un tema generalmente raccontato in maniera trasversale;  piuttosto nel film si parte da un contesto particolare quale la condizione delle aiutanti afroamericane, enucleando la condizione senza dignità a cavallo fra i cinquanta e i sessanta. <span id="more-2576"></span>La narrazione avviene alternando situazioni drammatiche a situazioni scanzonate mai banali, accompagnando lo spettatore in questo sali-scendi emozionale, e quando tutto sembra presagire l’inevitabile luttuosità degli assassini, delle intimidazioni, delle discriminazioni del klu klux klan, il film si rende sorprendente. E’ piacevole notare come la fisionomia degli attori renda ancora più credibili le situazioni, sembra davvero di avere a che fare con i faccioni  segnati dalla sofferenza, ma felici di camminare con Dio ai tempi del blues del macinino. Questo è qualcosa di diverso rispetto alle pellicole dove vediamo le faccette lisce di starlette mutuate dal pop al cinema, attaccate alla dieta e alle creme di bellezza.  Le protagoniste sono donne negre che si sentono condannate al proprio destino dalla nascita <em>“Riesci ad immaginare un futuro diverso che non sia la cameriera?”</em>. La letteratura di inizio novecento ci ha abituati all’idea della massaia di origini africane nelle ricche case dei lords.</p>
<p>Mentre l’Europa era impegnata nella ricostruzione post-bellica, l’America era fortemente presa dagli eventi convulsi della integrazione razziale che passerà proprio dall’accettazione e dal riconoscimento dei diritti ai negri. In questo periodo la società americana è ricca e sferzata dall’innovazione, sia tecnica che culturale, ed è proprio in queste condizioni, come si propone di raccontare il film, che si semina per il cambiamento. <em>“Noi alleviamo i figli dei ricchi bianchi”</em> racconta una massaia negra. Figli trascurati dalle madri incapaci, questi stessi figli sono istruiti <em>“Per l’amor di Dio, lei è una donna bianca di  ventitré anni colta e istruita, si cerchi un appartamento”</em>. L’istruzione ed il fermento dei tempi è il volano che da a questa generazione, erede di una cultura elitaria, razzista e piena di taboo, l’ardire di riconoscere alle massaie il ruolo sociale ed educativo, per l’appunto <strong>l’aiuto</strong>, attraverso la concessione dei diritti e della dignità a tutti i negri. Di questo si farà carico una giovane stagista presso un giornale locale, la quale pregna dell’esperienza personale, decide di seminare il cambiamento come può, con la penna, in epoca non sospetta di blog e giornali on line.
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		<title>&#8220;Give Me All Your Luvin&#8221;, ultima creazione di Madonna</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[album]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Fresco fresco d’uscita il nuovo video del nuovo brano di Madonna, diretta dal regista MegaForce, in collaborazione con M.I.A e Nicki Minaj: Give Me All Your Luvin’, che si presenta come singolo apripista del prossimo album della Regina, M.D.N.A (in uscita il 26 Marzo 2012, e che conterrà ben quindici tracce nella sua versione Standard, tre in più nella Deluxe). In attesa, quindi, della sua esibizione di questa Domenica allo stadio Indianapolis, per il debutto del SuperBowl statunitense (per chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" src="http://a8.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/398670_318725084832011_216244121746775_822853_576925816_n.jpg" alt="" width="288" height="288" />Fresco fresco d’uscita il nuovo video del nuovo brano di Madonna, diretta dal regista MegaForce, in collaborazione con M.I.A e Nicki Minaj: Give Me All Your Luvin’, che si presenta come singolo apripista del prossimo album della Regina, M.D.N.A (in uscita il 26 Marzo 2012, e che conterrà ben quindici tracce nella sua versione Standard, tre in più nella Deluxe).<br />
In attesa, quindi, della sua esibizione di questa Domenica allo stadio Indianapolis, per il debutto del SuperBowl statunitense (per chi non lo sapesse, è l’incontro di Football più importante, dove si assegna il titolo di campione della National Football League), la nostra lolita si getta nello spirito sportivo, cercando di accattivare le masse con questo suo tentativo.<span id="more-2592"></span></p>
<p>Quasi trent’anni di carriera musicale alle spalle, l’ormai acclamata Regina del Pop Mondiale, veste i panni di una giocatrice di football, insieme alle sue colleghe M.I.A (cantante rap/hip-hop inglese) e l’esordiente Nicki Minaj (rapper statunitense).<br />
Il concept del video è spiegato già dal suo inizio, dove appaiono le scritte “I fans possono farti diventare famoso, un contratto può farti diventare ricco, la stampa può renderti una Superstar.. MA SOLO L’AMORE TI RENDE UN GIOCATORE”. Ecco quindi che il video vedrà una Madonna miracolosamente ringiovanita, che prima muove una carrozzina, poi si butta nella mischia dei giocatori di Football e poi si re-inventa vestendo i panni di una donna normale degli anni ’80-’90. E la bellezza del video sta proprio in questo: l’essere capaci dopo trent’anni di rappresentare un personaggio sempre uguale a sé stesso. Madonna ha dato prova ancora una volta di non essere cambiata né per i gusti musicali della società che cambia né per le pretese delle case discografiche, ma, anzi, ha dato prova di rimanere sempre quell’icona pop mondiale anni ’90 che tanto ci è piaciuta, di continuare a creare mode, di continuare a dettare legge. <img class="alignright" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 8px; margin-right: 8px;" src="http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/428369_318725324831987_1780155270_n.jpg" alt="" width="274" height="194" /></p>
<p>La canzone sarà disponibile per il download e sarà inviata alle radio internazionali a partire dal 3 Febbraio 2012.<br />
Non ci resta quindi che aspettarci di tutto da questa nuova Madonna-fever che prenderà sicuramente tutti coloro che apprezzano la musica pop un po’ retrò. Una Madonna ringiovanita, una superstar che ritorna, una canzone fresca e orecchiabile, un video sexy e provocante: il mix perfetto per iniziare.<br />
Che la M.D.N.A era abbia inizio.</p>
<p>Articolo scritto da Giuseppe Russo!
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		<title>L&#8217;arbitro non fa i 3 punti</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[arbitri]]></category>
		<category><![CDATA[fischietti]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’inverno più freddo degli ultimi venticinque anni, le bufere di neve non sono le uniche a colpire il bel paese. Da mercoledì, infatti, anche le bufere arbitrali hanno ufficialmente iniziato la loro stagione. La lamentela verso gli “uomini in nero”, è uno sport prettamente italiano, che ci vede campioni del mondo indiscussi. Puntualmente all’apice di ogni periodo negativo, o dopo sconfitte considerate ingiuste, si parte con i piagnistei del dopo gara. Ultimi protagonisti di questa speciale categoria, sono stati il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px; border-width: 5px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQXosstQoIZF2MmEaPVakdIGKoHE3A0elz-8xGFvlmsRlvyBP0A" alt="" width="234" height="193" />Nell’inverno più freddo degli ultimi venticinque anni, le bufere di neve non sono le uniche a colpire il bel paese. Da mercoledì, infatti, anche le bufere arbitrali hanno ufficialmente iniziato la loro stagione.</p>
<p>La lamentela verso gli “uomini in nero”, è uno sport prettamente italiano, che ci vede campioni del mondo indiscussi. Puntualmente all’apice di ogni periodo negativo, o dopo sconfitte considerate ingiuste, si parte con i piagnistei del dopo gara. Ultimi protagonisti di questa speciale categoria, sono stati il Milan e il Napoli. Le due compagini, al termine delle gare del turno infrasettimanale, sono partite subito all’attacco sulle decisioni arbitrali, colpevoli, a loro dire, dei rispettivi risultati negativi. <span id="more-2579"></span>La palma di vincitore però è spettata a Mazzarri, vero e proprio fenomeno in questa competizione, che è rimbalzato da un’intervista all’altra citando una lunga serie di torti che avrebbero penalizzato lui e il Napoli. Peccato che il mister abbia dimenticato sia di parlare dell’aspetto tattico, che vede il Napoli ormai in crisi di risultati (inutile nascondersi dietro la scusa delle tre competizioni, lo si sapeva in campagna acquisti in estate) e incapace di esprimere un gioco decente, sia di tutti i “favori” arbitrali fin qui ricevuti.</p>
<p>Il mio però non è un attacco che vuole colpire il singolo, ma l’intero sistema. Tralasciando il caso soggettivo, e precisando che ritengo Mazzarri comunque un eccellente allenatore, mi preme sottolineare come questa sia una prassi comune un po’ a tutti i coach italiani. Ovvio che gli arbitri, nel loro mestiere di prendere decisioni, tal volta sbaglino penalizzando qualcuno. Ma è pur vero che gli arbitri non sbagliano sempre in un&#8217;unica direzione, e se la domenica precedente l’arbitraggio è stato favorevole può capitare che in quella successiva ti rechi un danno. Spesso si dimentica che gli arbitri sono uomini, e quindi errare è insito nella loro natura. Molto più spesso si dimentica che loro, anche se ben pagati, sono chiamati a prendere decisioni in un clima che prevede: ventidue nemici in campo, perché i calciatori scendono in campo andando contro il direttore di gara a priori, due allenatori stressati, perché da noi o vinci o non sei nessuno, e una media che va dai ventimila ai sessanta mila spettatori, il cui unico scopo è metterti sotto pressione e fischiarti a prescindere. Tutto ciò mentre noi siamo a casa con il nostro popò spaparanzato sui divani o sulle poltrone al caldo, davanti ad una pay-tv che viviseziona ogni gol, fuorigioco o fallo, e “loro” invece devono decidere istantaneamente controllando tutto e tutti su un terreno di gioco di circa 100 m per 70 m.</p>
<p>Sia ben chiaro che non sono qui a difendere gli arbitri, anzi. I fischietti italiani, che reputo comunque tra i migliori al mondo, sono composti dalla stragrande maggioranza di presuntuosi che vogliono fare le prime donne, dimenticando che possono contare sulla collaborazione di altri tre colleghi (i due guardalinee e il quanto uomo ndr), e che difficilmente ammettono di aver sbagliato crogiolandosi nella loro presunzione di essere infallibili. Ma nemmeno posso accettare tecnici, che dopo il triplice fischio, si scagliano contro di loro senza prima ammettere che la prestazione della squadra è stata insufficiente, o senza fare un’analisi tattico – tecnica sugli errori commessi dai giocatori e capire i motivi per i quali la palla non è entrata dentro grazie al proprio gioco e alle proprie forze.</p>
<p>Insomma il vizietto tutto italiano della lamentela arbitrale non ci fa ne comprendere gli sbagli della squadra, né ci fa evolvere come sportivi. Sinceramente, come dice un vecchio detto sportivo tal volta abusato e inflazionato, credo che alla fine della stagione torti e favori arbitrali vanno più o meno in pareggio, e quindi fare tutte queste moine durante il campionato serva solo a mascherare problemi che prima o poi usciranno a galla.
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		<title>Senza posto fisso? Fisso senza posto!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Liguori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quarta Parete]]></category>
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		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Le affermazioni di Monti sulla “monotonia” del posto fisso hanno scatenato una valanga di polemiche, a mio avviso almeno in parte gratuite. Il Premier non ha semplicemente detto che il posto fisso non c’è più, e che è pure noioso, ma ha anche aggiunto che “è bello cambiare ed avere delle sfide, purché siano in condizioni accettabili, e questo vuol dire che bisogna tutelare di meno chi oggi è ipertutelato,  e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" src="http://static.blogo.it/tvblog/mariomontimatrix.jpg" alt="" width="352" height="236" />Le affermazioni di Monti sulla “monotonia” del posto fisso hanno scatenato una valanga di polemiche, a mio avviso almeno in parte gratuite. Il Premier non ha semplicemente detto che il posto fisso non c’è più, e che è pure noioso, ma ha anche aggiunto che “è bello cambiare ed avere delle sfide, purché siano in condizioni accettabili, e questo vuol dire che bisogna tutelare di meno chi oggi è ipertutelato,  e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo o  non riesce ad entrare nel mercato del lavoro”. Ecco, detta così fa tutto un altro effetto, vi pare?<span id="more-2561"></span></p>
<p>Io non sono un entusiasta sostenitore di questo Governo tecnico, ma neanche mi piace accodarmi alle voci di biasimo che si sono levate in questi giorni per uno spezzone di frase analizzato fuori contesto. Io mi trovo sostanzialmente d’accordo con Monti, almeno in linea teorica: non mi alletta l’idea di fare lo stesso lavoro per 40 anni. Non mi alletta neanche l’idea di restare disoccupato a vita. Ed il problema è proprio questo: la possibilità che hanno i giovani di entrare nel mondo del lavoro è remotissima, e la possibilità che non vi entrino solo per essere sfruttati e ricattati per qualche mese è ancora più remota. I numeri parlano chiaro: il 31% dei giovani è disoccupato. Ciò non vuol dire che un ragazzo su tre non lavora, ma che su tre ragazzi che cercano lavoro, uno non riesce a trovarlo. Se a questo gruppo sommiamo la percentuale dei ragazzi che, ad esempio, vanno all’università come copertura per la nullafacenza (sono molti più di quel che si possa immaginare, ognuno di noi ne conosce almeno un paio), o i ragazzi NEET (Not in Education, Employment or Training), che in Italia sono due milioni, ci rendiamo conto che sono davvero tanti i ragazzi che vorrebbero lavorare e che non trovano posto.</p>
<p>Le esperienze che soprattutto noi giovani del sud abbiamo fatto ce lo hanno insegnato: andare a lavorare per un mese o due da qualche parte, sotto la perenne minaccia del licenziamento o del non-rinnovo, per poi venire puntualmente silurati al termine del contratto. Call-center, baby-sitteraggio, volantinaggio, cameriere nel week-end, e così via. La situazione più critica è quella degli studenti universitari: le tasse sono alle stelle, prendere i mezzi pubblici costa, figuriamoci l’auto, per i fuori sede gli affitti sono un salasso, le borse di studio sono poche e vengono erogate con anni di ritardo. Oltre che una palese violazione del diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, queste situazioni rendono ancora più stressante e difficile il cammino universitario, alla faccia di quello sfigato di Martone, che avrebbe fatto molto meglio a tenere la sua bocca di raccomandato di ferro chiusa.</p>
<p>Tuttavia, il modo per trovare subito un posto di lavoro c’è, e lo conosciamo tutti: bisogna sganciare. Sia che si parli di un concorso in banca o alla Guardia di Finanza, la ferma breve, il posto in fabbrica o nel supermercato, all’acquedotto o alle Poste, si trova sempre il prezzo giusto. Poi, naturalmente, se si è “figli di”, il posto lo si trova “a prescindere”. L’esistenza di queste prassi criminali è direttamente collegata alla disoccupazione giovanile, perché va avanti solo chi deve andare avanti, alla faccia della meritocrazia. Noi tutti lo sappiamo, sto scoprendo l’acqua calda, ma oltre che bestemmiare e maledire l’Italia, non si fa mai niente. Anzi, spesso spinti dalla disperazione ci si piega, ed accettiamo di pagare o di dare il voto a chi ci promette il posto.</p>
<p>Il vero problema, in Italia, non è la monotonia di Monti o le ultime manovre del Governo tecnico. Non vorrei che qualcuno cascasse nella trappola che ci stano tendendo tutti i partiti: loro, che hanno rovinato l’Italia, cercano di far ricadere tutte le colpe su Monti, che sta agendo in un modo certamente opinabile, ma almeno sta provando a fare qualcosa. Il problema vero non sono le banche, i taxi, i camionisti e i poteri forti. O meglio, questi sono problemi importati, ma non sono IL problema. IL problema è uno solo: i disonesti. Quegli italiani furbi che prendono le false pensioni di invalidità, che costruiscono abusivamente, che dichiarano dieci euro l’anno ed hanno la barca a mare. Sarà pure banale, ma finché le persone oneste non inizieranno a combattere contro i furbetti all’italiana non ci sarà futuro.
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		<title>Caivanese-Capua, classico testacoda dalle innumerevoli insidie</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:49:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Magri</dc:creator>
				<category><![CDATA[D come Dilettanti]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[caivanese]]></category>
		<category><![CDATA[capua]]></category>
		<category><![CDATA[delicata]]></category>
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		<category><![CDATA[play]]></category>
		<category><![CDATA[testacoda]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancano meno di quarantotto ore alla sfida tra Boys Caivanese e Capua. La banda gialloverde, agli ordini di mister La Manna, ha disputato un’ottima settimana di allenamento cercando di archiviare velocemente la vittoria di Forio. Il gruppo sa benissimo che i testacoda nascondono innumerevoli insidie, sulla carta quella con il Capua sembra una partita scontata ma certamente non sarà così. La squadra casertana verrà al “Papa” di Cardito per giocare una partita prevalentemente difensiva, ergendo barricate e schierandosi con tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" src="http://www.calcionapoletano.it/wp-content/uploads/2011/12/nettore_foto.jpg" alt="" width="300" height="225" />Mancano meno di quarantotto ore alla sfida tra Boys Caivanese e Capua. La banda gialloverde, agli ordini di mister La Manna, ha disputato un’ottima settimana di allenamento cercando di archiviare velocemente la vittoria di Forio. Il gruppo sa benissimo che i testacoda nascondono innumerevoli insidie, sulla carta quella con il Capua sembra una partita scontata ma certamente non sarà così. La squadra casertana verrà al “Papa” di Cardito per giocare una partita prevalentemente difensiva, ergendo barricate e schierandosi con tutti gli effettivi dietro la linea della palla. La banda gialloverde, incitata incessantemente dai Boys ’01, dovrà essere capace di allargare le maglie della retroguardia avversaria con l’apporto degli esterni difensivi e di centrocampo.<span id="more-2559"></span> La rosa si è allenata a ranghi completi, l’unica defezione riguarda il centrale difensivo Toraldo ancora alle prese con il problema al flessore della gamba sinistra, clinicamente la contrattura si è riassorbita ma la cicatrice muscolare deve riacquisire elasticità. “The Wall”, come è stato ribattezzato dai tifosi il difensore, da martedì dovrebbe riaggregarsi ai compagni. La buone notizie arrivano dal rientro di Mazza che ha scontato il turno di squalifica e Celiento che ha smaltito il problemino al soleo del polpaccio. La Manna, da inizio settimana, ha battuto forte su un punto bisogna accantonare Forio, il tecnico ha ribadito un concetto di una semplicità infinita ma fondamentale, con il Capua non bisogna fallire l’approccio mentale alla gara per non dilapidare quanto di buono fatto fino a qui. <em>“I campionati si perdono con le cosiddette piccole</em> – esordisce La Manna – <em>anche in serie A succede questo, dobbiamo essere bravi a far valere il nostro tasso tecnico superiore. I ragazzi questa settimana hanno lavorato alla grande, applicandosi minuziosamente sui particolari. Saremo supportati dai nostri tifosi che sono convinto, dopo i risultati positivi che stanno contraddistinguendo la mia gestione, assieperanno le gradinate del “Papa” trascinandoci dal fischio d’inizio fino alla fine”.</em> La Manna anticipa le problematiche che potrebbero presentarsi: <em>“La cosa sulla quale stiamo lavorando sono gli schemi d’attacco e di difesa, dovremo essere bravi ad amplificare le loro difficoltà cercando di fare quello che sappiamo fare. Vogliamo mettere la partita sul ritmo e sulla voglia di vincere. Ci crediamo.</em> Il trainer non pensa alla classifica: <em>“Alla fine del torneo vedremo dove saremo arrivati, tutte la partite che mancano dovranno essere affrontate come una finale e poi tireremo le somme”.</em>
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		<title>DUBITO.it INCONTRA IN ESCLUSIVA GEGÈ TELESFORO AL MUSICAL VILLAGE</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Magri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Musical Village dopo aver ospitato nelle proprie sale artisti di riferimento nel panorama musicale del calibro di Alfredo Golino batterista di fama nazionale, Andrea Braido chitarrista di Vasco Rossi, Ciro Caravano dei Neri per Caso, ha impreziosito la lista con Gegé Telesforo. Vocal jazz conosciuto in tutto il mondo, ha tenuto  un seminario che di sicuro avrà lasciato una traccia indelebile nei cuori dei pochi fortunati presenti, in occasione di una master class magistralmente organizzata dai direttori artistici Alessandro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" src="http://www.oltremusica.it/joomla/images/stories/telesforo.jpg" alt="" width="358" height="240" />Il Musical Village dopo aver ospitato nelle proprie sale artisti di riferimento nel panorama musicale del calibro di Alfredo Golino batterista di fama nazionale, Andrea Braido chitarrista di Vasco Rossi, Ciro Caravano dei Neri per Caso, ha impreziosito la lista con Gegé Telesforo. Vocal jazz conosciuto in tutto il mondo, ha tenuto  un seminario che di sicuro avrà lasciato una traccia indelebile nei cuori dei pochi fortunati presenti, in occasione di una master class magistralmente organizzata dai direttori artistici Alessandro Mazza(management) Davide Esposito (batterista) e Ilaria Maglione (coreografa). Telesforo, in un’atmosfera dove la musica ha avvicinato le anime dei presenti, ha dato prova di sapienza artistica e di umanità straordinaria, spiegando prima minuziosamente gli aspetti tecnici, per poi passare a delle jam session con gli allievi. Il jazzista è in tournée, i suoi concerti ruotano intorno alla sua ultima creatura, “So Cool”, il tour sta riscuotendo un notevolissimo successo. Abbiamo rivolto qualche quesito a Gegè con nostra grande soddisfazione.<span id="more-2554"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E’ un piacere incontrare il grande Gegé Telesforo al Musical Village. Cosa ne pensa della struttura che vi ospita?</strong> Grande ospitalità e professionalità nella gestione artistica. Il Musical Village è davvero una bella realtà. La scuola è diretta da grandi professionisti del settore come il batterista Davide Esposito, il quale ha avuto il coraggio insieme ad ilaria Maglione di creare una struttura polifunzionale con studi di registrazione,sale prova, auditorium, aule per la danza e teatro. Tantissimi ragazzi frequentano i corsi di musica, danza e recitazione, il musical village è certamente un punto di riferimento per tutti gli artisti della zona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Secondo lei i Talent Show arricchiscono il mondo della musica?</strong> Dipende dai punti di vista. A mio avviso il beneficio è soltanto di chi vi partecipa e delle case discografiche che producono dischi a ragazzi che diventati popolari in poche settimane. Al giorno d’oggi tutto si muove in funzione del marketing, le major hanno bisogno della televisione e viceversa.</p>
<p><strong>Nel 2012 ha ancora un senso il Festival di Sanremo?</strong> Non molto. Sanremo è concepito in modo provinciale. Soltanto il festival della canzone italiana è una competizione, in altre parti del mondo non esiste la gara. Il Festival  è regolato dalla discografia e dalla potenza del tubo catodico. C’è da dire che per moltissimi artisti Sanremo è un’occasione unica per raggiungere un bacino d’utenza straordinario, tutti potenziali compratori di dischi. <img class="alignright" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" src="http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/428845_317641058273747_216244121746775_820777_1513770020_n.jpg" alt="" width="346" height="259" /></p>
<p><strong>Ha prodotto un fantastico disco “So Cool”. Chi è l’artista più cool del momento?</strong> Vediamo un po’, ci penso. In questo periodo sto ascoltando tanta musica jazz e per me l’artista più cool del momento è <strong>Joshua Redman.</strong></p>
<p><strong>Ha nostalgia del periodo “Arboriano”, mi riferisco prevalentemente alle produzioni come “DOC” e “Marisa la Nuit”?</strong> Ho nostalgia di quella televisione pensata. Era un modo diverso di fare comunicazione. Nell’ultimo periodo ho visto un programma, London Live, che sembra rifarsi al nostro DOC ma la differenza sostanziale sta nella proposta. Al tempo cercavamo di far emergere il sommerso, adesso si fa soltanto promozione.</p>
<p><strong>In questa Televisione c’è spazio per artisti di “nicchia” come Gegè Telesforo?</strong> Credo di si, molto dipende dalle persone preposte a gestire i palinsesti televisivi. Per esempio, il mio amico Stefano Bollani ha avuto uno strepitoso successo su Raitre, questo vuol dire che i programmi ben strutturati e “colti” possono funzionare, basta investire sulla cultura.</p>
<p><strong>Una  curiosità. La gag con Fiorello è stata estemporanea o era tutto simpaticamente preparato?</strong> Sinceramente è stato tutto frutto del momento, mi sono divertito moltissimo. Fiorello è un grande artista.</p>
<p><strong>FONTE: DUBITO.it</strong></p>
<p>
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