La metamorfosi di un uomo e di una farfalla.
Se c’è una disciplina che non sopporto, è la storia. Dopo la religione, infatti, trovo che possa essere uno dei mali che affligge (in)consapevolmente il mondo. Ho una teoria piuttosto bizzarra in merito e non mi aspetto che voi la capiate e/o la condividiate, ma seguite il mio ragionamento: conoscere troppe cose sul passato, può tracciare linee guida errate in previsione del futuro. Come se la storia fosse una vita in potenza e studiarla fosse il tragico modo di trasformarla in un atto concreto; come se, sapere che antiche popolazioni hanno conquistato pagine di libri e pezzi di geografia perfezionando i cervelli e gli armamenti, significasse poter avere il controllo attraverso la guerra.
Una cosa che, invece, amo visceralmente è la metamorfosi perciò, dato che odio e amore vanno a braccetto di questi tempi, ho pensato di offrirvi un milk-shake di storia e cambiamento, una lista-excursus sull’evoluzione di un singolo uomo – tanto meraviglioso quanto misero.
1. La Preistoria dell’uovo – Che sia un ovulo appena fecondato da un temerario spermatozoo o un uovo vero e proprio, l’inizio della vita ha la forma di una grossa cellula calda ed ospitale, buia e protettiva come una caverna piena di graffiti. L’uomo primitivo, lo ricordate? Beato lui, stava una favola. Non sapeva che fare e, come un animale un po’ più intelligente, usciva allo scoperto solo per saziare i suoi impulsi. Non c’erano serpenti ad offrirgli mele e peccati, non c’erano istruzioni dell’Ikea per arredare il suo angolo di pietra, non c’erano fiammiferi e non c’era nemmeno un corso di educazione sessuale. Eppure lui imparò a nutrirsi, sfregò un paio di pietre focaie e capì come riprodursi. Decise che gli serviva qualcosa di più elaborato delle vignette rupestri e allora inventò la scrittura: ruppe il guscio, tagliò il cordone ombelicale, assaggiò il latte, riconobbe intuitivamente la mamma ed il papà, pronunciò qualche suono e tutti i colori gli sembrarono meravigliosi.
Poi il bambino camminò nel mondo.
2. L’Antica Grecia del bruco – Dite quello che vi pare, ma ecco la mia confessione: mi sento molto, molto neoclassica. È che mai assisteremo di nuovo ad una tale splendida coesistenza di curiosità e sapere, di apertura mentale e creatività, di scienza e mitologia, di prove e di errori, di giochi olimpici e poesie saffiche. Come il bruco che passeggia sul terreno, assaporando il piacere di una vita appena cominciata, come il ragazzino che si trova a fare i conti con le sue prime volte, come l’insieme di informazioni che lui riesce a scoprire tutto solo, come le fotografie che mostrereste a tutti, tanto che odorano di bellezza e di nuova armonia.
Poi il ragazzino crebbe.
3. Il Medioevo della crisalide – Quando scoprite di poter cambiare, spesso è già troppo tardi. Vi ritrovate in un corpo che non vi sembra più il vostro, perché è troppo ingombrante, troppo anonimo o semplicemente perché è del sesso sbagliato. Capita che una mattina vi svegliate, vi guardate allo specchio e vi sentite come una strega, mentre lì fuori alle streghe danno proprio la caccia; capita che ci sono i bigotti timorati di Dio, in attesa di un catastrofico anno Mille, e che voi siete improvvisamente intrappolati in una prigione di seta. Ognuno ha il suo Medioevo, basta solo scoprire l’America e porvi fine, presto o tardi.
Poi l’adolescente mutò.
4. L’Illuminismo della farfalla – Distrutti i pregiudizi, c’è solo la luce. Eliminati i chili di troppo, c’è solo un nuovo modo bello di riconoscersi nello specchio. Trovato il libro giusto, c’è solo la voglia di leggerlo. Diventato una leggiadra, razionale, scientifica farfalla, l’adolescente può fare solo una cosa: spiccare il volo e diventare un vero adulto.
Il problema è che, storia docet, dopo l’Illuminismo vennero il Romanticismo e le Grandi Guerre a rovinare il ritrovato equilibrio. La soluzione? Live naïve, vivete ingenuamente, ma di quell’ingenuità buona che fece scoprire il fuoco all’uomo primitivo, quella stessa ingenuità che diede al bambino la capacità di parlare. E, ve ne prego, appena diventate farfalle, cristallizzatevi e non degenerate, non vi fate corrompere dall’illusione di un’ulteriore evoluzione. Dopotutto, la farfalla muore così, colorata e bellissima, senza invecchiare, senza logorarsi l’anima.












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Wow!!!Real nice!!!perfect explanation and nice ending!!!