Lo sciopero dei tir paralizza l’Algida
Caivano.L’Algida chiude provvisoriamente fino a lunedì. Il complesso industriale, sito nella zona Asi di Pascarola frazione di Caivano che offre lavoro a 900 dipendenti circa, causa mancanza di raw material (materie prime ndr) ferma la produzione. E’ un brutto colpo per l’industria leader nel settore ice-cream . Gli operai sono stati informati della serrata dai dirigenti della fabbrica che, in accordo con i sindacati, hanno affisso un comunicato ufficiale in bacheca. La chiusura per il momento si protrarrà fino a lunedì. La società ha stimato che il blocco forzato causerà perdite per svariati milioni di euro che ricadranno sul bilancio dell’Unilever e vedrà il crollo verticale della produttività su base annua. Le cinque giornate lavorative sprecate non potranno ovviamente essere recuperate. Si pensi che in questo momento l’Algida non era nel pieno dell’attività ma erano comunque attive undici linee di produzione le quali consentono di produrre quotidianamente 3 milioni di pezzi che, moltiplicato per i giorni di chiusura, sono davvero un’enormità. Oltretutto, le perdite per mancata produzione sono da aggiungere ad altri costi fissi e variabili che la fabbrica vedrà accumularsi, tra i quali: l’energia elettrica, le perdite di rilavorazione(miscele già preparate che ristagnano nei silos a temperatura costante e controllata che dovranno essere rilavorate ndr). L’aspetto più grave della vicenda vede protagonisti gli operai stagionali che dovevano entrare in fabbrica questa settimana, ebbene, quest’ultimi sono stati invitati a restare a casa fino a quando la situazione non si sbloccherà. Riguardo alla forza lavoro assunta a tempo indeterminato, essa non vedrà decurtato alcunché dalla busta paga, ma questi giorni persi verranno scalati dalle ferie annuali che ogni lavoratore ha a disposizione. La situazione è in divenire, la riapertura è fissata per lunedì ma gli sviluppi negativi dello sciopero potrebbero prolungare lo stop. Non c’è che dire, la protesta dei TIR sta veramente paralizzando l’Italia. Il trasporto merci in Italia dovrebbe essere ridiscusso, non è concepibile che quasi tutto sia condotto su gomma, questo accade soltanto in pochissimi sventurati paesi tra i quali l’Italia.
