Musica ed evoluzione

on gen 26, 13 • by • with Commenti disabilitati su Musica ed evoluzione

(ARTICOLO DI DONATELLA PIETRAFITTA) Darwin definì la musica “uno dei doni più misteriosi di cui l’uomo sia dotato” e provò a dare una risposta che non investisse il campo della filosofia né quello religioso: la musica, o meglio il canto, avrebbe a che vedere con la verbalizzazione e sarebbe stata...
Pin It

Home » News, Notizie flash » Musica ed evoluzione

(ARTICOLO DI DONATELLA PIETRAFITTA) Darwin definì la musica “uno dei doni più misteriosi di cui l’uomo sia dotato” e provò a dare una risposta che non investisse il campo della filosofia né quello religioso: la musica, o meglio il canto, avrebbe a che vedere con la verbalizzazione e sarebbe stata utilizzata in origine per comunicare emozioni; avrebbe pertanto un valore adattativo, sarebbe una delle forme espressive affermatesi nel corso dell’evoluzione in quanto favorenti la socializzazione. Oggi, per tentare di comprendere il ruolo della musica, si è concordi nell’affermare che la fisiologia dell’ascolto precede l’estetica dell’ascolto. Lo scopo delle neuroscienze è proprio quello di fornire una teoria neurobiologica del funzionamento cerebrale attraverso lo studio dei correlati neuronali. In questa direzione è l’avanzamento metodologico ottenuto con l’fRMN, che ha mostrato come la musica attivi specifici circuiti neuronali (proencefalo e certi aggregati del tronco encefalico – locus ceruleus – insieme alle aree corticali fronto-orbitaria ed insulare) comuni ai meccanismi di motivazione e ricompensa (legati ad esempio all’alimentazione e al sesso) che verrebbero utilizzati per garantire la sopravvivenza di processi di selezione naturale. Sappiamo che alla codifica dei segnali neurali (a intervalli regolari il timpano riceve da due suoni una spinta cumulativa) concorrono la melodia, il ritmo e la metrica, tanto che, quando sono sacrificati, vengono privilegiati i connotati di rumore nella sequenza di impulsi diretti al cervello. Alla domanda se la comprensione della musica a livello cerebrale sia il risultato di una lunga esposizione alla musica stessa (dall’infanzia in poi fino agli alti livelli di esperienza dei musicisti) o se, invece, esista nell’essere umano una predisposizione neurobiologica che si è evoluta con l’uomo e che ha permesso la produzione e la comprensione della musica, sembra dare una risposta un recente studio condotto al San Raffaele. Attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale è stata studiata l’attività del cervello in neonati di 24-48 ore di vita quando l’esperienza uditiva alla musica è verosimilmente nulla. Attraverso piccole cuffie i bambini vengono esposti all’ascolto di brani di musica classica del ‘700-‘800 (Mozart, Schumann, Schubert, Chopin, ecc.), ottenendo l’attivazione nell’emisfero destro degli stessi sistemi neurali presenti e attivati negli adulti esposti da tempo alla musica. Se gli stessi brani vengono resi dissonanti, non si attiva più nei bambini l’emisfero destro (quello artistico), bensì reti neurali dell’emisfero sinistro coinvolte nell’analisi e comprensione del linguaggio. Inoltre, elevate capacità musicali sono state mostrate da bambini molto piccoli che sono in grado di percepire cambiamenti di ritmo e differenze di tono, oltre alla capacità di riconoscere una melodia anche se trasposta in una diversa tonalità . Il cervello dei neonati è già sensibile alle differenze tra dissonanza e consonanza musicale. Il cervello si è evoluto in modo tale da possedere, sin dalla nascita, strutture necessarie all’elaborazione di funzioni complesse come la musica, che faciliterebbero la sincronizzazione dei movimenti del bambino con i ritmi materni ancor prima di acquistare capacità linguistiche necessarie per esprimere i propri bisogni. La facilità di elaborazione degli accordi consonanti (ad esempio attraverso il lavoro di neuroni specializzati nella rilevazione dell’intensità del suono e nella discriminazione dell’altezza), soprattutto in presenza di una stoffa timbrica omogenea e compatta, porterebbe a dare un senso all’evento sonoro. E, a seconda di come esso influenza la chimica del cervello, agendo sul livello di dopamina – il neurotrasmettitore che dà la sensazione di benessere – il passo musicale viene diversamente accolto. Infatti, ci si rivolge al bambino con caratteri musicali dai tipici profili melodici e un’evidente accentuazione prosodica della voce, che in lingua inglese prende il nome di “motherese” (mammese). Indipendente dalla diversità delle culture, il mammese è di riscontro universale. Dall’armonia dei suoni emessi dalla madre e percepiti dal bambino come consonanza musicale (prosodia) si raggiunge la comprensione delle singole parole, fino alla successiva costruzione di frasi e quindi di funzioni di linguaggio complesse come la sintassi. È noto come bambini fortemente trascurati nella prima infanzia possano mostrare ritardi nella crescita cerebrale e cognitiva. Studi su animali mostrano come l’allevamento di un cucciolo effettuato in un ambiente complesso e ricco di stimoli abbia effetti benefici sulla crescita e sull’interconnettività del cervello. Appare legittimo allora pensare che la presenza della musica nei primi mesi di vita del bambino sia un elemento favorevole per la selezione delle sue future capacità cognitive. Il linguaggio e la musica sono eventi del cervello, la cui difficoltà a pensare se stesso è però sempre più chiara. Tuttavia queste ricerche stanno cominciando a illuminare la complessa relazione tra i sistemi cognitivo-percettivi, che analizzano ed elaborano i sistemi neurali primordiali dal punto di vista evolutivo, e che sono coinvolti nel valutare l’importanza di uno stimolo relativo alla sopravvivenza e nel decidere quale azione intraprendere. Da qui le numerose ipotesi sull’evoluzione della musica, per la difficoltà di una prospettiva metodologica che lo stesso Einstein, a proposito della sua famosa teoria, aveva riassunto nell’affermazione: “i problemi che noi abbiamo creato non possono essere risolti al livello di pensiero che li ha formulati”.

Related Posts

Comments are closed.

Scroll to top

Support us!

Facebook_like