Naufragio al largo della Turchia, muoiono 58 rifugiati

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Alle 06:57 di questa mattina è avvenuto l’ennesimo naufragio di un barcone al largo di Izmir, sulla costa occidentale della Turchia. Si contano almeno 58 clandestini morti a seguito della sciagura. E’ ciò che si apprende dall’agenzia turca Dogan. A bordo dell’ imbarcazione si trovavano più di 100...
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Alle 06:57 di questa mattina è avvenuto l’ennesimo naufragio di un barcone al largo di Izmir, sulla costa occidentale della Turchia. Si contano almeno 58 clandestini morti a seguito della sciagura. E’ ciò che si apprende dall’agenzia turca Dogan. A bordo dell’ imbarcazione si trovavano più di 100 immigrati, tra cui molte donne e bambini, per lo più di origini curde provenienti dall’Iraq e dalla Siria. Finora sono circa 40 le persone tratte in salvo. Oltre la metà dei migranti morti nel naufragio erano bambini. Come sempre una sciagura che coinvolge chi già stava vivendo una dramma.

L’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu(Unhcr) esprime “cordoglio per questa ennesima tragedia del mare che colpisce profondamente anche perché, da quanto si apprende, i naufraghi sarebbero cittadini iracheni e siriani in fuga dal conflitto”. Secondo Laura Boldrini, portavoce dell’Unhcr “é dunque tanto più inappropriato e fuorviante riferirsi alle vittime di questo naufragio come clandestini”. “Purtroppo – prosegue Boldrini – i media continuano a non prestare la dovuta attenzione al linguaggio che invece è determinante nella percezione del fenomeno migratorio”. “Clandestino – conclude la portavoce – è una parola piena di pregiudizio tanto più inopportuna in una situazione come questa. Non a caso tutti i media internazionali parlano di 58 rifugiati morti, solo quelli italiani li definiscono clandestini”.

 

Fonte: Ansa.it

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