NAVI CINESI OLTRE IL BLOCCO: SALE LA TENSIONE PER LE ISOLE ASIATICHE

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  La questione delle isole contese va avanti dall’estate. E durante questo periodo abbiamo potuto assistere ad una serie di dispute che vedono coinvolte Cina, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Filippine e Taiwan. E già durante le ultime settimane, in molte città cinesi ci sono state diverse manifestazioni...
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La questione delle isole contese va avanti dall’estate. E durante questo periodo abbiamo potuto assistere ad una serie di dispute che vedono coinvolte Cina, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Filippine e Taiwan. E già durante le ultime settimane, in molte città cinesi ci sono state diverse manifestazioni antinipponiche, riguardanti le isole contese fra Cina e Giappone: isole che i cinesi chiamano Diaoyu e i giapponesi Senkaku. Molti credono che sia soltanto un teatrino in vista delle elezioni in Giappone e il passaggio di consegne del governo in Cina.

Ma ciò che si vede maggiormente è che l’Asia al momento è troppo impegnata a far soldi per trovare il tempo di fare un’ipotetica guerra. Anche perché Tokyo e Pechino sono importanti partners commerciali. Non esiste una vera guida che prenda le redini della questione in mano e che riesca a ristabilire un minimo equilibrio.

 

A conferma di questo fatto, data un’assenza di equilibrio, la questione potrebbe subire sempre più sconvolgimenti oppure inficiazioni da una delle due parti. In particolare questa mattina, alle 5:30 ora italiana, quattro battelli governativi cinesi hanno varcato il limite delle acque territoriali del Mar della Cina orientale, entrando in quelle nipponiche, ma rivendicate dalla Cina. La guardia costiera giapponese, una volta viste le navi cinesi, ha intimato loro di invertire la rotta e di tornare indietro.

La questione non terminerà certo qui. Anche perché non parliamo di una molteplice convergenza di interessi, ma anche di una grande quantità di paesi interessati alla questione. Non ci dimentichiamo che queste isole, disabitate e situate a 200 chilometri a nord-est dalle coste di Taiwan e a 400 chilometri a nord di Okinawa, possono costituire non soltanto una possibile riserva naturale, con introiti enormi per quanto riguarda il turismo, ma soprattutto per quanto riguarda la sovranità stessa su queste isole.

 

Ne vedremo delle belle. Nel frattempo si spera proprio che uno dei paesi coinvolti in questa disputa, Cina in particolare, possa prendere le redini della questione  e risolvere la questione pacificamente.

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