America spaccata in due: è sfida all’ultimo voto

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A due giorni dalle elezioni presidenziali Usa, è testa a testa tra i due candidati. Nelle ultime ore prima dell’election day si susseguono le rilevazioni statistiche che – al di la’ dei piccoli, fisiologici discostamenti – sono tutti concordi su un dato: sarà una battaglia all’ultimo...
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A due giorni dalle elezioni presidenziali Usa, è testa a testa tra i due candidati. Nelle ultime ore prima dell’election day si susseguono le rilevazioni statistiche che – al di la’ dei piccoli, fisiologici discostamenti – sono tutti concordi su un dato: sarà una battaglia all’ultimo voto.

CAOS IN FLORIDA, ESPERTI: SARA’ COME IL 2000 – Il voto anticipato si è trasformato in un incubo per gli abitanti della Florida, alcuni costretti fino a sei-nove ore di fila per poter scegliere il presidente degli Stati Uniti. Lunghe attese che hanno spinto il partito Democratico a presentare – riporta il New York Times – una mozione a livello federale per costringere le autorità statali a estendere l’orario delle votazioni in Florida per il voto anticipato. “Andiamo incontro a un voto problematico simile a quello del 2000″ affermano alcuni osservatori, in riferimento allo scontro elettorale fra George W. Bush e Al Gore, quando fu necessario riconteggiare i voti della Florida per assegnare i grandi elettori in palio. “Vogliamo votare” hanno gridato di fronte ad alcuni seggi molti cittadini in attesa.

ULTIMI COMIZI DEGLI SFIDANTI – La vittoria di Obama e’ ”possibile, ma non probabile”, ha ammesso Romney cercando di rassicurare i 6.000 sostenitori radunati all’International Exposition Center di Cleveland. Al solo paventare la possibilita’ di una vittoria di Obama, si sono alzati fischi dal pubblico. “Ho lavorato duramente negli ultimi quattro anni e la nostra lotta deve andare avanti”: così il presidente americano si è rivolto alla folla di Concord, in New Hampshire, dove è intervenuto assieme all’ex presidente Bill Clinton, che lo sta accompagnando in questi ultimi appuntamenti elettorali.”Il governatore Mitt Romney porta avanti idee vecchie e pretende di spacciarle per il vero cambiamento”, afferma Obama. “Ridare più potere alle grandi banche non è cambiamento. Altri 5 trilioni di tagli fiscali per favorire i più ricchi non é cambiamento”, afferma. “Io non mi limito a parlare di cambiamento. Io l’ho già fatto in passato. E lo attuerò quando sarò diventato presidente degli Stati Uniti”: così il candidato repubblicano – da des Moines, Iowa – replica al presidenteche lo accusa di avere ‘idee vecchie’, invitando gli elettori indecisi a guardare ai risultati da lui ottenuti quando era governatore del Massachusetts.

LA ‘GUERRA’ DEI SONDAGGI – E’ parità fra Obama e Romney, secondo una rilevazione Rasmussen, che segnala il presidente e il suo sfidante pari al 49%. E anche un sondaggio di Abc news/ Washington Post dà il testa a testa tra i due. Entrambi raccolgono ciascuno il 48% delle intenzioni di voto. Il sondaggio di Abc news/Washington Post indica tuttavia delle differenze tra gruppi sociali ed etnici: il democratico Obama è preferito dalle donne con una percentuale del 6% e il repubblicano Romney dagli uomini per il 7%. Il 20% degli elettori bianchi opta per Romney, mentre Obama raccoglie il 59% delle preferenze tra gli altri elettori. Come nelle presidenziali del 2008, i giovani per il 25% sono favorevoli a Obama, mentre le persone più avanti con gli anni, il 12%, preferiscono Romney.

Il presidente americano è avanti di un punto, secondo un sondaggio di Wall Street Journal/NBC: Obama ha il 48% delle preferenze contro il 47% di Romney.

Il presidente e’ in vantaggio di 4 punti sul rivale fra gli elettori registrati, secondo un sondaggio Usa Today-Gallup. Obama ha il 50% delle preferenze a fronte del 46% di Romney. ”E’ la prima volta da quando Romney ha conquistato la nomination repubblicana che uno dei due candidati raggiunge il 50% e si tratta del maggior margine fra i due dalla scorsa primavera”. Secondo Gallup tuttavia Barack Obama e Mitt Romney sono pari con il 48% negli swing state, gli stati indecisi cruciali nella corsa alla Casa Bianca. Gallup come ‘swing state’ ha considerato Colorado, Florida, Iowa, Michigan, Nevada, New Hampshire, New Mexico, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Virginia e Wisconsin.

Obama è avanti di 4 punti tra i probabili elettori nello stato chiave dell’Ohio, secondo l’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos. Il presidente è infatti al 48% mentre il suo rivale Romney è al 44%. Il precedente sondaggio dello stesso istituto dava Obama avanti in Ohio di un solo punto. Testa e testa (47%) in Pennsylvania, secondo un sondaggio di Tribune-Review. Obama e Romney pari anche in Michigan. Secondo un sondaggio di Foster McCollum White Baydoun, i due candidati sono pari con il 46%. Obama è in lieve vantaggio in Virginia, secondo un sondaggio di Wall Street Journal/Nbc, Obama ha il 48% delle preferenze contro il 47% di Romney.

IL FT APPOGGIA OBAMA, DAILY NEWS CAMBIA E SOSTIENE ROMNEY – Il Financial Times rinnova il suo appoggio al presidente Obama, ritenuto la scelta “migliore” nel voto del 6 novembre. Nel 2008 lo aveva sostenuto considerandolo “la scelta giusta” e la “scommessa più sicura” per gli Stati Uniti. “Dopo il Grande Crash del 2008, l’economia americana si sta riprendendo, anche se troppo lentamente per molti americani senza lavoro o alla ricerca di uno stipendio decentemente pagato. La supremazia degli Stati Uniti è minacciata – afferma il Financial Times – in un mondo in cui il lavoro a basso costo è disponibile. La determinazione americana è sotto esame in Afghanistan, Medio Oriente, Nord Africa e Cina. Nessuno dei candidati ha offerto risposte convincenti su come affronterà queste sfide”. “Quello che è chiaro è che i due hanno diverse filosofie di governo. Obama è un interventista” e “nella sua risposta all’uragano Sandy ha mostrato che un governo forte può esser parte della soluzione più che un problema”. “La presidenza di Obama – conclude Ft – appare come la migliore scelta”.

Il quotidiano Daily News esprime invece in extremis il suo endorsement, l’appoggio ufficiale, a Mitt Romney. “Il cuore dell’America, le persone appartenenti alla classe operaia e alla classe media che fanno grande questa Nazione sono afflitte da troppo tempo dal declino economico – si legge sul giornale – I redditi delle famiglie americane calano, nove milioni di posti di lavoro sono scomparsi”.

“Quattro anni fa il Daily News aveva appoggiato Obama, vedendo in lui una figura storica la cui intelligenza, capacità politica ed empatia con la gente comune, potevano portarlo a condurre il lavoro più difficile del mondo con successo. Ma le speranze di quei giorni sono rimaste deluse”, spiega l’articolo di oggi, nel quale si esprime il sostegno a Romney. L’approccio dell’ex governatore del Massachusetts – si legge ancora – è più solido, e anche se nemmeno lui è perfetto, in questo momento rappresenta una scelta migliore per l’America.

ansa.it

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