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Capezzuto: “Cardinale Sepe con Don Patriciello per la Terra dei Fuochi? Tempo fa la pensava diversamente”

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Arnaldo Capezzuto, nota firma campana de Il Fatto Quotidiano, mette in evidenza le ambiguità del Cardinale Crescenzio Sepe. Lo definisce “nuovo Masaniello della Terra dei Fuochi”. Tempo fa la pensava diversamente sulla sensibilità ambientalista. Ecco alcuni stralci del suo articolo sul quotidiano diretto...
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sepeeeeeArnaldo Capezzuto, nota firma campana de Il Fatto Quotidiano, mette in evidenza le ambiguità del Cardinale Crescenzio Sepe. Lo definisce “nuovo Masaniello della Terra dei Fuochi”. Tempo fa la pensava diversamente sulla sensibilità ambientalista. Ecco alcuni stralci del suo articolo sul quotidiano diretto da Antonio Padellaro:

“Non c’è più religione. Adesso perfino il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe lancia invettive contro gli inquinatori e gli avvelenatori della Terra dei Fuochi vestendo i panni di un inedito Masaniello ambientalista. Forse sarà la moda del momento, chissà. L’alto prelato partecipa a cortei contro il biocidio ed a fiaccolate di protesta. A favore di telecamera abbraccia e bacia don Maurizio Patriciello, chiacchiera con parroci da sempre in prima linea e rappresentanti dei comitati civici.

E’ un nuovo protagonismo dell’Arcivescovo che si riscopre movimentista. Le vie della Provvidenza sono infinite, alla soglia dei 70 anni si è accorto come un sistema malavitoso, formato da imprenditori corrotti, politici venduti, camorristi, funzionari di Stato infedeli, massoni, broker, negli anni hanno ridotto la Campania Felix in una gigantesca pattumiera. L’acuto lo si ascolta quando dal palco della manifestazione “Marciare per non marcire” svoltasi a Marano, pochi giorni fa, l’ex Papa Rosso prende la parola e dice: “Per amore del mio popolo non tacerò.La chiesa non può tacere davanti agli scempi perpetrati contro gli uomini e il territorio. Chi commette questi delitti, si macchia di un peccato grave. Pecca nei confronti degli uomini e di Dio”.

Il cardinale Sepe nel 2008 fu duro, durissimo con i sacerdoti di Napoli Nord che gli chiedevano di non vendere la Cava di Chiaiano che avrebbe accolto una mega discarica nel parco collinare della città. Siamo in piena emergenza rifiuti. Il tutto avvenne grazie alla concessione dei suoli di proprietà dell’Arciconfraternita dei Pellegrini. I parroci che provarono a schierarsi contro la discarica vennero bacchettati dalla Curia di Napoli e invitati a “fare più i sacerdoti che gli ecologisti”. L’Arciconfraternita dei Pellegrini mise infatti a disposizione il sito tra l’imbarazzo generale. All’epoca a gestire l’emergenza dei rifiuti a Napoli c’era Guido Bertolaso, un vecchio amico di Sepe.
E’ lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che dirà ai pm di Perugia che indagavano sugli appalti per il G8 di “conoscere da tempo il Cardinale Sepe” tra l’altro anche quest’ultimo finito nel mirino dell’inchiesta nella sua ex veste di Prefetto a Propaganda Fidae. Tanto è vero che lo stesso alto prelato – in questi giorni – mette le mani avanti: “In alcuni casi sono stati sequestrati nostri appezzamenti, dove le forze dell’ordine hanno rinvenuto rifiuti tossici. La Curia farà uno screening perché episodi del genere non si ripetano, dobbiamo esigere chiarezza”. Insomma la conversione ecologista di Sepe è miracolosa. E’ un prodigio. Occorre iniziare una pratica di beatificazione, c’è poco da fare. Certo sono quisquilie se da un’inchiesta sul consorzio Eco4, una società mafiosa controllata dai fratelli Orsi, dai Bidognetti e, secondo l’accusa, da Nicola Cosentino, strumento per assumere persone gradite ai potenti emerge che due nipoti dell’arcivescovo Crescenzio Sepe furono assunti. Con tarallucci e vino tutto si confonde, si mimetizza, si capovolge.

Allora può accadere di ascoltare un minaccioso cardinale Sepe che dice: “Chi inquina non è in grazia di Dio e non può fare la comunione”. Titoloni dei giornali, news, dirette. Si, ma che significa in concreto? Che il prete forse prima di dispensare la comunione deve consultare una banca dati e scoprire chi inquina e chi no? Appunto. Chiacchiere in libertà.

La Terra dei Fuochi è una strana storia fatta di vuoti di memoria, di smemoratezza, di cassetti chiusi per 20 anni, di documenti dimenticati, di nessuno sapeva e tutti sapevano ed ora anche di nuovi e inediti Masanielli ecologici che indossano la berretta.”

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