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Don Patriciello: “Avvoltoi non sono benvenuti. Vadano altrove…”

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Don Maurizio Patriciello ha così postato sul suo profilo Facebook: “UOMINI STOLTI Campi sterminati coltivati a zucchine. Guardarli è un piacere. Spontaneo nasce il rendimento di grazie per il nostro Dio, Creatore e Signore del cielo e della terra. I fiori a campanelli di colore giallo fanno capolino tra le...
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mauriDon Maurizio Patriciello ha così postato sul suo profilo Facebook:

“UOMINI STOLTI
Campi sterminati coltivati a zucchine. Guardarli è un piacere. Spontaneo nasce il rendimento di grazie per il nostro Dio, Creatore e Signore del cielo e della terra. I fiori a campanelli di colore giallo fanno capolino tra le grosse foglie. Belli da guardare, buoni da mangiare. Le mamme con un pugno di farina, la domenica, ne fanno frittelle saporite. Una delizia. Una festa quando le mette a tavola. Campania felix. Clima mite, terra fertile, ha sempre dato il meglio ai nostri antenati. Per secoli è stata madre e nutrice di intere generazioni. Oggi ancora è bella. Ancora si sforza di piacere agli uomini. Ancora non si rassegna a essere messa da parte. Caivano, cittadina a vocazione agricola del Napoletano. Martedì, la Polizia forestale ha messo sotto sequestro altri 43 ettari di terreni coltivati a zucchine e broccoli. Le analisi delle acque hanno dato pessimi risultati. Sono inquinate. Tra tante sostanze velenose, è presente anche il cloroformio. Da dove proviene? Quanto tempo fa fu interrato o sversato direttamente nei pozzi di irrigazione? Gli esperti, almeno per adesso, non sanno darsi una risposta. Le intuizioni delle gente semplice trovano, purtroppo, sempre più conferme. Che strano. Chi iniziò a denunciare lo scempio della nostra terra veniva messo a tacere. Chi aveva la responsabilità della cosa pubblica, negava. O minimizzava, tentando anche di irridere i volontari. “ Ciò che dite non ha basi scientifiche”, ripetevano come un mantra. Altre volte, addirittura, in modo subdolo, li intimoriva: “ Ma lo sapete che potete incorrere in una denuncia per procurato allarme?”. Non tutti i cittadini possono permettersi il lusso di sostenere un processo. Tanti finivano col prendere le distanze dai rifiuti, dai volontari e dalla speranza. Nel Napoletano e nel Casertano c’è tanta povertà.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in fondo non ha tutti i torti quando afferma che in Campania si muore di più di cancro anche perché si mangia male. E’ vero. I poveri mangiano male. Malissimo. Mangiano molto pane e tanta, tantissima pasta. È l’unica possibilità che hanno di sfamarsi. Frutta, pesce, carne, latticini costano troppo, ed essi vi rinunciano. Si alimentano male, si ammalano presto, muoiono prima. Questi poveri compravano, a poco prezzo, anche ortaggi e frutta a chilometri zero. Dal produttore al consumatore. Senza che girassero l’Italia in lungo e largo. I prezzi, naturalmente, si abbassavano. Oggi quei campi benedetti sono per la maggior parte sotto sequestro. Campi avvelenati. Per quanto tempo la nostra gente ha continuato, ignara, a mangiarne ortaggi e frutta ivi coltivati? Oggi la terra langue e tanti contadini smettono di lavorare. Se ne stanno, avviliti e tristi, con le mani in mano, a guardare polizia e giornalisti che si aggirano per le loro contrade. Certo alcuni di essi sapevano. Altri no. Qualcuno è anche responsabile. Altri solamente vittime. La falda acquifera è inquinata. La nostra acqua non è buona nemmeno per irrigare i campi. La gente ha paura. Pretende e merita risposte. Risposte vere, naturalmente. Non vuole, non si accontenta, non crede a risposte approssimative. Ormai il vaso di Pandora è stato scoperchiato. Anche se dolorosa, è meglio conoscere la verità piuttosto che ascoltare le bugie di tanti colpevoli o ignavi irresponsabili. Non tutta la Campania è avvelenata, ci mancherebbe. Gli avvoltoi non sono per questo i benvenuti. Vadano altrove a svolgere il loro lugubre mestiere. Proprio per questo occorre immediatamente fare la mappatura del territorio e isolare i terreni inquinati dalla buona terra. Lo scempio campano, la sofferenza inenarrabile di tanta gente sia di lezione a tutti che il consumismo sfrenato e irrazionale deve essere ripensato con accortezza e intelligenza. È intollerabile che il lusso e le comodità di alcuni segnino la condanna a morte di tanti altri fratelli in umanità. 
Padre Maurizio PATRICIELLO”

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