Elezioni, Pd: “Stop ai movimenti”. M5S: “Pensino all’ineleggibilità di Berlusconi”

on mag 20, 13 • by • with Commenti disabilitati su Elezioni, Pd: “Stop ai movimenti”. M5S: “Pensino all’ineleggibilità di Berlusconi”

Il Partito Defunto (Pd ndr) regala un altro saggio di grandissima politica. Una legge che dia piena attuazione all’articolo 49 della Costituzione e di conseguenza escluda i movimenti che non abbiano “personalità giuridica” e statuto. La proposta è del Pd, segnatamente di Anna Finocchiaro e Luigi Zanda....
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Il Partito Defunto (Pd ndr) regala un altro saggio di grandissima politica. Una legge che dia piena attuazione all’articolo 49 della Costituzione e di conseguenza escluda i movimenti che non abbiano “personalità giuridica” e statuto. La proposta è del Pd, segnatamente di Anna Finocchiaro e Luigi Zanda. L’identikit tuttavia avrebbe l’effetto di escludere dalle elezioni il Movimento Cinque Stelle. Il testo elaborato dalla presidente della commissione Affari Istituzionali e dal capogruppo democratico prevede che ”i contenuti minimi dello statuto, alcuni principi generali, ai quali dovranno attenersi tutti i partiti che intendono concorrere alla determinazione della vita politica, pena la perdita dei rimborsi per le spese elettorali o di ogni ulteriore eventuale forma di finanziamento pubblico”. Una serie di “obblighi che confliggono ad esempio proprio con il tipo di organizzazione statutaria del Movimento, tenendoli fuori dalle elezioni”. “Questo – dicono Finocchiaro, Zanda e gli altri proponenti – non impedirà a una semplice associazione o movimento di fare politica, ma il mancato acquisto della personalità giuridica precluderà l’accesso al finanziamento pubblico e la partecipazione alle competizioni elettorali”.

 

I partiti “tradizionali” sono privi di personalità giuridica, ma hanno i loro statuti pubblicati in Gazzetta ufficiale, condizione necessaria per accedere ai rimborsi elettorali. Quest’ultimo è il punto che potrebbe impedire la presentazione delle liste del M5S, che alle ultime politiche ha preso il 25% con oltre 8 milioni di voti, a meno che la creatura di Beppe Grillo non si dia uno Statuto ufficiale, in luogo del “non statuto” attualmente adottato. Cosa che metterebbe in discussione gli assetti interni del movimento.

 

Fico (M5s): “Invece di discutere di ineleggibilità di Berlusconi…”

Sarebbe questo il vero obiettivo del disegno di legge. Non tanto impedire la corsa di un movimento che attualmente rappresenta un quarto degli elettori, ma “costringerlo” a darsi delle regole interne dal punto di vista dell’elezione degli organi dirigenti, del controllo interno e della revisione dei conti. In ogni caso arriva la reazione del Movimento Cinque Stelle: “Anna Finocchiaro invece di discutere dell’ineleggibilità di Berlusconi magari stabilendo una linea dura e una battaglia senza precedenti nella giunta delle elezioni – scrive Roberto Fico su facebook – preferisce presentare un ddl anti-movimenti al fine di attaccare il movimento cinque stelle. Complimenti vivi alla Senatrice della Repubblica! M5s le sta preparando con forza il percorso e le motivazioni da presentare in giunta per l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi. Questi sono i fatti”.

 

Finocchiaro: “No ad avversione per i Cinque Stelle, ma attuazione della Costituzione”

Anna Finocchiaro, comunque, precisa: “La proposta di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione non è, malauguratamente per chi ne scrive e per chi vi trova elemento di polemica, una succulenta notizia che rivelerebbe l’avversione del Pd per il Movimento 5 stelle. Il ddl è infatti presentato nell’identico testo in cui venne depositato nella precedente legislatura, sia alla Camera che al Senato e riguarda tutti i partiti”. Secondo l’ex capogruppo del Pd a Palazzo Madama “era (e resta) un pezzo di programma del Pd. Si tratta dell’attuazione – ritardata per troppi decenni e sollecitata più volte anche dal Capo dello Stato – di una decisione dei costituenti di particolare rilievo e pienamente coerente con il modello di democrazia parlamentare scelto per il nostro Paese”.

Il Pd peraltro propone anche altre due misure per regolamentare elezioni e organizzazione dei partiti. Da una parte il divieto per le forze politiche di investire in strumenti diversi dai titoli emessi dallo Stato italiano. Dall’altra un’iniziativa per “favorire la partecipazione attiva dei giovani alla politica, ogni partito destina alla loro formazione una quota pari almeno al 5% dei rimborsi ricevuti per le spese elettorali”.

Da il Fatto Quotidiano.it

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