Favia di nuovo contro Grillo: 'Non è lui il padrone del movimento'

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“Il tema non è Favia che pone dei problemi di democrazia, ma è che ci sono moltissime persone nel movimento che hanno voglia di capire come saranno queste dinamiche”. Così Giovanni Favia, il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna ‘sfiduciato’ ma non cacciato da Beppe Grillo,...
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“Il tema non è Favia che pone dei problemi di democrazia, ma è che ci sono moltissime persone nel movimento che hanno voglia di capire come saranno queste dinamiche”. Così Giovanni Favia, il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna ‘sfiduciato’ ma non cacciato da Beppe Grillo, intervistato a Radio24, torna sui temi spinosi del suo rapporto con il fondatore del Movimento 5 Stelle.

“Purtroppo si è alzato un muro da parte di Beppe Grillo e dello staff e non posso farci nulla – precisa – io continuo il mio lavoro in Regione con lo stesso impegno di prima”. E aggiunge: “Sotto un profilo politico, che io abbia o meno la fiducia di Beppe Grillo, non cambia in alcun modo il fatto che io possa portare avanti la bandiera del M5S e soprattutto la mia battaglia al servizio dei cittadini in Regione. Beppe Grillo è padrone del logo, ma non è padrone del movimento. Il movimento l’abbiamo creato mattone su mattone sul territorio, io sono stato eletto da una lista civica. Nonostante Beppe Grillo mi indicò come candidato presidente, io feci comunque le primarie nella nostra regione. Sono stato scelto e votato dai cittadini e quindi rispetto il mio impegno con loro”.

Ma la questione, sottolinea, non è Favia, sono i tanti nel M5S che chiedono strumenti di democrazia interna a livello nazionale e che non vanno delusi: “Se noi sbagliamo le elezioni per il Parlamento – avverte – non ci sarà una seconda chiamata. Come abbiamo aumentato i voti velocemente, così li possiamo perdere”.

GRILLO ATTACCA STAMPA, SE FOSSE LIBERA ITALIA CAMBIEREBBE – “Con un’informazione libera l’Italia cambierebbe in 24 ore”. Lo scrive intanto Beppe Grillo sul suo blog, lanciando un nuovo duro attacco alla stampa.

“I giornalisti italiani si suddividono in tre categorie: gli indipendenti (pochi, eroici e spesso emarginati), gli schiavi (tantissimi, sfruttati e pagati 5/10/20 euro a pezzo) e i Grandi Trombettieri del Sistema, nominati in posizioni di comando dai partiti e dalle lobby. Sabato scorso a Parma tecnici e esperti hanno discusso per ore di inceneritori – sottolinea Grillo – Nulla di questo è stato riportato. La piazza vuota, semi vuota, quasi piena è stato l’unico argomento di interesse (erano presenti 3.000 persone e decine di migliaia erano collegate in streaming). Parlare d’altro per non parlar di niente”.

“Il conflitto di interessi tra informazione e potere economico e politico è diventato insopportabile – sottolinea il comico – Siamo manipolati dai partiti, dalle banche e dalle industrie che, attraverso i media, stravolgono la realtà. L’Italia è un’Isola dei Famosi, un reality show di sessanta milioni di persone che ascoltano favole, racconti fantastici in dosi così massicce e da così lungo tempo da aver trasformato il Paese in un gigantesco Truman Show in cui la verità è menzogna e la menzogna è verità. Più il Sistema si decompone, più i media ne diventano l’ultimo feroce baluardo (dopo infatti non c’é più alcuna difesa) perdendo ogni ritegno e vergogna”.

ansa.it

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