Germania: ‘Noi fuori dall’euro? Assurde le parole di Berlusconi’

on set 28, 12 • by • with Commenti disabilitati su Germania: ‘Noi fuori dall’euro? Assurde le parole di Berlusconi’

BERLINO – “Sostenere che l’uscita della Germania dall’eurozona non sarebbe un dramma è assurdo”. Lo ha detto il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, oggi a Berlino, commentando l’affermazione di ieri di Silvio Berlusconi. Chi si aspettava una parola sull’attualità...
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BERLINO – “Sostenere che l’uscita della Germania dall’eurozona non sarebbe un dramma è assurdo”. Lo ha detto il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, oggi a Berlino, commentando l’affermazione di ieri di Silvio Berlusconi.

Chi si aspettava una parola sull’attualità politica, sullo stato di salute del Pdl e sulla decisione o meno di ricandidarsi alla premiership è rimasto ancora una volta deluso. Silvio Berlusconi approfitta della presentazione del libro dell’ex ministro Renato Brunetta, ‘il grande imbroglio’, per sparare a zero contro l’euro. Tre sono i bersagli: oltre alla moneta unica, bollata proprio come “un imbroglio”, il Cavaliere punta il dito contro la Germania e, senza citare direttamente Mario Monti, se la prende con il “clima di paura” generato “dalla troppa tassazione” introdotta dall’Esecutivo.

Il palcoscenico è il tempio di Adriano dove il Cavaliere, di fronte ad una platea composta da molti parlamentari del Pdl (tutti ex Fi),si lascia andare a diversi siparietti. Ringraziando il direttore del Foglio Giuliano Ferrara per l’introduzione si confonde e lo chiama “Giovanni”, suscitando le risate della sala. Stesso risultato quando parlando di Brunetta, spiega che in realtà l’ex ministro lo sovrasta perché “ha l’ufficio più in altro del mio”. Pochi gli accenni alla stretta attualità in particolare all’ipotesi, non esclusa dal presidente del Consiglio a New York, di poter proseguire nel suo incarico anche nella prossima legislatura. Il Cavaliere liquida la domanda, prima di lasciare la sala, limitandosi ad osservare che per la risposta bisogna aspettare le elezioni e la modifica della legge elettorale. Una ‘non risposta’ che però fa intuire come l’ex premier sia da tempi non sospetti il primo sponsor di progetto moderato guidato dal Professore. Ma la prima uscita pubblica dopo tanto tempo è l’occasione, spiega in premessa il Cavaliere, per lanciare “l’operazione verità” e spiegare i motivi che lo hanno costretto a dimettersi. Il primo a finire sul banco degli imputati è l’euro. Le critiche alla moneta unica non sono nuove, ma questa volta Berlusconi alza ancora di più il tiro bollandola come “grande imbroglio” e definendo “suicida” il cambio a 1,927 lire confondendo però le cifre visto che un euro è pari a 1936,27 lire. Pensare ora che l’Italia possa uscire dalla moneta unica è impensabile ma per Berlusconi ci sono altre soluzioni. La prima è che ad andare via dalla zona euro sia la Germania “non sarebbe una tragedia”, spiega alla platea che accoglie la proposta con un applauso. In caso contrario l’altra soluzione sul tavolo è che la Bce segua il modello americano e diventi prestatrice di ultima istanza. Che il ‘nemico’ sia la Merkel e la politica di rigore imposta da Berlino è uno dei passaggi a cui il Cavaliere dedica più tempo ricordando di “essere isolato in Europa” nella battaglia contro le politiche di austerity rivendicando però di aver bloccato “come unico premier “imprenditore” nel Consiglio Ue la tobin tax voluta invece da Parigi e Berlino. L’affondo prosegue arrivando ai tempi più recenti e all’approvazione del cosiddetto Fondo Salva-Stati: “Per avere aiuti bisogna firmare un memorandum – è il ragionamento – che contiene norme di austerity. Norme – accusa l’ex capo del governo – che portano l’economia al collasso e a una spirale recessiva”. Un contributo però al “clima di paura” arriva, a detta sempre di Berlusconi, dal “carico fiscale” imposto dal governo che ha portato il debito “al 123%” e ha introdotto il redditometro: “strumento di uno Stato di polizia tributaria”. Non mancano le critiche all’introduzione dell’Imu sulla prima casa e poi l’affondo contro Equitalia colpevole di fare “estorsione” ai cittadini. Le parole dell’ex capo del governo hanno come primo effetto quello di generare un botta e risposta tra il presidente della Camera Gianfranco Fini ed il segretario del Pdl Angelino Alfano. Il presidente di Montecitorio accusa il Cavaliere di “incitare all’evasione. E’ un irresponsabile perché chi è stato premier non può parlare di stato di polizia tributaria che terrorizza gli italiani”. Una presa di posizione che non piace all’ex Guardasigilli: “Fini – accusa Alfano – è chiuso nella sua gabbia dorata da cui non vede cosa accade” e cioé “quanto il governo Berlusconi abbia combattuto contro l’evasione”.

ansa.it

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