IN PENSIONE A 27 ANNI, E NOI? PRECARI A VITA IN UNA SOCIETÀ GERONTOIATRICA. SONO…

on ott 12, 12 • by • with 2 Comments

Nicole Minetti tra poco più di dieci giorni maturerà i requisiti pensionistici. Una mia coetanea dopo solo 30 mesi di “lavoro”, se così vogliamo definire quello che dovrebbe essere un servizio reso al paese, percepirà un vitalizio di alcune migliaia di euro. L’indignazione e la rabbia sono sentimenti che...
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Nicole Minetti tra poco più di dieci giorni maturerà i requisiti pensionistici. Una mia coetanea dopo solo 30 mesi di “lavoro”, se così vogliamo definire quello che dovrebbe essere un servizio reso al paese, percepirà un vitalizio di alcune migliaia di euro. L’indignazione e la rabbia sono sentimenti che oramai non mi appartengono più, ma una domanda mi nasce spontanea e secondo me merita una riflessione, come è stato possibile creare un sistema così sperequato e marcio? L’Italia è un paese che fa della contraddizione e delle differenze sociali ormai il suo motore propulsivo. L’Italia è il paese dei vitalizi facili e degli esodati, degli strozzati dalle tasse e degli evasori totali. Possiamo continuare a vivere in un paese così? Si sopravvive in una perenne diatriba tra i castali (pochissimi ndr) ed i poveri disgraziati dimenticati dal sistema che marciranno in eterno nel limbo del precariato. Sono davvero schifato ed amareggiato da questo stato di cose, non è più possibile sopportare queste angherie e queste privazioni da parte di una classe dirigente inadeguata, mafiosa ed impreparata. Bisogna capire che è giunto il momento di scendere dagli alberi e partecipare, facciamo sentire la voce del dissenso che serpeggia nella società. Facciamo venir fuori la voglia di cambiamento ma, badate bene, non basta mettere un post su facebook o condividere uno status di pseudo-incazzatura. Quando una nazione è in mano a pochi gerontocratici, quando le opportunità sono ad appannaggio dei “soliti noti”, quando i comandanti cambiano le regole democratiche per favorire e cooptare i posti di comando, il risultato è presto detto: un’ampia fetta di popolazione viene esclusa dalle scelte per il futuro. Non possiamo e non dobbiamo più sopportare tutto questo. Scusate la divagazione, resta il fatto che una signorina di 27anni, dopo 30 mesi di “durissimo lavoro” soprattutto nell’organizzare feste private, dal 21 ottobre maturerà il requisito di “anzianità”. L’ex igienista dentale di Berlusconi, consigliere regionale del Pdl in Lombardia, avrà dunque il diritto ad ottenere il VITALIZIO come previsto dalla legge regionale numero 12 del 20 marzo 1995. Questa è l’Italia. La morale della favola? Spegniamo le luci nelle città risparmieremo ulteriori soldi nel bilancio dello Stato. Ma a chi volete darla a bere, a chi volete raccontare queste idiozie? Vi rendete conto che in periferie come la nostra daremo ancora maggiore spazio alla criminalità? Tutti in piedi sul divano, applaudiamo questa classe dirigente di inetti ed ignoranti.

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2 Responses to IN PENSIONE A 27 ANNI, E NOI? PRECARI A VITA IN UNA SOCIETÀ GERONTOIATRICA. SONO…

  1. Mi tocca davvero dentro qst articolo… Io però farò qualcosa di concreto: firmerò a favore del referendum atto a ripristinare l’art18(per ripristinare delle condizioni di lavoro almeno dignotose e degne di uno stato di diritto) e per abolire completamente i rimborsi elettorali (finanziamento pubblico ai partiti) che altro non è che un modo per ingrassare i tanti parassiti della politica come Lusi e Penati. TU INVECE COSA FARAI, CONTINUERAI A LAMENTARTI? RICORDO CHE SI PUO FIRMARE IN TUTTE LE SEDI “ITALIA DEI VALORI”

  2. d’Italia… se continui a lamentarti allora accontentati pure di Fiorito

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