Lega a Formigoni: ‘Si vota ad aprile’

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Un unico election-day ad aprile”, per le politiche e le regionali, dopo aver approvato la legge elettorale regionale e quella di bilancio “entro Natale”. Questo la decisione uscita dal consiglio federale della Lega per la regione Lombardia. Al termine del consiglio federale in via Bellerio non si è...
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Un unico election-day ad aprile”, per le politiche e le regionali, dopo aver approvato la legge elettorale regionale e quella di bilancio “entro Natale”. Questo la decisione uscita dal consiglio federale della Lega per la regione Lombardia. Al termine del consiglio federale in via Bellerio non si è tenuta alcuna conferenza stampa, ma i vertici della Lega hanno distribuito una breve comunicazione scritta in cui si riferisce che la riunione “dopo un’ampia discussione ha dato mandato al segretario federale Roberto Maroni e al segretario nazionale lombardo Matteo Salvini di gestire la questione sia per quanto riguarda il nuovo assetto regionale che per la durata della legislatura regionale” in Lombardia. Per il Carroccio, infine, è stato spiegato che sono “prioritari due soli punti” la legge elettorale e quella di bilancio . Tutti i consiglieri regionali Lombardi che venissero rinviati a giudizio devono dimettersi dal loro mandato “immediatamente”: lo ha deciso il Consiglio federale della Lega nord, riunitosi stamane a Milano sulla situazione della Regione Lombardia.

FORMIGONI, DA PISAPIA CADUTA STILE – “Una gravissima caduta di stile”, così il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha definito l’invito rivoltogli dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, a dimettersi. “Chi si impanca a giudice degli altri – ha aggiunto – dovrebbe essere perfettamente limpido e non è così”

MAGGIORANZA NON C’E’, FORMIGONI SI DIMETTA – “E’ evidente ancora una volta che la maggioranza uscita dal voto del 2010 non c’é più”. Quindi, “Formigoni prenda atto una volta per tutte della situazione e rassegni subito le dimissioni. Si torni il prima possibile dai cittadini per rinnovare una istituzione cruciale come la Regione”. Lo afferma in una nota il segretario lombardo del Pd, Maurizio Martina, dopo le scelte del Consiglio federale della Lega.

FORMIGONI ACCELERA, NUOVA GIUNTA ENTRO DUE SETTIMANE – Roberto Formigoni nominerà la nuova giunta della Lombardia nel giro di due settimane “anche qualcosa in meno” per dare un “forte segno di discontinuità” dopo l’arresto dell’ormai ex assessore Domenico Zambetti con l’accusa di aver comperato voti dalla ‘ndrangheta. Oggi, nell’ultima riunione di giunta, gli altri 15 assessori e i 4 sottosegretari hanno firmato la lettera di dimissioni, che saranno operative lunedì. Da allora, Formigoni avrà dieci giorni per scegliere la sua nuova squadra. Anche se il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, ha definito la nuova giunta “inutile” visto che “l’unica alternativa alle dimissioni è l’impegno a votare entro aprile”. Il capogruppo del Pdl, Paolo Valentini, gli ha risposto che la Lega senza il popolo della libertà va “a casa. Ma per i prossimi vent’anni” a dimostrazione che il clima è teso. L’orientamento del Carroccio sarà comunque preso nel Consiglio federale di domani. Formigoni però ha assicurato di lavorare per una giunta che duri fino al 2015 perché “andare a una crisi di governo in Regione, in un momento così difficile per l’economia, sarebbe danneggiare tutti i cittadini”. La nuova squadra sarà “ridimensionata” (si parla di 10-12 persone contro i 16 assessori e 4 sottosegretari) e “rinnovata” con un programma di cose da fare che include la riforma della sanità e la legge elettorale. Ai giornalisti il presidente non ha fatto nomi. Non ha detto se si tratterà di un governo di tecnici (come ad esempio spera il consigliere Pdl Stefano Maullu che propone di coinvolgere persone come il presidente di Assolombarda Alberto Meomartini), o se i nuovi assessori saranno scelti fra i consiglieri regionali. L’idea dei tecnici non piace certo alla Lega Nord, che sarebbe incoerente a fare la guerra a un governo tecnico a Roma e appoggiarne uno in Lombardia. Comunque ci sono alcuni elementi di cui il presidente sa di dover tener conto: uno è l’economia, dato che gli esterni sono più costosi dei consiglieri che già prendono uno stipendio dalla Regione; l’altro è la presenza femminile. Per evitare una condanna del Consiglio di Stato, Formigoni è stato costretto in passato ad aumentare il numero delle donne in giunta, che probabilmente dovranno essere almeno due. Una delle questioni su cui c’é più curiosità al Pirellone é però se Formigoni sceglierà tutte facce nuove oppure confermerà alcuni degli assessori uscenti, che ha più volte ringraziato per il senso di responsabilità e per il lavoro svolto. Fra le riconferme, le più probabili sono quelle dell’assessore al Bilancio, Romano Colozzi, il fedelissimo di Formigoni che è responsabile per le materie finanziarie della Conferenza delle Regioni, e quella del leghista Andrea Gibelli, il vicepresidente della Lombardia. Improbabile siano confermati gli assessori indagati (Romano La Russa e Daniele Belotti). Difficile anche la riconferma ad assessore alla Sanità di Luciano Bresciani, il medico di Umberto Bossi, che nei mesi scorsi parte della Lega avevano già chiesto di sostituire. E anche l’assessore ai Trasporti Raffaele Cattaneo potrebbe pagar caro il suo sfogo contro la diminuzione delle indennità. “Nulla è escluso e nulla è previsto – ha spiegato il presidente – Innanzitutto intendo riflettere e verificare io alcune idee che ho in mente”. Una occasione per parlare delle sue idee potrà essere l’incontro, probabilmente già lunedì, di Formigoni con il coordinatore regionale del Pdl Mario Mantovani, che ha iniziato ad incontrare assessori e consiglieri regionali.

ansa.it

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