LEGA NORD: “BUONI DA MEDIAWORLD PER I SENATORI”

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“Ogni senatore della Lega riceveva quattro buoni MediaWorld da 500 euro ciascuno”, con i soldi pubblici del gruppo al Senato, “qualcuno ci si è comprato la lavatrice, altri la tv”. Altri soldi pubblici poi venivano dati “in contanti” ai senatori e altri utilizzati per “il...
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“Ogni senatore della Lega riceveva quattro buoni MediaWorld da 500 euro ciascuno”, con i soldi pubblici del gruppo al Senato, “qualcuno ci si è comprato la lavatrice, altri la tv”. Altri soldi pubblici poi venivano dati “in contanti” ai senatori e altri utilizzati per “il contratto telefonico con la Tim” di Roberto Calderoli.

A parlare a Repubblica è Manuela Privitera, la ex segretaria amministrativa del gruppo della Lega al Senato. Ora sostiene che i senatori leghisti avessero adottato, dal 2009, una gestione parallela e “allegra” dei fondi pubblici con tre conti correnti dove avrebbero dirottato i fondi senza farli arrivare nella sede milanese del Carroccio. Le sue parole, depositate davanti ai magistrati, hanno aperto un nuovo filone di inchiesta sulla gestione dei fondi pubblici da parte della Lega. Privitera racconta in un’intervista a Repubblica quello che ha già depositato agli atti e raccontato ai magistrati: “Nel Natale 2011 Bricolo decide di regalare a ciascun senatore quattro buoni da 500 euro tramite una carta Media World. Per evitare di far trapelare che la Lega, in un periodo di crisi, regalava ai propri parlamentari elettrodomestici per duemila euro. Esiste una fattura intestata al tesoriere Stiffoni da 50 mila euro (…) Qualcuno si è comprato la lavatrice, altri il televisore. Ripeto: quattro carte da 500 euro ciascuno”.

Altri soldi, racconta la Privitera (le cui parole sono state smentite dal capogruppo della Lega al Senato Federico Bricolo) “venivano corrisposti in contanti. Bricolo tratteneva per sé 2.028 euro, Bodega 778, Mazzatorta 638. Ogni mese. Caduto il governo Berlusconi, il capogruppo mi ha ordinato di assegnare 2 mila euro al mese anche a Calderoli. A carico del gruppo è poi passato anche il suo contratto telefonico con la Tim. Ho depositato in Procura anche il carteggio tra me e la presidenza del Consiglio perché l’ex ministro voleva mantenere lo stesso numero e i medesimi servizi”.

“Nelle precedenti legislature, gestivamo un plafond da 5 mila euro l’anno a senatore per attività sul territorio – dice ancora Privitera – Ma ognuno mi doveva portare le ricevute delle spese sostenute e io li rimborsavo. Negli ultimi tre anni, con Bricolo, si è passati ai 5 mila euro l’anno accreditati sul conto corrente di ogni senatore. Poi diventati 3 mila e l’anno dopo 4.200. Senza obbligo di rendicontare nulla”.

Dal 2009, racconta Privitera a Repubblica, ovvero da quando alla tesoreria “arrivò Belsito”, “non tutti i soldi vengono più girati alla segreteria di via Bellerio a Milano. Vengono trattenuti e gestiti in conti separati (…) immagino perché si volessero celare al Consiglio federale della Lega il reale residuo di cassa a fine anno. Molti di quei soldi, come ho documentato, sono stati utilizzati per fare dei regali”.

fonte: cadoinpiedi

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