Migliore (Sel): “Renzi non incarna tradizione di sinistra ma raccoglie progressismo contro conservatorismo larghe intese”

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Gennaro Migliore, capogruppo campano alla Camera di Sinistra Ecologia e Libertà apre ufficialmente il caso Renzi-Sel dichiarando a Radio1: “Ritengo che Renzi in questo momento incarni anche una forza popolare che si è in qualche modo riorientata su temi che sono cari alla sinistra. Io non penso che Renzi sia...
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Gennaro Migliore, capogruppo campano alla Camera di Sinistra Ecologia e Libertà apre ufficialmente il caso Renzi-Sel dichiarando a Radio1: “Ritengo che Renzi in questo momento incarni anche una forza popolare che si è in qualche modo riorientata su temi che sono cari alla sinistra. Io non penso che Renzi sia di tradizione di sinistra ma se lo dovessi definire è l’unico che intercetta quella che è la vecchia idea della sinistra, intesa come progressismo contro un conservatorismo, che in questo momento chiaramente è più rappresentato da chi sostiene le larghe intese” 

Su Facebook, in un commento ad un post della sua bacheca, poi cancellato, ha continuato: “Esprimere un parere più compiuto che non sia la solita solfa del tradimento. Sono molto colpito dal successo di Renzi alle feste in Emilia. Lì ci sono persone di sinistra, popolo di sinistra, che ha tutto il mio rispetto. Non posso non riconoscere questo dato e penso che sia impensabile accusare di tradimento, se qualche buontempone lo pensasse, una enorme quantità di persone che in larghissima parte sono proprio di sinistra come tanti di quelli che votano per Sel o per altre formazioni politiche di sinistra” 

“Chi sostiene di più le larghe intese. Il mio amico e compagno Fassina o Renzi?. Cosa chiede quel popolo? Chiede di certo un uomo che possa vincere, ma chiedono anche un ricambio, una novità, un “progresso” per non intristirsi nei riti abusati del partito al quale non si può chiedere mai di essere presente e vicino alla propria base e al proprio popolo. Renzi è fortunato, è anche abile nell’usare gli strumenti del populismo, ma il punto, per me che milito in un altro partito, è comprendere chi lavora a stabilizzare un quadro come quello delle larghe intese e chi lo può mettere in discussione. Non c’è bisogno di fare troppa dietrologia, si tratta di sapere semplicemente da che parte si voglia andare. Io vorrei rapidamente liberarci di Berlusconi e provare a ricostruire un’alternativa in Italia”

Fonte: Espresso.repubblica.it

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