DEGI

Ministro De Girolamo risponde a Don Patriciello. Ecco la lettera…

on nov 23, 13 • by • with Commenti disabilitati su Ministro De Girolamo risponde a Don Patriciello. Ecco la lettera…

Ad annunciarlo è Don Maurizio Patriciello sul suo profilo Facebook. Ecco la risposta del Ministro alle politiche agricole Nunzia De Girolamo (Nuovo Centrodestra): “Il ministro Nunzia DE GIROLAMO, risponde alla mia lettera su Avvenire di sabato 23 novembre2013  IL DECRETO SI FARA’,MAGARI A CAIVANO  Gentile...
Pin It

Home » Politica, Politica Locale » Ministro De Girolamo risponde a Don Patriciello. Ecco la lettera…

DEGIAd annunciarlo è Don Maurizio Patriciello sul suo profilo Facebook. Ecco la risposta del Ministro alle politiche agricole Nunzia De Girolamo (Nuovo Centrodestra):

“Il ministro Nunzia DE GIROLAMO, risponde alla mia lettera su Avvenire di sabato 23 novembre2013

 IL DECRETO SI FARA’,MAGARI A CAIVANO

 Gentile direttore, mi permetta dirispondere in modo pubblico eppure quasi confidenziale al caro don MaurizioPatriciello, che ben conosce la mia stima e il mio affetto per ciò che da annifa e rappresenta per il nostro territorio, assieme a tanti altri piccoli grandieroi quotidiani della nostra Campania. Sono d’accordo: il Consiglio deiministri deve tenersi lì, nella zona che organizzazioni camorristiche,imprenditori e politici senza scrupoli hanno devastato azzerando le speranze diun territorio al quale noi abbiamo il dovere di offrire fiducia, speranza, atticoncreti… Non mi sottrarrò. È mio dovere, ma non solo: è diritto di questagenerazione e delle generazioni che verranno far prevalere la legge e l’onestà.Lei, caro don Maurizio, sa benissimo che il mio primo istinto era stato quellodi partecipare da cittadina alla grande marcia di Napoli in difesa della legalità.Ma credo che un ministro non debba andare nei cortei, bensì dimostrare con ifatti ciò che sa e vuole fare. Ho chiesto al presidente Letta di organizzare lariunione del governo nella “Terra dei fuochi”. So quanto sia attento a questotema. L’ho trovato molto sensibile. Non è solo un fatto simbolico, anche sespesso i simboli contano e non poco in questo genere di guerre in difesa dellapulizia e della legalità. In questa filosofia s’inserisce la mia richiestad’intervento dell’esercito. Nessuno vuole militarizzare la Campania. Maschierare i soldati avrebbe un duplice vantaggio: mostrare visibilmente a tuttiche lo Stato c’è e, in secondo luogo, i soldati con la supervisione delViminale e della procura svolgerebbero una preziosa funzione di vigilanza deiterreni, liberando così la Forestale, i Carabinieri, la Polizia e la Finanzaper la verifica dei reati, il controllo del territorio, l’accertamento dellecomplicità. Per distruggere le organizzazioni camorristiche e mafiose c’è unsolo modo: colpirle duramente nei loro patrimoni. E penso che abbiaperfettamente ragione il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti quandodice che le pene per i reati connessi allo smaltimento illegale di rifiuti sonotroppo lievi. Il governo, i partiti e la società civile hanno il dovere dioffrire il pieno sostegno alla procura nazionale e a quelle distrettuali. Chivuole battersi per la legalità non può oggi che schierarsi da una sola parte:contro la mafia e la camorra. Penso sia di straordinaria importanza la nuovanormativa approvata dalla Regione Campania per porre un freno alleinfiltrazioni camorristiche degli appalti. La perimetrazione è a buon punto escatterà a breve l’interdizione alla coltivazione ai fini alimentari ovenecessario. Occorre prestare però la massima attenzione: lo straordinariosforzo repressivo non deve intaccare la fiducia nell’eccellenza dei prodottiagroalimentari della Campania, che oggi sono i più controllati d’Italia. C’è unsettore strategico che produce cinque miliardi l’anno di fatturato che non puòe non deve essere oggetto di strumentalizzazioni criminali e speculazioni nellequali, la stessa camorra, può trovare terreno fertile. E non mi riferisco dicerto alle inchieste giornalistiche che, anzi, ci offrono lo stimolo giusto perpoter insistere col nostro lavoro quotidiano, bensì a manovre spesso oscure dinatura commerciale che danneggiano e non poco i produttori onesti dellaCampania che hanno il diritto di essere difesi. E gli onesti, tutti gli onestidi qualsiasi fede politica, devono riunirsi sotto la stessa bandiera: quelladella legalità. In questi mesi non siamo rimasti con le mani in mano, maabbiamo messo in campo tutto quello che potevamo fare subito. Abbiamo aumentatoi controlli sui prodotti e sui terreni della “Terra dei fuochi”attraverso l’attività del Corpo forestale dello Stato e quella dell’Ispettoratoanti frodi del ministero (Icqrf). Abbiamo sequestrato nuove discariche abusive,abbiamo triplicato i controlli sui prodotti agricoli rispetto allo stesso periododell’anno scorso, abbiamo incontrato la grande distribuzione organizzata perevitare che qualcuno speculi su questa tragedia e per garantire qualità etracciabilità ai nostri consumatori. Con il Ministero dell’Ambiente stiamoapprontando un decreto che ha l’obiettivo di distinguere definitivamente iterreni che hanno subito danni da quelli che invece non sono stati devastatidall’azione criminale dei clan. Questo sarà possibile anche grazie a tecnologiee a banche dati di cui lo Stato è già in possesso. Caro direttore, caro donMaurizio, non so dire se lo approveremo a Caivano o a Roma, ma certo lo faremo.

 

                                             Nunzia De Girolamo -ministro Politiche agricole, alimentari e forestali”

Related Posts

Comments are closed.

Scroll to top

Support us!

Facebook_like